musica intelligenza artificiale

In questi ultimi anni si parla sempre più di intelligenza artificiale (AI) e una tra le tante applicazioni è proprio quella della composizione musicale! Non ci crederete, ma esistono dei software in grado di comporre delle musiche da zero. Ne esistono addirittura alcuni che permettono di scegliere i parametri della canzone che vorremmo ascoltare (come ad esempio il mood, il genere o un artista di riferimento) e, in automatico, generano un brano su misura per noi. Ci teniamo a dire che a noi di Geopop, essendo amanti della musica, viene un po' di nausea se sentiamo la parola "musica artificiale" perché crediamo che nulla potrà mai sostituire lo spirito creativo umano. Secondo noi per comporre la vera musica serve qualcosa che la Scienza non può fornire o che non riesce ancora a spiegare. Ma cerchiamo di tenere da parte la nostra soggettività e raccontarvi qualcosa di, in ogni caso, curioso e interessante e che forse non conoscete.

La AI applicata alla musica è di una tecnologia che sta muovendo in questi anni i primi passi ma che, in futuro, potrebbe diventare sempre più presente nelle nostre vite.

Ma di cosa si tratta esattamente? E come funziona?.

Come fa l'AI a creare nuova musica?

Per spiegare in che modo l'intelligenza artificiale riesca a creare musica a partire da zero, facciamo un esempio super-semplificato. Immaginiamo di voler progettare un'AI per generare canzoni nello stile dei Pink Floyd. La prima cosa da fare è "dare in pasto" all'intelligenza artificiale quanti più brani possibile della band: questo permetterà all'algoritmo di individuare dei pattern ricorrenti.
Una volta elaborati questi schemi che si ripetono, il programma è in grado di comprendere quali sequenze di note e quali ritmi sono più vicini allo stile dei Pink Floyd (in base ai dati inseriti nel suo database) e quali lo sono meno. Tutte queste informazioni vengono poi tradotte in una serie di formule matematiche che permettono di creare una ricetta "ad hoc" per ricreare il sound e il mood di quei particolari artisti. Si tratta quindi di un metodo che procede per errori e che è capace di correggersi ogni volta, in modo da diventare sempre più performante (il cosiddetto machine learning).

Sembra fantascienza? Forse, ma se ci pensiamo, noi umani facciamo esattamente la stessa cosa: tutti i musicisti prendono spunto da altri musicisti e la composizione di un brano musicale è il risultato di tantissimi tentativi e esplorazioni armoniche, ritmiche e melodiche. Il punto è che quello che noi riusciamo ad imparare o migliorare nel corso di anni, l'intelligenza artificiale lo può fare in poche ore. Inoltre dobbiamo considerare che, generalmente (salvo casi speciali) i musicisti compositori sono specializzati per genere musicale, mentre un'AI (con gli opportuni dati) può creare brani Jazz, Rap, Rock, Metal, Classici, House, Reggae e chi più ne ha più ne metta!

A cosa serve avere musica composta dall'AI?

Abbiamo visto il "come", ma forse può sfuggire il "perché" viene sviluppata questa tecnologia. Come prima cosa dobbiamo tenere a mente che al momento l'AI è più che altro di uno strumento piuttosto che un "vero musicista", dal momento che si basa su dati pre-esistenti e non sia quindi in grado di creare qualcosa di veramente innovativo.

Per questo motivo, uno dei principali scopi per cui viene utilizzata è come fonte dispirazione: ad oggi sono state realizzate decine di milioni di canzoni e avere idee sempre nuove può non essere così semplice.
Un aiuto può arrivare dalla tecnologia: dal momento che l'intelligenza artificiale è in grado di creare brani che rispecchiano le nostre esigenze, è sostanzialmente una fonte illimitata di idee che possono poi essere prese, ri-arrangiate e modificate a piacimento. Un ottimo esempio di questo tipo è quello dell'artista Holly Herendon che nel brano Eternal duetta con una versione artificiale di sé stessa.

Passando invece al mondo del cinema, una possibile applicazione è quella delle colonne sonore. È infatti possibile creare dei brani sinfonici a partire da un AI e far eseguire in un secondo momento il brano da una vera orchestra. Stesso discorso per il settore pubblicitario, che può ricorrere a queste canzoni in sostituzione a quelle di "stock", spesso impersonali e generiche.

Un altro esempio potrebbe essere quello dei videogiochi: normalmente un videogame garantisce molte ore di gioco ma, al contrario, la sua colonna sonora dura solo poche ore. Con l'AI potrebbe essere possibile creare un'esperienza ancora più immersiva, grazie a musiche sempre nuove, capaci di adattarsi alle diverse fasi del gioco e allo stile del giocatore.

Concedeteci un'ultima parola

In questo caso, noi siamo di parte: la musica artificiale è tanto incredibile dal punto di vista tecnologico quanto triste dal punto di vista umano.
Lunga vita alla musica concepita e creata con la conoscenza, con il talento e con il cuore.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli