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30 Settembre 2026
13:30

Gli eventi astronomici del cielo di ottobre 2026: Saturno e Luna Piena protagonisti del mese

Saturno darà spettacolo nel cielo di ottobre, quando sarà all’opposizione e visibile per tutta la notte. Tra gli eventi del mese anche la Luna vicina a Giove con un’occultazione e il picco delle scie luminose delle Draconidi e Orionidi, illumineranno il cielo verso la fine del mese e per finire la Luna piena del Cacciatore.

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Gli eventi astronomici del cielo di ottobre 2026: Saturno e Luna Piena protagonisti del mese
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Immagine ottenuta col software Stellarium che mostra il momento di occultazione di Giove da parte della Luna, fenomeno visibile in Africa e sulla costa est degli Stati Uniti. L'oggetto alla sinistra di Giove è il suo satellite Ganimede. Le dimensioni dei corpi non sono in scala. Credits: Stellarium

Gli eventi astronomici del mese di ottobre 2026 da non perdere saranno diversi, a cominciare dall'opposizione di Saturno del 4 ottobre, quando il pianeta con gli anelli raggiungerà la minima distanza dalla Terra dell'anno e sarà visibile per tutta la notte. Solamente due giorni dopo, il 6 ottobre, la Luna in fase calante passerà vicinissima a Giove, arrivando addirittura a occultarlo per gli osservatori di alcune regioni delle Americhe e dell'Africa. Dall'Italia non assisteremo all'occultazione, ma potremo comunque osservare i due corpi molto vicini nel cielo prima dell'alba.

La Luna sarà protagonista anche di incontri ravvicinati con le Pleiadi, Urano, Marte e nuovamente Saturno, mentre il 26 ottobre avremo la Luna piena del Cacciatore. Per gli amanti delle "stelle cadenti", invece, ottobre è uno dei mesi più ricchi dell'anno in termini di numero di sciami meteorici attivi: tra gli altri avremo le Camelopardalidi di ottobre, le Draconidi, le Tauridi meridionali, le Epsilon Geminidi e le Leonidi Minori. L'appuntamento principale sarà però con le Orionidi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, generate dai detriti lasciati dalla celebre cometa di Halley.

Saturno all'opposizione il 4 ottobre: il momento migliore dell'anno per osservarlo

Il 4 ottobre Saturno raggiungerà l'opposizione, cioè la configurazione in cui il pianeta si trova dalla parte opposta del cielo rispetto al Sole visto dalla Terra. Il momento esatto cadrà intorno alle 14:20 ora italiana, quando naturalmente dall'Italia sarà giorno, ma dal punto di vista osservativo questo cambia ben poco: la sera precedente e quella successiva Saturno avrà praticamente la stessa luminosità e le stesse dimensioni apparenti.

Durante un'opposizione la Terra si trova praticamente tra il Sole e il pianeta esterno. Saturno sorge quindi in direzione est intorno al tramonto, raggiunge la massima altezza nel cielo attorno alla metà della notte e tramonta verso ovest all'alba, risultando osservabile praticamente per tutta la notte. L'opposizione coincide inoltre con la minima distanza tra Saturno e la Terra nel 2026, pari a circa 8,43 unità astronomiche, cioè circa 1,26 miliardi di km. Il pianeta raggiungerà una magnitudine apparente di circa 0,3 e sarà quindi facilmente individuabile a occhio nudo, mentre il suo disco avrà un diametro apparente di circa 19,7 secondi d'arco, il massimo dell'anno.

A occhio nudo Saturno apparirà semplicemente come un punto luminoso, ma basta un piccolo telescopio per distinguere il suo caratteristico sistema di anelli. Questi ultimi stanno tornando progressivamente ad aprirsi rispetto alla nostra linea di vista dopo essere apparsi quasi di taglio nel 2025, rendendo l'opposizione del 2026 particolarmente interessante per l'osservazione telescopica.

