
Il 2026 sarà un anno ricco di eventi astronomici da non perdere. A farla da padrone saranno le eclissi, a partire da quella più importante del 12 agosto che segna il ritorno di una eclissi totale di Sole in Europa dopo più di 25 anni. Il disco solare risulterà completamente oscurato in una fascia che comprende la Spagna continentale e le isole Baleari, mentre dall'Italia l'eclissi sarà solo parziale, con picchi però di più del 90% del disco solare oscurato nel Nord Italia. In concomitanza con l'eclissi, il 12 agosto, avremo anche il picco dello sciame meteorico delle Perseidi e un allineamento planetario di 6 pianeti del Sistema Solare. Non mancheranno le immancabili "superlune", 3 nel 2026, e gli sciami meteorici principali delle Quadrantidi, Eta Aquaridi, Perseidi e Geminidi. A completare la carrellata di eventi contribuiranno le opposizioni di Giove e Saturno, le eclissi lunari del 3 marzo e 27 agosto e il perigeo delle comete C/2025 R3 (PANSTARRS), 10P/Tempel e C/2024 E1 (Wierzchos).
L' eclissi solare totale del 12 agosto
L'evento astronomico più importante del 2026 sarà l'eclissi totale di Sole del 12 agosto. Questa rappresenta il ritorno di una eclissi totale in Europa dopo più di 25 anni, con l'ultima datata 1999. Il cammino di totalità, cioè la zona dove il disco solare sarà oscurato per la sua interezza, attraverserà la Spagna, l'Islanda e la Groenlandia. In Spagna, in particolare, la zona di totalità comprende le isole Baleari e le regioni di Aragona, Castiglia, Asturie e Galizia.

In Italia, l'eclissi sarà solo parziale, con la copertura del disco solare che varierà enormemente muovendosi lungo la penisola. Il nord Italia sarà particolarmente favorito in questa data, visto che città come Milano, Torino, Venezia, Genova e Bologna vedranno il disco solare oscurarsi per più del 90%, col massimo raggiunto intorno alle 20:10/20:20, rendendo così l'evento estremamente spettacolare poiché in prossimità del tramonto. Scendendo verso sud, la frazione di oscuramento del disco solare diminuirà, con valori intorno al 69% a Roma e 45% a Napoli.
L'eclissi anulare di Sole del 17 febbraio
L'eclissi totale del 12 agosto non sarà l'unica quest'anno. Il 17 febbraio, infatti, ci sarà una eclissi anulare di Sole, in cui cioè la dimensione angolare della Luna non sarà tale da coprire completamente il disco solare, creando così una corona circolare luminosa visibile sui bordi del disco solare. Questa eclissi anulare avrà il massimo intorno alle 13:12 del 17 febbraio, ma potrà essere seguita dalle nostre latitudini solo via streaming, dal momento che il cammino di totalità coinciderà con le regioni dell'Antartide.
Le eclissi lunari del 3 marzo e del 27 agosto
Oltre alle due eclissi solari, nel 2026 avremo anche due eclissi lunari che seguiranno a breve distanza quelle solari. A causa della configurazione geometrica delle eclissi, l'esistenza di una eclissi solare è sempre accompagnata da una corrispondente eclissi lunare. La prima, che sarà una eclissi lunare totale, avverrà il 3 marzo, tra le 9:44 e le 15:23 italiane, con l'area di totalità che interesserà parte del Giappone e del Canada, l'Alaska e la zona della Kamčatka in Russia. La seconda invece seguirà di due settimane la grande eclissi solare del 12 agosto, avvenendo quindi il 28 agosto tra le 3:23 e le 9:01 italiane. Dalle coordinate di Roma, il massimo dell'eclissi parziale lunare si avrà alle 6:12, una ventina di minuti prima del tramonto della Luna, col disco lunare per più del 90% coperto dall'ombra terrestre.
