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10 Maggio 2026
11:00

Il presidente degli USA ha un “aereo dell’Apocalisse”: come è fatto il Boeing E-4B Nightwatch

Il Boeing E-4 Nightwatch è una sorta di “Pentagono volante” progettato per mantenere al sicuro il Presidente USA ed essere usato come centro di comando in caso di attacco nucleare. La prima versione del “Doomsday Plane” risale agli anni '70, in epoca di Guerra Fredda.

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Il presidente degli USA ha un “aereo dell’Apocalisse”: come è fatto il Boeing E-4B Nightwatch
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Avete mai sentito parlare dell'Aereo dell'Apocalisse? Immaginate un vero e proprio "Pentagono volante", progettato per resistere a un attacco nucleare e permettere al governo degli Stati Uniti di continuare a operare anche nello scenario peggiore possibile. Questo è l'E-4B Nightwatch, conosciuto dai più come Doomsday Plane, e in questo articolo vedremo quali sono le sue caratteristiche, cosa c'è al suo interno (o almeno, quello che sappiamo in merito) e la sua storia.

Cos'è l'aereo Doomsday Plane americano

Il doomsday plane è la versione super-militarizzata di un classico aereo passeggeri, il Boeing 747-200. Il suo scopo ufficiale è fungere da National Airborne Operations Center (NAOC), ovvero un centro di comando, controllo e comunicazioni mobile in grado di sopravvivere anche in caso di emergenza nazionale o di distruzione dei centri a terra. Al suo interno sarebbero ospitati non solo il Presidente degli Stati Uniti, ma anche il Segretario della Difesa e i principali vertici militari.

Per garantire la sopravvivenza del mezzo sono state implementate numerose misure di sicurezza, a partire da schermature contro gli impulsi elettromagnetici, termici e nucleari. Il mezzo è in grado anche di rifornirsi in volo: infatti nonostante abbia un'autonomia di 12 ore, può continuare a volare per giorni se rifornito mano a mano. Sulla parte superiore della fusoliera presenta una vistosa "gobba", chiamata radome: qui dentro, secondo quanto riportato da un report di Business Insider, sarebbero stipate circa 67 antenne e parabole satellitari per garantire comunicazioni globali ininterrotte verso ogni parte del globo. Chiaramente tutta questa tecnologia ha un costo: parliamo di qualcosa attorno ai 160.000 dollari all'ora, rendendolo di fatto l'aereo più costoso da mantenere di tutta la US Air Force!

Cosa c'è all'interno del Boeing E-4B Nightwatch

Sapere con esattezza cosa ci sia all'interno di questo aereo è praticamente impossibile: come è facile intuire si tratta di informazioni classificate per ragioni di sicurezza nazionale. Tuttavia nel corso del tempo alcune informazioni sono state rivelate anche al pubblico: si sa ad esempio che il ponte principale può ospitare oltre 100 persone in sei diverse aree funzionali, che qui riportiamo brevemente:

  • Area di comando
  • Sala conferenze
  • Sala briefing
  • Area per il team operativo
  • Area comunicazioni
  • Area di riposo

Quando è nato l'aereo “dell'apocalisse” e a cosa serve

L'idea di realizzare un mezzo di questo tipo affonda le proprie radici nella Guerra Fredda: all'epoca la paura di un attacco nucleare sovietico era molto forte e per questo si decisi di realizzare un mezzo capace di garantire la sopravvivenza dei vertici militari della nazione, così da riuscire a sferrare un ipotetico contrattacco.

Pensate che il primissimo modello E-4A prese il volo tra il 1973 e il 1974 e il primo Presidente a testarlo fu Jimmy Carter nel 1977. Negli anni '80 la flotta, composta solo da 4 velivoli, è stata convertita alla versione attuale, l'E-4B. Dal 1975 a oggi, c'è sempre almeno un aereo in allerta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Siccome l'E-4B sta invecchiando e usa pezzi di ricambio difficili da trovare, il Pentagono ha assegnato un contratto da 13 miliardi di dollari per sviluppare una nuova flotta, l'E-4C, che sostituirà gli attuali aerei entro il 2036.

Attenzione, è bene specificarlo: l'aereo dell'apocalisse non è mai stato utilizzato. Tuttavia, ha avuto un ruolo cruciale in un'emergenza reale, l'11 settembre 2001, quando contribuì a garantire la continuità del governo americano durante gli attacchi terroristici. Inoltre, da decenni aiuta la protezione civile (FEMA) come centro di comunicazione dopo disastri naturali enormi come uragani o terremoti.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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