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15 Aprile 2026
6:00

Il Titanic aveva una nave gemella: la storia del HMHS Britannic, naufragato nel 1916 nel Mar Egeo

La nave gemella del Titanic, il Britannic, è anch'essa affondata: l'imbarcazione ospedaliera britannica naufragò più di 100 anni fa al largo delle coste greche a causa di una mina navale. Malgrado le misure di sicurezza migliorate, 30 delle 1066 persone a bordo persero la vita.

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Il Titanic aveva una nave gemella: la storia del HMHS Britannic, naufragato nel 1916 nel Mar Egeo
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Immagine generata con AI che riproduce la HMHS Britannic, la nave gemella del Titanic.

Il naufragio del Titanic è senza dubbio il più famoso della storia, ma forse non tutti sanno che il transatlantico aveva due navi gemelle: la HMHS Britannic, affondata a sua volta il 21 novembre 1916, e l'RMS Olympic. A differenza di quanto accadde nel 1912, il Britannic non naufragò a causa di un iceberg, ma di una mina navale, unita al mancato rispetto di alcuni ordini da parte del personale medico presente a bordo.

Delle 1066 persone presenti a bordo di questa nave-ospedale, ben 30 persero la vita: il relitto del transatlantico, tra l'altro, fu ritrovato solamente nel 1975 da Jacques-Yves Cousteau. Ripercorriamo la sua storia.

Le caratteristiche del HMHS Britannic e la sua storia

Dal punto di vista tecnico la nave misurava 28,6 metri di larghezza per circa 269 di lunghezza. La sua costruzione iniziò nel 1913 mentre il suo varo avvenne nel 1914: parliamo quindi di un periodo successivo al disastro del Titanic. Ciò permise agli ingegneri di rimettere mano al progetto per migliorarne la sicurezza, in particolar modo integrando un doppio scafo, realizzando paratie stagne migliorate, oltre all'inserimento di un sufficiente numero di scialuppe per tutti i membri dell'equipaggio. Tra l'altro, piccola curiosità, il nome originale del mezzo doveva essere Gigantic ma, dopo il disastro della gemella, si optò per il più sobrio "Britannic".

L'imbarcazione fu inizialmente progettata come transatlantico civile ma, con l'insorgere della Prima Guerra Mondiale, il 13 novembre 1915 venne requisita dal Governo Britannico per essere utilizzata come nave-ospedale, il cui obiettivo era riportare in patria i soldati feriti. Purtroppo però, ad appena un anno dalla sua entrata in servizio, la nave naufragò tragicamente.

Le cause del naufragio del Britannic

La Britannic partì per il suo ultimo viaggio il 12 novembre 1916 da Southampton, in Inghilterra, alla volta della città greca di Moudros. A bordo erano presenti 1066 persone tra membri dell'equipaggio, della RAMC (Royal Army Medical Corps) e infermieri. Questa non era la prima volta che il transatlantico attraversava il Mar Mediterraneo: si trattava già del suo sesto viaggio e il giorno del disastro si trovava in prossimità delle coste greche. Alle ore 8:12 del 21 novembre 1916 si sentì a bordo una violenta esplosione: in seguito le indagini riveleranno che il mezzo aveva urtato una mina navale della Marina imperiale tedesca.

Come abbiamo anticipato, però, a bordo della Britannic furono installate delle migliorie rispetto al Titanic e quindi le paratie principali riuscirono a reggere come da programma, evitando un rapido naufragio come nel caso del Titanic… o meglio, così sarebbero dovute andare le cose se non ci fossero stati gli oblò dei ponti inferiori aperti. Qui infatti si trovavano dei reparti e alcuni infermieri avevano aperto gli oblò per fare arieggiare, malgrado avessero ricevuto ordini contrari. Purtroppo questa scelta si rivelò fatale, visto che l'acqua iniziò a entrare anche da qui, allagando completamente due sale caldaia in pochissimo tempo. Questo, unito agli scompartimenti già allagati dello scafo, decretò la fine del Britannic e il suo rapido affondamento.

La maggior parte del personale per fortuna riuscì a mettersi in salvo salendo sulle scialuppe di salvataggio, ma non tutti riuscirono ad abbandonare la nave in tempo. Inoltre due di queste imbarcazioni di emergenza furono spinte dalle correnti verso i propulsori del transatlantico che, in quel momento, erano parzialmente fuori dall'acqua e ancora in funzione. Anche in questo caso nessuna delle due scialuppe riuscì a salvarsi. Delle 1066 persone a bordo, purtroppo, 30 persero la vita e il relitto del transatlantico fu trovato solamente nel 1975 da Jacques-Yves Cousteau.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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