
Il vulcano Sinabung, situato nel nord dell'isola di Sumatra, in Indonesia, ha eruttato per la prima volta dopo 5 anni, con una colonna di cenere e fumo alta 3.500 metri sopra la vetta. L'inizio della nuova attività vulcanica è stato registrato nella giornata di ieri, 31 agosto, intorno alle 10:17 (ora locale, le 05:17 in Italia) ed è durata più di un'ora: la cenere vulcanica è stata spinta fino a 20 km in direzione est/sud-est, raggiungendo alcune aree abitate intorno ai pendii del Sinabung e nel Kabupaten Karo, nella zona settentrionale di Sumatra.
Si tratta della prima eruzione del Sinabung dal 2021: Armen Putra, tra i responsabili del monitoraggio del vulcano, ha spiegato che osservando l'aumento del tremore vulcanico non è escluso che possa arrivare una seconda eruzione ancora più forte.
Al momento, comunque, non risultano vittime né danni ingenti, anche se nei villaggi del distretto di Karo, in Sumatra Settentrionale, strade, veicoli ed edifici si sono coperti di cenere grigia, e alle persone sono state distribuite mascherine per proteggersi.
L'allerta al livello III e le indicazioni per abitanti e turisti
Prima di questa eruzione, in realtà, l'Agenzia geologica indonesiana (PVMBG) aveva già rilevato circa 85 episodi di tremore vulcanico, il che segnalava un'attività molto più intensa rispetto ai giorni precedenti.
Ecco perché, a metà agosto, il PVMBG aveva esteso la zona di interdizione dal vulcano (ora estesa a un raggio di 6 km dai settori sud ed est), mentre dal 19 agosto erano stati chiusi il lago Lau Kawar e le aree di campeggio vicine. Nel frattempo, a seguito dell'eruzione l'allerta è stata innalzata dal livello II al livello III (definito “Siaga”), il secondo più alto in una scala da 1 a 4.
Le autorità locali hanno raccomandato alla popolazione residente nelle zone limitrofe la massima attenzione: in questi casi, infatti, il pericolo non è rappresentato solo dalla cenere vulcanica (che può ridurre la visibilità e peggiorare la qualità dell'aria), ma anche dal rischio di nubi ardenti da collasso (ovvero flussi di gas e detriti incandescenti che possono scivolare lungo le valli fluviali) e di colate di fango e detriti che si formano in caso di piogge intense, con l'acqua che trascina a valle la cenere accumulata.
Le indicazioni per abitanti e turisti sono chiare: non svolgere alcuna attività all'interno della zona rossa stabilita dal PVMBG; indossare mascherine e occhiali protettivi durante le attività all'aperto, per evitare le irritazioni alle vie respiratorie o agli occhi a causa della cenere; proteggere le fonti di acqua pulita dall'esposizione alla cenere vulcanica.
Le caratteristiche del Sinabung: inattivo per 400 anni, nel 2010 è tornato a eruttare
Dopo essere rimasto inattivo per circa 400 anni, il monte Sinabung è tornato in attività il 29 agosto 2010. In quel caso, l'attività eruttiva diminuì gradualmente nei mesi successivi, fino a una nuova eruzione avvenuta il 15 settembre 2013. Proprio nel 2013, il Sinabung entrò in una lunga fase di attività vulcanica, con le eruzioni più gravi negli anni successivi: il 1° febbraio 2014 un flusso piroclastico uccise 16 persone (quindici studenti e un professore entrati nella zona interdetta), mentre il 21 maggio 2016 una corrente piroclastica da collasso causò sette vittime nel villaggio di Gamber. In quella fase l'allerta raggiunse anche il livello IV, il massimo, con migliaia di residenti nelle zone limitrofe che furono evacuati.
Il vulcano ha continuato a eruttare per i successivi anni, prima che il suo stato di allerta venisse declassato al livello III il 20 maggio 2019, dopo che l'analisi dei dati visivi e strumentali aveva mostrato una diminuzione della pericolosità.
Il 28 luglio 2021, poi, l'ultimo episodio eruttivo, con l'emissione di ceneri vulcaniche alte fino a 4.500 metri e flussi piroclastici che si sono spinti fino a 1.000 metri in direzione est/sud-est. Almeno cinque distretti sono stati colpiti dall'eruzione, con una spessa coltre di cenere vulcanica che ha ricoperto il territorio.
Il Sinabung è uno stratovulcano (caratterizzato, quindi, da una tipica forma a cono) ed è solo uno degli oltre 120 vulcani attivi dell'Indonesia, un arcipelago con oltre 280 milioni di persone che si trova sulla cosiddetta "Cintura di Fuoco" del Pacifico, la fascia di vulcani e faglie che circonda l'intero oceano ed è responsabile di gran parte dell'attività sismica e vulcanica del pianeta.