
Tutti abbiamo presente il tipico odore di erba tagliata, non importa se stiamo usando un tagliaerba o un altro strumento, il nostro naso percepirà in ogni caso quel caratteristico olezzo, per alcuni quasi gradevole. Vi siete mai chiesti quale sia la sua origine? Bene, l’odore di cui parliamo non è un normale profumo “di fiori”, ma il risultato di un vero e proprio meccanismo chimico che entra in azione quanto tagliamo l’erba del nostro prato. È come se, tosando l’erba, stessimo danneggiando la pianta stessa, la quale reagisce tramite l’odore che sentiamo. In breve, quell’aroma è dato da molecole volatili – nient’altro che composti chimici che “volano” facilmente in aria in forma di gas che possiamo odorare – che l’erba produce quando le sue cellule vengono rotte. Parliamo dei green leaf volatiles, “composti volatili delle foglie verdi”: molecole organiche contenenti ossigeno che si liberano nell’aria con il taglio. Insomma, quando la tagliamo, l’erba ci sta proprio gridando “ahi!” con un modo tutto suo.
Come viene liberato l’odore dell’erba tagliata: i GLV
Quando il tosaerba passa e si alza quel profumo inconfondibile, in realtà stiamo “ascoltando” la melodia chimica delle piante. L’erba, "ferita" dal taglio, rilascia una serie di piccole molecole volatili, i green leaf volatiles (GLV), che si sprigionano nell’aria nel momento in cui le cellule vegetali dell’erba si rompono. Queste molecole nascono dai grassi naturali presenti nelle foglie: quando esse vengono danneggiate, degli enzimi li trasformano in composti odorosi. Parliamo di sostanze chimiche semplici, come aldeidi e alcoli, che l’aria porta rapidamente al nostro naso. Una di queste, chiamata (Z)-3-esanale, è la principale responsabile del caratteristico “odore di verde”. Bastano quantità minuscole perché il nostro cervello la percepisca: ecco perché anche un solo passaggio di lama riempie il giardino di odori.
Il rilascio di queste molecole non è costante: aumenta subito dopo il taglio, poi diminuisce gradualmente mentre le superfici piano piano si seccano. L’intensità dipende anche dal clima e dall’umidità, in un pomeriggio caldo e soleggiato l’aroma è più forte, mentre dopo la pioggia risulta più tenue.
In realtà, il profumo dell’erba tagliata non è solo una sorta di effetto collaterale: per la pianta è un vero e proprio messaggio. Queste sostanze servono infatti a segnalare un pericolo alle piante vicine, che attivano così i propri meccanismi di difesa. Alcuni studi mostrano che sono attirati anche gli insetti “buoni” per le piante, predatori di quelli che si nutrono delle foglie. Insomma, mentre noi odoriamo il nostro giardino, il prato sta comunicando in codice di essere sotto attacco e di reagire, a modo suo.
Percezione umana: perché quel profumo ci piace
Per molti di noi esseri umani, il profumo dell’erba tagliata viene percepito come piacevole. È un fatto che ha un vero e proprio fondamento scientifico per via di alcuni fattori. Innanzitutto, alcune di queste molecole hanno una soglia odorosa bassa, quindi già piccole quantità sono ben percepibili e riconoscibili. Inoltre, le molecole GLV sono simili a quelle che le piante rilasciano quando le verdure o i frutti maturano o vengono tagliati. Infine, poiché il profumo è fortemente “verde”, richiama associazioni mentali con natura, freschezza, spazi aperti e una generale sensazione di relax.
In realtà, c’è anche un aspetto psicologico importante: chi ha associato momenti piacevoli al prato curato e al giardino, spesso collega quel profumo a ricordi positivi, rendendolo più gradevole, anche se, nei fatti, il nostro pratino sta gridando “aiuto!”.