
Il 2026 sta guadagnando particolare attenzione perché è un anno con furti artistici molto frequenti e comunque di grande entità: sono diversi mesi, infatti, che vengono sottratti illecitamente quadri, gioielli e altri tesori da alcune delle più importanti istituzioni museali europee per poi sparire (quasi sempre) nel nulla.
Il più recente riguarda alcune opere del pittore impressionista Renoir: quattro suoi dipinti sono stati rubati l'8 settembre dal museo dedicato al pittore a Cagnes-sur-Mer, vicino a Nizza. I ladri hanno lasciato indietro due opere, ma ne hanno trafugate due dal valore di 9 milioni.
Vediamoli tutti questi furti, da quello di maggiore valore a quelli minori.
Il furto del Polittico di Antonello da Messina
Questo è di certo il furto più discusso dell'estate. Nella notte di Ferragosto sono state rubate dal Museo Regionale Accascina di Messina (MuMe) quattro importanti opere dell'artista rinascimentale Antonello da Messina (Messina, 1430 – 1479).
Si tratta delle tavole del celebre Polittico di San Gregorio, opera del 1473 commissionata dalla badessa Fabria Cirino e originariamente composta da sei tavole (una delle quali andata perduta tempo fa), e di una tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà.
I ladri avrebbero cercato di sottrarre tutte e cinque le tavole conservate al museo, ma due di queste sono state abbandonate durante la fuga e successivamente ritrovate su un muretto esterno da alcuni passanti. Il valore complessivo delle opere perdute è tra i 70 e gli 80 milioni di euro.

I capolavori della Fondazione Magnani Rocca
Sempre in Italia, nella notte tra il 22 e il 23 marzo sono stati sottratti alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, alcune preziose opere.
Si tratta dei quadri I Pesci di Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 1841- Cagnes-sur-Mer, 1919) in copertina all'articolo e Natura morta con ciliegie di Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 1839 – Aix-en-Provence, 1906) e dell'acquatinta su carta Odalisca sulla terrazza di Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954): tuti insieme hanno un valore di circa 9 milioni di euro. Fortunatamente, le opere sono state recuperate illese lo scorso agosto.

Il furto dei Renoir dal museo di Cagnes-sur-Mer, nel sud della Francia
C'è stato anche un altro furto con al centro il pittore impressionista Renoir. Quattro suoi dipinti sono stati rubati l'8 settembre dal museo dedicato al pittore a Cagnes-sur-Mer, non lontano da Nizza. Nonostante gli allarmi siano scattati subito – cosa che ha costretto i ladri in fuga a lasciarsi indietro due opere, presto recuperate – sono stati sottratti due quadri del valore di 9 milioni: si tratta de il Ritratto della signora Colonna Romano (1910 circa) e de La giovane donna al pozzo (1886 circa).
Il museo, aperto nel 1960 nella villa in cui il pittore visse i suoi ultimi anni, ha una collezione di una decina di quadri (ritratti, nudi, paesaggi) e sculture, ma anche oggetti e arredi originali.
Il tesoro di manufatti dell'età del Bronzo
Una delle più importanti collezioni europee di manufatti dell'Età del bronzo è stata rubata nella notte tra il 26 e il 27 agosto dal Museo di Villena (cittadina in provincia di Alicante) dove era custodito: il tesoro, che risale al 1.000 avanti Cristo, comprende 11 ciotole, 28 bracciali e tre recipienti in oro, tre bottiglie d'argento, due manufatti in ambra e oro, un oggetto in ferro e oro e un bracciale di ferro.
Scoperto nel 1963 dall'archeologo José Maria Soler e dai suoi collaboratori nel letto di un fiume, il Tesoro di Villena ha un valore di circa 1,7 milioni ed è considerato l'apice dell'oreficeria preistorica.

Due furti di monete in Spagna
Durante il 2026 la Spagna si è vista sottrarre anche due importanti collezioni di monete storiche. Il 25 aprile sono state rubate dal Museo Archeologico Provinciale di Badajoz, in Spagna, 149 monete che componevano il cosiddetto Tesoro di Villanueva, una collezione di monete scoperta nella città di Villanueva de la Serena nel 1987. Coniate tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, queste monetae avevano un valore di circa mezzo milione di euro.
Il 27 luglio anche il Museo Provinciale di Albacete è stato svaligiato: i ladri hanno rubato 220 monete d'oro del XIX secolo, parte della collezione di 42 pezzi risalenti ai regni di Carlo III, Carlo IV e Isabella II (il cui valore non è stato stimato, se non come "molto superiore" al peso dell'oro).