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18 Aprile 2026
16:30

Lo stress fa davvero perdere i capelli? La scienza spiega il legame tra cortisolo e follicoli

Lo stress può causare il telogen effluvium, una caduta improvvisa ed eccessiva dei capelli. Ormoni come cortisolo e noradrenalina, infatti, bloccano il ciclo di vita del follicolo. La caduta arriva anche 3-4 mesi dopo l’evento stressante, ma è un fenomeno temporaneo e reversibile.

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Lo stress fa davvero perdere i capelli? La scienza spiega il legame tra cortisolo e follicoli
stress e perdita di capelli

Lo stress, anche quello psicologico, come il finale di Game of Thrones, ha un forte impatto anche sui nostri capelli, al punto da avere anche un nome: telogen effluvium. Il punto cruciale è che lo stress, psicologico o fisico poco importa, altera il ciclo di vita del follicolo pilifero facendo passare le cellule dalla fase di crescita (anagen) a quella di riposo (telogen). Il primo colpevole, come sempre, sembra essere il cortisolo, l’ormone dello stress. Inoltre, uno stimolo stressogeno ci fa attivare la risposta di “attacco o fuga” in cui è direttamente la noradrenalina a bloccare la crescita dei capelli perché in queste situazioni, i processi non necessari, come avere una chioma degna di Raperonzolo, vengono rallentati o bloccati del tutto. Solitamente, la perdita di capelli causata dallo stress è reversibile e basta ridurre lo stress per tornare alla normalità.

Che cos’è il telogen effluvium, la perdita di capelli da stress

In qualsiasi momento della nostra vita, solo il 15% dei capelli è in fase di riposo (telogen): lo stress spinge prematuramente e contemporaneamente un gran numero di follicoli piliferi a passare dalla fase di crescita (anagen) a quella di riposo. Non a caso si chiama telogen effluvium, letteralmente “caduta di capelli in fase telogen”. Oltre a stress fisici o psicologici, il telogen effluvium può essere indotto anche da cambiamenti ormonali, per esempio durante la gravidanza (che è già di per sé uno “stress” per il corpo) o da alcuni farmaci.

Il telogen effluvium è democraticissimo: colpisce chiunque nella stessa misura, senza differenze di età, sesso, etnia o preferenze per le serie tv.

La perdita di capelli non è immediata

Da un punto di vista tecnico è un tipo di alopecia non cicatriziale e viene definito in termini medici come una caduta di capelli molto intensa che si verifica circa 3-4 mesi dopo l’evento stressante. Ebbene sì: i capelli non cadono mentre state preparando quell’esame difficilissimo, ma qualche tempo dopo.

Quando il capello passa dalla fase anagen a quella telogen, semplicemente smette di crescere da 1 a 6 mesi (in media 3), e nella maggior parte dei casi, resta attaccato. Quando dopo un po’ di tempo il follicolo torna nella fase anagen di crescita, il capello precedente viene “spinto” fuori da quello che cresce, cadendo dalla nostra bella chioma. Ecco perché non vediamo subito gli effetti dello stress sui nostri capelli.

crescita capelli
Le fasi di crescita dei capelli.

Il ruolo del cortisolo: l’ormone che inibisce i follicoli

Il ciclo di vita dei capelli è finemente regolato da molti fattori, così come lo stress impatta su tanti percorsi biologici diversi: per questo è complesso identificare un singolo responsabile della caduta dei capelli da stress. Ma sono stati identificati alcuni meccanismi chiave.

Uno studio su modelli murini (topi, per intenderci) portato avanti dall’università di Harvard, ha messo la lente sul corticosterone, l’equivalente per i topi del cortisolo umano. I ricercatori hanno notato che in condizioni di stress, l’eccesso di corticosterone agisce sulla papilla dermica e blocca il rilascio di un particolare fattore: il Growht arrest specific 6 (per gli amici, Gas6). Il Gas6 attiva le cellule staminali del follicolo pilifero innescando la fase di crescita: se non viene prodotto, il pelo non cresce. Iniettando Gas6, la crescita del pelo riprende nonostante siano ancora presenti lo stimolo stressogeno e alte quantità di corticosterone. Nell’uomo, lo stress attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene aumentando non solo le concentrazioni di cortisolo, ma anche quelle dell’ormone di rilascio della corticotropina. Ulteriori studi in vivo e in vitro hanno infatti confermato la capacità di questi ormoni, cortisolo in primis, di alterare il ciclo di vita del follicolo e l’omeostasi cutanea locale, per esempio degradando sostanze fondamentali per la pelle e la matrice extracellulare.

L’attacco del sistema nervoso simpatico e sistema immunitario

Situazioni stressanti innescano la risposta di “attacco o fuga”, attivando il sistema nervoso simpatico e il rilascio di adrenalina e noradrenalina. Proprio quest’ultima, secondo uno studio pubblicato su Cell lo scorso anno, agirebbe sulle cellule della matrice del follicolo, chiamate” cellule ad amplificazione transitoria” (hair follicle transit-amplifying cells, per comodità HF-TACs). Derivano dalle cellule staminali e si replicano molto velocemente facendo crescere il capello. Le HF-TACs sono collegate direttamente a neuroni simpatici e particolarmente sensibili all’azione della noradrenalina, che ne induce la necrosi: in poche parole, le fa morire prematuramente. Impedire questa interazione, sia “inattivando” i neuroni collegati al follicolo pilifero, sia bloccando i recettori per la noradrenalina presenti sulle HF-TAC, impediva di perdere i peli. L’eccesso di norepinefrina, tra l'altro, influiva negativamente sui mitocondri di queste cellule, lasciandole senza energia per continuare a riprodursi.

Lo stress aumenta anche la produzione di molecole proinfiammatorie, come alcune citochine e la sostanza P, come dimostrato da diversi studi. Aumenta l’espressione di alcune cellule immunitarie, facendole penetrare nel follicolo e peggiorando situazioni come l’alopecia areata, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca proprio le cellule del follicolo pilifero. Non da ultimo, aumenta il cosiddetto stress ossidativo e la produzione di radicali liberi dell’ossigeno: insomma, il follicolo si viene a trovare in un ambiente di lavoro tossico e disfunzionale. Tutto ciò rallenta la rigenerazione delle cellule follicolari e la ripresa delle attività di crescita del capello.

E noi cosa possiamo fare?

Innanzitutto, possiamo stare calmi. Sembrerà banale, ma ridurre lo stress è la prima regola per risolvere il telogen effluvium: preoccuparci non farà altro che aumentare lo stress e… farci cadere più capelli. Quando siamo stressati dormiamo poco, mangiamo peggio, magari chi fuma, fuma ancora di più… Andando a peggiorare ulteriormente il microambiente intorno al follicolo pilifero.

La buona notizia è che si tratta di un disturbo passeggero e reversibile: ridotta la fonte dello stress, il capello ritorna a crescere come prima.

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