La Luna occulterà Giove il 6 ottobre, ma non dall'Italia

L'evento probabilmente più particolare del mese avverrà il 6 ottobre, quando una Luna calante illuminata per circa il 20% passerà davanti a Giove producendo una occultazione lunare. In pratica, per gli osservatori situati lungo la fascia giusta della superficie terrestre, il pianeta scomparirà temporaneamente dietro il disco della Luna per riapparire circa un'ora più tardi.

L'occultazione sarà visibile nelle ore precedenti l'alba da alcune regioni del Nord America e dei Caraibi, mentre in alcune zone dell'Africa avverrà durante il giorno. Il momento di massima occultazione globale è previsto intorno alle 12:16 ora italiana.  Dall'Italia, però, la geometria sarà leggermente diversa e Giove non verrà nascosto dalla Luna. Il motivo è la parallasse: la Luna si trova a soli 384 mila km circa dalla Terra e la sua posizione apparente rispetto agli oggetti molto più lontani cambia sensibilmente a seconda del luogo dal quale la osserviamo.

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Mappa che mostra le regioni, in blu, in cui Giove verrà occultato dalla Luna il 6 ottobre. Credits: Dominic Ford 2019–2026, https://in–the–sky.org

La configurazione sarà comunque molto interessante nelle ore prima dell'alba del 6 ottobre. Intorno alle 06:00, prendendo l'Italia centrale come riferimento, la Luna e Giove saranno separati da circa 3 gradi, con Giove poco più in basso rispetto alla falce lunare in direzione est. Sarà questo il momento più interessante per osservare la coppia dall'Italia. La mattina successiva, il 7 ottobre, la Luna avrà già percorso una parte considerevole della propria orbita e Giove si troverà più in alto rispetto al nostro satellite, con una separazione ormai vicina ai 10 gradi.

Gli incontri ravvicinati della Luna con Pleiadi, Urano, Marte e Saturno

Il primo incontro del mese inizierà in realtà già nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, quando la Luna attraverserà la costellazione del Toro passando a circa 1 grado dalle Pleiadi, il celebre ammasso stellare M45. Nella stessa regione di cielo sarà presente anche Urano, che nelle ore centrali della notte si troverà a meno di 5 gradi dalla Luna. Il pianeta, con una magnitudine intorno a 5,7, richiederà però almeno un binocolo per poter essere scorto, soprattutto a causa della forte luminosità lunare.

Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre sarà invece la volta di Marte. La Luna calante passerà ad appena 1,1-1,2 gradi dal pianeta rosso, offrendo un incontro facilmente osservabile a occhio nudo nelle ore che precedono l'alba. Nella stessa zona di cielo sarà presente anche Polluce, una delle due stelle principali della costellazione dei Gemelli. La sera del 24 ottobre, invece, la Luna quasi piena sorgerà in direzione est intorno alle 17:10, accompagnata ancora una volta da Saturno. Il pianeta si troverà poco più in basso e verso destra rispetto al nostro satellite, con una separazione angolare di circa 6 gradi nelle prime ore della serata. La distanza apparente aumenterà poi lentamente nel corso della notte.

Infine, nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, la Luna tornerà nella costellazione del Toro e passerà nuovamente attraverso la regione delle Pleiadi. La separazione angolare scenderà fino a circa 1 grado nelle ore centrali della notte. In alcune zone d'Europa la Luna passerà anche davanti ad alcune delle stelle dell'ammasso, producendo delle occultazioni stellari.

Gli sciami meteorici di ottobre: dalle Draconidi alle Orionidi

Ottobre è uno dei mesi più ricchi dell'anno per numero di sciami meteorici attivi, anche se la maggior parte produce solamente poche meteore all'ora. Secondo la lista 2026 dell'American Meteor Society, il primo appuntamento sarà con le Camelopardalidi di ottobre, attive solamente tra il 5 e il 7 ottobre e con il massimo il 6 ottobre. Il radiante si trova molto a nord nella costellazione della Giraffa e rimane sempre sopra l'orizzonte dalle latitudini italiane. Si tratta però di uno sciame estremamente debole, con meno di due meteore all'ora e una velocità di ingresso nell'atmosfera di circa 46 km/s.

