evaporazione

Il ciclo dell'acqua sta accelerando a causa del riscaldamento globale. A rivelarlo è uno studio intitolato "Aumento della stratificazione osservata dalle misurazioni satellitari della salinità marina superficiale" pubblicato su Scientific Reports ad aprile 2022. I risultati della ricerca dimostrerebbero come il sistema climatico della Terra possa destabilizzarsi sempre più, provocando da una parte l'accelerazione nella fusione dei ghiacci e dall'altra tempeste sempre più violente. Lo studio evidenzia inoltre l'importanza cruciale nell'uso dei satelliti per svelare i cambiamenti critici nei flussi oceano-atmosfera.

Lo studio dell'oceano grazie ai satelliti

Lo studio è stato coordinato dall'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica (Icm-Csic) di Barcellona e condotto grazie all'uso di immagini satellitari. I dati sono stati registrati dal satellite Smos (Soil Moisture and Ocean Salinity) sviluppato dall'Agenzia Spaziale Europea e in funzione dal 2009, grazie al quale è stato possibile analizzare la salinità degli oceani e l'umidità del suolo.
I risultati della ricerca indicherebbero una forte accelerazione del ciclo globale dell'acqua, un segno che non è stato osservato con chiarezza da precedenti misurazioni dirette. I dati di salinità vengono solitamente campionati in loco tramite boe oceaniche, ma non si riferiscono agli strati d'acqua superficiali bensì a quelli più profondi, essendo misurati un po' al di sotto della superficie dell'oceano. Per ovviare al problema, il team ha utilizzato le immagini satellitari, ottenendo i dati di salinità della superficie del mare che saranno utili nello sviluppo di nuovi modelli climatici.

salinità oceano
in foto: Salinità media della superficie degli oceani osservata dal satellite nel periodo 2011–2018 (Credit: Olmedo et al., 2022).

Perché il ciclo dell'acqua accelera?

I recenti modelli climatici prevedono che per ogni grado Celsius di riscaldamento il ciclo dell'acqua terrestre possa intensificarsi fino al 7%. In pratica, ciò significa che se la temperatura media globale aumenta di +1°C, in media le aree umide del pianeta potrebbero divenire ancora più umide mentre quelle asciutte ancora più asciutte.
La causa principale di questa accelerazione è dovuta al riscaldamento globale che agisce direttamente sull'acqua di fiumi, laghi, mari e oceani, facendola evaporare.
Un altro motivo potrebbe essere legato ad una minor azione del vento che, in alcune zone dell'oceano, spira meno intensamente. Se il vento rallenta non c'è un buon rimescolamento della colonna d'acqua, il che porta ad un riscaldamento del
lo strato più superficiale del mare facendo quindi evaporare l'acqua e aggiungendo più umidità all'atmosfera. Più umidità vuol dire più precipitazioni, ma attenzione: non tutte le aree del globo godranno dell'acqua piovana allo stesso modo.

mare mosso vento

Alterazione e possibili effetti collaterali

L'accelerazione del ciclo dell'acqua ha implicazioni non solo per gli oceani ma anche per i continenti: è probabile che dovremo fare i conti con eventi estremi sempre più frequenti. I principali meccanismi coinvolti hanno a che vedere con il riscaldamento globale e l'azione dei venti che, assieme, incidono sull'evaporazione degli strati d'acqua superficiali. Gli esperti ritengono che questa maggiore quantità di acqua che circola nell’atmosfera possa spiegare l'aumento delle precipitazioni rilevato in alcune aree polari, dove l'aumento delle piogge al posto della neve possa accelerare la fusione dei ghiacci. Non solo, in alcune aree del mondo ci potremmo aspettare tempeste sempre più intense e un aumento delle precipitazioni che diluirebbero alcuni specchi d'acqua rendendoli ancora meno salati.
Insomma, acque salate sempre più salate e acque dolci sempre più dolci. 

alluvione

Gli autori sostengono che i futuri modelli oceanici dovrebbero includere i dati sulla salinità ottenuti da satelliti, poiché consentono di studiare i flussi globali di evaporazione e precipitazione anche in luoghi di difficile accesso come le zone nell'estremo nord e nell'estremo sud della Terra.

Articolo a cura di
Nicole Pillepich