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22 Agosto 2026
8:00

Chi chiama i soccorsi senza motivo dovrà pagare: le regole della Guarda di Finanza e il tariffario

Ora chi chiererà soccorsi ingiustificati senza reale necessità dovrà rimborsare i costi dell'intervento della Guardia di Finanza. Il pagamento però non è automatico: resta fondamentale la richiesta di soccorso in situazioni di pericolo reale. I soccorsi interverranno e poi verranno valutare le circostanze, se allertati in modo ingiustificato.

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Chi chiama i soccorsi senza motivo dovrà pagare: le regole della Guarda di Finanza e il tariffario
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Immagine creata con AI a scopo illustrativo

Cambiano ufficialmente le regole per gli interventi di soccorso della Guardia di Finanza. D’ora in poi chi provoca deliberatamente o per grave imprudenza una situazione di emergenza, così come chi allerta i soccorritori senza una reale necessità o giustificato motivo, sarà chiamato a rimborsarne i costi.

Nessun pagamento generalizzato viene introdotto, precisano le Fiamme Gialle in un comunicato stampa: chi è davvero in pericolo, oppure chi teme concretamente per l’incolumità di un’altra persona può e deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione. “Il pagamento non sarà automatico”, precisa il comunicato ufficiale, “Prima verrà sempre prestato il soccorso e soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento”.

Cosa cambia con le nuove disposizioni sui soccorsi ingiustificati: quando si paga

Il principio alla base delle novità entrate in vigore è lineare, ovvero che quando una persona è in pericolo, ogni minuto è decisivo, per questo è essenziale che il sistema di soccorso venga lanciato tempestivamente e che possa concentrare le proprie forze sulle emergenze reali.

Va ricordato che la Guardia di Finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili. In mare, in montagna, nei territori più difficili da raggiungere e in occasione di calamità o altre emergenze, il Corpo mette in campo personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali.

Il ruolo della Guardia di Finanza

Dietro ogni intervento c'è una macchina complessa, le operazioni possono protrarsi per molte ore e richiedere "un rilevante impiego di uomini e mezzi". Una richiesta infondata, sottolinea la Guardia di Finanza, non è dunque priva di conseguenze, perché può vincolare risorse che, nello stesso momento, potrebbero servire a soccorrere chi è concretamente in pericolo.

L'obiettivo dichiarato, spiega il comunicato, non è scoraggiare le persone dal chiedere aiuto, piuttosto arginare le richieste avanzate con leggerezza o prive di una motivazione concreta. "In questo modo si proteggono le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell'intero sistema di soccorso", precisano. Un modo per preservare l'efficienza dell'intero sistema di soccorso a beneficio di chi ne ha realmente bisogno.

Quanto costa un salvataggio senza motivo: il tariffario ministeriale

Il principio dell'addebito è stato stabilito dalla legge di Bilancio 2026 e a determinare concretamente i corrispettivi è stato invece il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 24 luglio 2026. Il tariffario attribuisce un costo in base alla qualifica del personale e alle caratteristiche dei veicoli coinvolti. Va precisato che le cifre più alte di ogni categoria sono valori di punta, cioè i massimi previsti dal tariffario.

Per il personale ci sono cifre specifiche in base alle figure mobilitate, come quelle dei reparti specializzati che sono le più costose da mobilitare, con gli ufficiali superiori del comparto aereo valutati fino a 70 euro per ogni ora sul campo e quelli del comparto navale fino a 65 euro, mentre per le altre componenti si va dai 60 euro all'ora degli ufficiali superiori ai 30 euro orari di finanzieri e appuntati. Come spiega il testo ufficiale, “Se le prestazioni sono di durata inferiore ad un’ora, la tariffa è dovuta per un’ora intera. Se le stesse hanno durata superiore all’ora, le frazioni di tempo vanno calcolate per un’intera ora se sono uguali o superiori a trenta minuti, non vanno calcolate se inferiori a trenta minuti”.

Se seguito, una tabella dei soccorsi della Guardia di Finanza (fonte: Allegato I, decreto MEF 24 luglio 2026, GU n.178 del 3 agosto 2026):

Il discorso cambia per gli aeromobili. Quando negli interventi di ricerca, soccorso o salvataggio vengono impiegati direttamente i mezzi aerei del Corpo, con le relative attrezzature, le tariffe orarie salgono. Infatti, per un'ora di volo di un elicottero bimotore medio si va oltre i 4mila euro, come anche gli aerei turboelica, il cui costo sfiora i 5mila euro all'ora. Di segno opposto ci sono mezzi come i droni, il cui impiego parte da meno di 100 euro orari per i modelli mini. Parallelamente, per i mezzi terrestri, il calcolo avviene sui chilometri percorsi, con tariffe differenziate in base all'alimentazione del veicolo. La voce più cara è la motoslitta, che tocca 1,50 euro al chilometro, seguita dal quad ATV a 0,80 euro. Per i mezzi navali c'è una forbice ampia, dai pattugliatori più moderni che superano i mille euro l'ora, alle unità di taglia minore che partono da 155 euro circa.

Inoltre, la legge di Bilancio 2026 ha esteso la possibilità di addebitare i costi degli interventi anche per Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco e Guardia costiera. Se vengono accertati dolo o una richiesta ingiustificata, il responsabile potrebbe quindi ricevere più richieste di pagamento dalle diverse amministrazioni coinvolte.

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