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20 Aprile 2026
7:00

I coni per l’igiene delle orecchie funzionano davvero? No secondo studi scientifici e la FDA

L'uso di candele e coni per le orecchie non è efficace né sicuro per rimuovere il cerume. Gli studi, in accordo con l'FDA, dimostrano che queste pratiche non generano alcun risucchio e possono addirittura spingere il cerume verso il timpano. È preferibile seguire tecniche raccomandate dalle autorità mediche.

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I coni per l’igiene delle orecchie funzionano davvero? No secondo studi scientifici e la FDA
Coni orecchie funzionano bufala non servono rischi cerume

L’igiene è importante e quella delle nostre orecchie non fa eccezione, ma non tutte le pratiche di pulizia sono sicure ed efficaci: per esempio, l'uso di candele e coni per le orecchie, una pratica diventata popolare tra molte persone, non è né efficace né sicura. Chi propone questa pratica afferma che questi semplici strumenti possano rimuovere il cerume col solo ricorso a principi fisici, ma le evidenze scientifiche non danno supporto a queste dichiarazioni. È stato dimostrato già da uno studio del 1996 che coni e candele non solo non aspirano il cerume, ma possono spingerlo ulteriormente in fondo. Inoltre, autorità come la Food and Drug Admnistration (FDA) avvertono che non ci sono basi scientifiche per l'utilizzo di candele e coni per le orecchie e possono addirittura essere pericolose.

Come funzionano i coni di cera per le orecchie

Le candele per orecchie sono oggetti molto semplici: un cono sottile di materiale cartaceo e incerato, con un disco di cartoncino a metà della propria lunghezza. Il cono viene inserito nel canale uditivo, poco in profondità all'interno dell'orecchio, mentre manteniamo la testa distesa di lato. Di solito viene raccomandata la presenza di una seconda persona, poiché per avviare il processo bisognerà accendere, con fiammiferi o accendino, l’estremità opposta a quella che inseriamo nell'orecchio.

A questo punto ci sono due meccanismi d’azione proposti da chi ne fa uso:

  • il primo prevede che la lenta combustione dell’apice del cono generi una tenue corrente ascensionale di aria calda che, amplificata e incanalata dal cono, genererebbe un risucchio nel nostro canale uditivo, aspirando sporcizia e cerume nell’estremità inferiore dello strumento;
  • il secondo meccanismo invece, più “umile” se vogliamo, prevede che il calore semplicemente fluidifichi il cerume che poi fuoriuscirà poco a poco nei giorni successivi.

Tutta l’operazione richiede di solito una quindicina di minuti. Durante il processo, piccoli pezzi di carta bruciata possono cadere dall’apice del cono ed è per questo che, molto spesso, troviamo un dischetto di cartoncino a metà: serve a non farci cadere questi brandelli addosso. Terminata questa operazione molti proponenti, anche sui social e su YouTube, aprono l’estremità inferiore del cono per osservare cosa sarebbe stato aspirato nel processo, mostrando residui cerosi e sporcizia.

coni orecchie funzionano bufala struttura
Quando usiamo coni per le orecchie, piccoli pezzetti possono staccarsi. Il cartoncino posto a metà della candela serve per evitare che ci caschino addosso.

Cosa dicono gli studi: FDA e indagini statistiche

Analizziamo questa pratica procedendo con ordine, possiamo verificare noi stessi alcuni elementi che dovrebbero indurci al dubbio. Il risucchio per esempio, avviene davvero? Verificarlo è semplice, basta posizionarsi in un ambiente chiuso e senza correnti e accendere una semplice candela oltre al cono per le orecchie. Orientiamo l’estremità "aspirante" (quella che in teoria andrebbe nel nostro orecchio) verso la fiamma e osserviamo se la fiamma della candela oscilla verso quella direzione: scoprirete che purtroppo non si muove nulla.

Ma allora i residui che troviamo a conclusione dell’operazione? Anche su questo possiamo darci da fare: se sono stati aspirati nel nostro orecchio, dovrebbero essere assenti nelle candele ancora inutilizzate. Ci basterà incidere con cura l’estremità inferiore della candela per orecchie per scoprire che al suo interno… ci sono già dei residui cerosi, nonostante questa sia nuova di zecca!

Queste prime evidenze possono già indirizzarci verso il dubbio, ma se da un lato la loro semplicità permette a chiunque di verificare, dall’altro potrebbe non rendere molto rigorosa la nostra analisi. Il prossimo passo infatti è rivolgerci alla comunità scientifica, ascoltando cosa hanno da dirci le evidenze raccolte dagli studi.

L’efficacia delle candele per orecchie è stata messa alla prova per la prima volta nel 1996, con risultati pubblicati sulla rivista scientifica Laryngoscope, una rivista rigorosa e dotata di buona reputazione. Gli autori dello studio hanno svolto esperimenti prima su un modello meccanico dell’orecchio esterno, per misurare vari parametri tra cui pressione e quantità di deposito ceroso all'inizio e alla fine del processo. In questo frangente hanno dimostrato che non c’era nessuna variazione di pressione generata dalla candela.

Successivamente hanno condotto lo stesso esperimento su alcuni volontari, dimostrando che non derivasse alcuna pulizia dalla pratica e che, addirittura, l’atto di inserire l’estremità della candela nell’orecchio aveva spinto ulteriore cerume in prossimità del timpano.

L’interesse medico per il fenomeno delle candele per orecchie è rapidamente scemato e nessuno studio successivo ha mai smentito i risultati ottenuti nel 1996 e anzi, indagini statistiche hanno rivelato che, almeno negli USA, sono frequenti pazienti con problemi uditivi derivati dall’uso di queste candele. Sulla questione è intervenuta perfino la FDA a ricordare che non ci sono prove scientifiche che avvalorino l'uso di questi dispositivi, e che possono, anzi, rivelarsi pericolosi per il rischio ustioni.

Possiamo dunque concludere che le candele per orecchie non sono né efficaci né sicure come strumento per l’igiene personale. Al loro posto andrebbero usate tecniche raccomandate dalle autorità mediche e andrebbe consultato il proprio medico, ricordando però che il cerume svolge importanti funzioni protettive e, per quanto esteticamente sgradevole, è un alleato della salute delle nostre orecchie.

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