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22 Agosto 2026
6:00

Scoperta in Spagna una tomba di 5000 anni fa: un dolmen colossale di 13m ricco di reperti in avorio e ambra

In Andalusia, a Malaga, è stato scoperto un dolmen di oltre 5.000 anni, lungo 13 metri e in eccezionale stato di conservazione. All'interno di questa tomba megalitica, oltre ai resti umani, gli archeologi hanno rinvenuto preziosi corredi, con reperti in avorio, ambra, conchiglie marine e monumenti in selce, roccia sedimentaria.

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Scoperta in Spagna una tomba di 5000 anni fa: un dolmen colossale di 13m ricco di reperti in avorio e ambra
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L'interno del dolmen scoperto a La Lentejuela. Si nota l'ottima conservazione delle pietre ortostatiche che lo componevano, e l'allineamento est–ovest. Credit: Università di Cadice.

Nel territorio di Teba, nei pressi di Málaga, in Andalusia nel sud della Spagna, un'équipe dell'Università di Cadice ha portato alla luce un dolmen (monumento megalitico preistorico che veniva impiegato nelle sepolture individuali o collettive) della necropoli megalitica di La Lentejuela, del periodo neolitico. Si tratta di una monumentale struttura funeraria risalente a oltre 5.000 anni fa. Il monumento, lungo circa 13 metri, si distingue soprattutto per l'eccezionale stato di conservazione e per la complessa organizzazione degli spazi interni.

La scoperta, resa pubblica nell'autunno del 2025, è il risultato di quattro campagne di scavo condotte dal gruppo di ricerca Thalassa, diretto dagli archeologi Eduardo Vijande e Serafín Becerra. All'interno della struttura sono stati individuati diversi resti umani, insieme a corredi funerari che comprendono materiali di particolare interesse. Tra questi spiccano oggetti realizzati con materie prime esotiche, come avorio, ambra e conchiglie marine. A questi si aggiungono manufatti in selce, tra cui punte di freccia, grandi lame e una particolare lama-alabarda. La presenza di materiali differenti e, in alcuni casi, non disponibili localmente, rende il corredo particolarmente significativo per lo studio delle comunità che costruirono e utilizzarono il monumento.

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L'eccezionalità del ritrovamento sta nello stato di conservazione dei materiali rinvenuti all'interno: non solo resti umani, ma anche corredi. Credit: Università di Cadice.

Le conchiglie marine hanno inoltre un interesse specifico. La loro presenza in un'area dell'entroterra è stata interpretata dai ricercatori come un'indicazione del valore simbolico attribuito al mare e dell'esistenza di reti di scambio a lunga distanza. Non si tratta quindi soltanto di oggetti ornamentali: la loro provenienza e il loro inserimento nel contesto funerario possono contribuire a ricostruire i rapporti tra comunità situate in territori differenti.

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Alcune delle lame in selce rinvenute all'interno del dolmen a Tera. Credit: Università di Cadice.

Il monumento presenta una compartimentazione interna articolata, mentre la conservazione delle strutture e dei materiali (molto rara per monumenti di questo periodo) offre agli archeologi l'opportunità di studiare con particolare dettaglio le pratiche funerarie del neolitico. Secondo Serafín Becerra, il dolmen potrebbe essere considerato uno dei monumenti megalitici più completi dell'Andalusia. Eduardo Vijande ha sottolineato invece come proprio lo stato di conservazione costituisca il principale potenziale scientifico della struttura. La necropoli di La Lentejuela è particolarmente interessante per l'archeologia neolitica in Spagna. Il complesso infatti, nel corso degli anni, sta restituendo sempre maggiori vestigia di quest'epoca, contribuendo ad aumentare il nostro bagaglio di conoscenze a proposito del megalitismo mediterraneo.

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