Ben più interessanti sono le Draconidi, il cui massimo arriverà la sera dell'8 ottobre. A differenza della maggior parte degli sciami meteorici, le Draconidi si osservano meglio nelle prime ore della notte, perché il loro radiante nella costellazione del Dragone si trova già alto nel cielo dopo il tramonto. Sono generate dai detriti lasciati dalla cometa periodica 21P/Giacobini-Zinner e producono meteore particolarmente lente, con una velocità di circa 21 km/s. L'attività è estremamente variabile: negli anni normali si osservano solamente poche meteore, mentre in rare occasioni la Terra attraversa regioni particolarmente dense dello sciame producendo veri e propri outburst. Nel 2026 la Luna sarà ridotta a una sottile falce calante e non disturberà le prime ore della notte quando lo sciame sarà più visibile.

Attorno al 14 ottobre arriverà invece il massimo della componente annuale delle Tauridi meridionali. Lo sciame è associato alla cometa 2P/Encke, ha uno tasso teorico di meteore allo zenith (ZHR) di circa 5 meteore all'ora e produce meteore relativamente lente, circa 27 km/s. Le Tauridi sono poco intense, ma sono note per la capacità di produrre bolidi particolarmente luminosi. Nel 2026 l'American Meteor Society distingue un primo massimo annuale il 14 ottobre e una seconda componente, quella più legata all'attività di bolidi, con massimo nella notte tra il 4 e il 5 novembre. Il 17 ottobre sarà poi la volta delle Epsilon Geminidi, sciame minore con appena 2 meteore all'ora in condizioni ideali, ma caratterizzato da meteore molto rapide che entrano nell'atmosfera a quasi 69 km/s. Il 22 ottobre raggiungeranno invece il massimo le Leonidi Minori, anch'esse uno sciame debole da circa 2 meteore all'ora e con velocità di oltre 60 km/s.

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Carta celeste prodotta con Stellarium che mostra la posizione del radiante delle Orionidi, in azzurro, alle 3 del 22 ottobre, al tramonto della Luna. Credits: Stellarium.

L'appuntamento principale sarà però con le Orionidi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre. Si tratta di uno sciame di classe I prodotto dai detriti della celebre cometa 1P/Halley, la stessa che genera anche le Eta Aquaridi di maggio. Le Orionidi possono produrre normalmente 10-20 meteore all'ora, con una velocità di ingresso di circa 66 km/s.  Le condizioni lunari quest'anno non saranno ideali: la Luna sarà crescente e illuminata per circa l'80%, nascondendo molte delle meteore più deboli durante la prima parte della notte. Prendendo Roma come riferimento, però, la Luna tramonterà intorno alle 03:09 del 22 ottobre, lasciando alcune ore di cielo buio prima dell'alba proprio quando il radiante nella costellazione di Orione sarà ormai alto sull'orizzonte. La finestra migliore per tentare l'osservazione sarà quindi indicativamente dalle 03:00 fino alle prime luci dell'alba.

La Luna piena del Cacciatore del 26 ottobre

Chiudiamo la carrellata degli eventi di ottobre con la Luna piena del mese che quest'anno cadrà il 26 ottobre alle 05:11 ora italiana. Si tratta della tradizionale Luna del Cacciatore, nome attribuito al plenilunio che segue la Luna del Raccolto e legato alle tradizioni agricole e venatorie dell'emisfero boreale. Il momento esatto del plenilunio cadrà nelle prime ore del mattino, ma dal punto di vista visivo la Luna apparirà praticamente piena sia nella sera del 25 ottobre sia in quella del 26. A Roma, il 26 ottobre il nostro satellite sorgerà intorno alle 17:00, poco dopo il tramonto del Sole, rimanendo poi visibile per tutta la notte.

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