Superlune e microlune
Tre saranno le "superlune" del 2026, cioè Lune piene che si svolgono in concomitanza col massimo avvicinamento del nostro satellite naturale alla Terra. La prima si avrà il 3 gennaio 2026, mentre le successive due avverranno l'una dopo l'altra il 24 novembre e il 24 dicembre 2026. Più precisamente, la fase di Luna piena della "superluna" del 3 gennaio avverrà alle 11:02 del mattino, mentre il perigeo lunare avverrà il primo gennaio alle 22:44. Per la "superluna" del 24 novembre, la fase di massimo è alle 15:53, mentre il perigeo il 25 novembre alle 22:00. La "superluna" del 24 dicembre sarà invece quella in cui la Luna piena apparirà più luminosa e angolarmente più grande, dal momento che fase di Luna piena e perigeo lunare saranno separati temporalmente da sole 7 ore. La Luna sarà a 356.650 km dalla Terra, la minima distanza raggiunta dal nostro satellite naturale in tutto il 2026.
L'opposto della "superluna" è la "microluna", altro termine giornalistico che indica una Luna piena più piccola della media, cioè in cui la fase di Luna piena va a coincidere con l'apogeo lunare, il punto di massima lontananza del nostro satellite naturale dalla Terra. Quest'anno avremo una "microluna" il 31 maggio, che oltre ad essere tale sarà anche una "Luna blu", cioè la seconda Luna piena del mese. Il 31 maggio la Luna piena apparirà circa il 5,5% più piccola e il 10,5% meno luminosa rispetto a una normale Luna Piena.
Le comete del 2026
Allo stato attuale sono tre le comete da tenere d'occhio in questo 2026. La più promettente è la cometa C/2025 R3 (PANSTARRS) che raggiungerà la minima distanza dal Sole (perielio) il 16 aprile e dalla Terra il 26 aprile. Fornire una previsione accurata della luminosità che la cometa raggiungerà è molto complicato per via della natura stessa delle comete. I vari database danno una magnitudine stimata tra la 3 e la 6, cosa che renderebbe questo oggetto visibile ad occhio nudo dalla Terra. Dal momento che la cometa proviene da nord dell'eclittica, gli osservatori dell'emisfero boreale saranno favoriti nell'osservazione dell'oggetto nei mesi che precedono il perielio.

Altre due comete interessanti sono la 10P/Tempel e la C/2024 E1 (Wierzchos). La prima raggiungerà la minima distanza dalla Terra il 3 agosto 2026, quando passerà a soli 60 milioni di km dal nostro pianeta brillando con una magnitudine prevista di 6,9, non visibile quindi ad occhio nudo. C/2024 E1 (Wierzchos), invece, raggiungerà il perielio il 20 gennaio, mentre il perigeo sarà il 17 febbraio 2026. Le previsioni di questa cometa sono di una magnitudine intorno all'8, meno brillanti dei due oggetti prima menzionati, che richiederanno quindi l'utilizzo di un telescopio e di pose a lunga esposizione per catturare la cometa. In aggiunta, la minima distanza sarà raggiunta quando la cometa sarà a sud del piano dell'eclittica, rendendo le osservazioni dalle nostre latitudini impossibili.
Gli sciami meteorici principali del 2026
Lo sciame meteorico che aprirà il 2026 sarà quello delle Quadrantidi. Questo sciame, generato dai detriti dell'asteroide 2003 EH1, sarà attivo dal 28 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026 circa, col picco previsto il 3 gennaio sera, quando se ne possono osservare anche più di 100 all'ora provenire dalla costellazione di Boote. Sfortunatamente, quest'anno il picco si avrà in corrispondenza della fase di Luna piena, cosa che causerà un innalzamento della luminosità di fondo cielo e una maggior difficoltà nell'individuare le meteore meno brillanti.
Gli altri tre maggiori sciami meteorici che generano almeno più di 50 meteore all'ora al picco sono le Eta Aquaridi, le Perseidi e le Geminidi. Le Eta Aquaridi, attive tra il 19 aprile e il 28 maggio, hanno quest'anno il picco il 5-6 maggio, con un numero di meteore all'ora pari a circa 50. Esse sono prodotte dai detriti della cometa di Halley e il loro nome deriva dal radiante da cui le meteore sembrano provenire che coincide con l'omonima stella nella costellazione dell'Acquario. Anche per loro sfortunatamente quest'anno la Luna ne ridurrà l'impatto scenografico.
Agosto è invece il turno delle stelle cadenti per eccellenza, le Perseidi. Attive tra il 17 luglio e il 24 agosto, le Perseidi avranno il picco tra il 12 e il 13 agosto, proprio la sera dell'eclissi totale di Sole in Europa. Le Perseidi hanno il radiante nella costellazione di Perseo e sono generate dai detriti della cometa Swift-Tuttle, con un picco di circa 100 meteore all'ora. Quest'anno il picco si avrà in corrispondenza della fase di Luna nuova, cosa che contribuirà ad innalzare il numero di meteore avvistate.
