
L'estate 2026 non sembra intenzionata a cedere il passo con facilità. Dopo un trimestre caratterizzato da temperature costantemente al di sopra delle medie stagionali e da ben cinque ondate di calore diffuse, oggi, martedì 1° settembre, inizia l’autunno meteorologico. Per capire cosa ci attende nel prossimo mese, le proiezioni del modello matematico del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio termine (ECMWF) tracciano un quadro chiaro: un settembre spezzato in due fasi opposte.
Tra il 3 e il 7 settembre l'Italia dovrà infatti fare i conti con la sesta ondata di caldo della stagione. A partire dal 13 settembre, invece, dovrebbe avvenire la vera e propria rottura stagionale, con l'ingresso sul Mediterraneo di correnti più fredde. Un assetto meteorologico pesante, reso ancora più anomalo dall'accumulo di calore e vapore che ha trasformato il bacino del Mediterraneo in un vero e proprio serbatoio termico.
Che tempo farà la prima metà di settembre: anticiclone e temperature record
La prima decade del mese vedrà la costante presenza del promontorio subtropicale, capace di garantire stabilità atmosferica e di spingere verso la nostra Penisola masse d'aria di origine sahariana, con temperature fino a +20/23°C alla quota di riferimento di 1500 metri su Spagna, Francia, Svizzera e Italia.
Ad amplificare questa fiammata africana interviene anche la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo, eccezionalmente calda dopo i mesi estivi. In diversi bacini attorno all'Italia le acque superficiali registrano fino a 5 °C sopra la media, un fattore che impedisce il raffreddamento notturno e mantiene elevati i valori termici anche lungo le coste e nelle pianure interne.

Le zone più colpite dal caldo in Italia
- Centro-Sud e Isole Maggiori: previsti valori diffusamente compresi tra i 35°C e i 37°C, con picchi locali anche superiori nelle zone interne della Sicilia, della Sardegna e della Puglia.
- Nord Italia: il caldo si farà sentire in modo marcato anche nelle pianure settentrionali, con massime fino a 35-36°C specie tra Lombardia orientale, basso Veneto ed Emilia-Romagna. A Milano i modelli segnalano la concreta possibilità di ritoccare o superare i record storici di caldo per il mese di settembre.
La possibile svolta dal 10-14 settembre: correnti più fredde
Tuttavia, le tendenze di ECMWF indicano l'arrivo di un potenziale punto di svolta. I primi segnali di un allentamento della presa calda si avvertiranno subito dopo il 9-10 settembre, quando correnti più fresche di origine atlantica cominceranno a scalzare l'anticiclone a partire dalle regioni del Nord.
La vera rottura stagionale potrebbe però materializzarsi indicativamente tra il 13 e il 14 settembre. L'indebolimento della bolla africana consentirà alle correnti più fredde settentrionali di abbassarsi di latitudine, affondando verso il bacino del Mediterraneo.

Il “conto da pagare” dell'estate: quanto durerà l'eredità termica sul clima autunnale
Per il ritorno del fresco, dovremo prima fare i conti con l'eredità lasciata da questa prolungata anomalia climatica. Le conseguenze di tre mesi estivi costantemente sopra la norma non svaniranno da un giorno all'altro, ma rischiano di condizionare l'andamento dell'intero autunno. In termini pratici, questo accumulo si tradurrà nella persistenza di temperature al suolo superiori alle medie e in un aumento del rischio di fenomeni meteorologici estremi.
L'ingresso delle prime saccature atlantiche dopo una stagione eccezionalmente rovente potrebbe causare eventi meteo estremi. L'arrivo delle correnti fredde in quota andrà a impattare direttamente contro il serbatoio d'aria calda e umida stazionario sul bacino del Mediterraneo. Questo marcato contrasto termico genererà una massiccia quantità di CAPE (Convective Available Potential Energy), ovvero l'energia potenziale galleggiante che alimenta i moti ascensionali delle nubi. Maggiore è l'energia accumulata nei bassi strati, più violenti ed esplosivi rischiano di essere i temporali, nel momento in cui la struttura anticiclonica cederà definitivamente il passo.
Questa dinamica aumenterà sensibilmente il rischio di fenomeni meteo estremi:
- Innesco di linee temporalesche intense e supercelle.
- Possibilità di temporali autorigeneranti e nubifragi concentrati in brevi archi temporali.
- Rischio di occasionali grandinate di grandi dimensioni e forti raffiche di vento (downburst).
Trattandosi di proiezioni a medio e lungo termine, sarà fondamentale seguire i prossimi aggiornamenti per definire con precisione la traiettoria delle perturbazioni. Il quadro generale delineato da ECMWF suggerisce comunque un settembre a due facce: un avvio molto caldo, seguito da una seconda metà decisamente più instabile, dinamica e dal sapore autunnale.