L'ultimo grande sciame è quello delle Geminidi, generate dai detriti dell'asteroide 3200 Phaethon. Attive tra il 4 e il 17 dicembre, nel 2026 avranno il picco tra il 13 e il 14 dicembre e, complice una sottile falce di Luna calante, questo sciame causerà il numero di avvistamenti più abbondante di tutti gli sciami meteorici, fino anche a 150 all'ora.
Allineamenti planetari
Nel corso del 2026 avremo due finestre temporali in cui potremo assistere al raro fenomeno dell'allineamento planetario. La prima finestra è quella della seconda metà di febbraio, quando i sei pianeti Giove, Urano, Saturno, Nettuno, Venere e Mercurio saranno contemporaneamente visibili in cielo per un'ora dopo il tramonto. Di questi, solo Mercurio, Venere, Giove e Saturno saranno visibili ad occhio nudo.

La seconda finestra avviene ad agosto, a cavallo del periodo dell'eclissi totale di Sole in Europa. Questa volta l'evento non avviene nella prima parte della notte, bensì nella seconda parte con protagonisti Giove, Mercurio, Marte, Urano, Saturno e Nettuno. Questi ultimi due saranno i primi a levarsi durante la notte, mentre l'ultimo a farlo saranno Giove e Mercurio poco prima dell'alba. È bene puntualizzare che con allineamento planetario non si intende che i pianeti formeranno una linea retta in cielo, ma piuttosto che essi saranno tutti visibili contemporaneamente in cielo poiché si trovano nella stessa direzione celeste visti dalla Terra.
Opposizioni e congiunzioni planetarie
I protagonisti degli eventi planetari in questo 2026 saranno i due giganti gassosi del Sistema Solare Giove e Saturno. Il 10 gennaio il pianeta Giove sarà all'opposizione, cioè in posizione diametralmente opposta al Sole rispetto alla Terra in cielo. Questo giorno rappresenta la migliore occasione di visibilità di Giove nel corso dell'anno. Il pianeta brillerà infatti di magnitudine -2,7 con un diametro apparente di 45,7 secondi d'arco, ma soprattuto sarà visibile per tutta la notte poiché essendo in posizione opposta al Sole in cielo esso sorgerà esattamente quando il Sole sta tramontando. Il 10 gennaio Giove sarà nella costellazione dei Gemelli e sebbene sia visibile ad occhio nudo, vi consigliamo comunque di adoperare un buon binocolo o un piccolo telescopio per poter avvistare anche i suoi satelliti medicei Io, Callisto, Ganimede ed Europa.
Saturno sarà invece all'opposizione il 4 ottobre, quando brillerà con una magnitudine pari a 0,3 e una dimensione angolare di 19,7 secondi d'arco nella costellazione della Balena. Anche per il signore degli anelli, sebbene l'opposizione sia visibile ad occhio nudo, l'uso di un telescopio vi permetterà di godere della vista degli iconici anelli di questo gigante gassoso, che ad ottobre saranno convenientemente inclinati rispetto alla nostra linea di vista.
Non ci sono solo opposizioni in questo 2026, ma anche congiunzioni. La prima avverrà il 9 giugno, con Venere e Giove separati da soli 1°30′ in direzione della costellazione dei Gemelli. La seconda invece coinvolge l'11 luglio poco prima dell'alba, la Luna (illuminata al 15,6%), Marte e le Pleiadi, per finire il 16 novembre con un incontro ravvicinato a 1°12′ tra Marte e Giove.
Equinozi e solstizi
Chiudiamo la lunga carrellata di eventi astronomici del 2026 con le date e gli orari degli equinozi e dei solstizi. Gli equinozi di primavera e di autunno, che segnano rispettivamente il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile e dalla estiva all'autunnale nell'emisfero boreale, cadranno il 20 marzo alle 15:46 ora italiana e il 23 settembre 2026 alle 02:05. I solstizi d'estate e d'inverno, che invece segnano il passaggio da primavera a estate e da autunno a inverno, avverranno quest'anno il 21 giugno alle 10:24 e il 21 dicembre alle 21:50.