Cipro isola divisa

Cipro è la terza isola del Mediterraneo per grandezza, dopo Sicilia e Sardegna, ed è una popolare destinazione turistica. Città come Larnaka, Pafos, Limassol e Famagosta attirano numerosi visitatori che vanno a godersi gli scenari naturali, le spiagge, i siti archeologici e la gastronomia del Paese.

Cipro, però, è un'isola divisa: dal 1974 sul suo territorio esistono due Stati, uno abitato da greci nella parte sud-occidentale e uno abitato da turchi in quella nord-orientale. Anche la capitale Nicosia (Lefkosa in turco) è divisa in due metà, separate da una barriera di cemento e filo spinato. Per certi aspetti, la barriera divide l’Occidente, greco e di religione cristiana, dall’Oriente, turco e di religione musulmana. Da cosa deriva questa divisione?

Il dominio ottomano

Cipro si trova geograficamente in Asia, a 100km dalle coste del Medio Oriente e a 70km dalla Penisola anatolica (la Turchia). Tuttavia la maggioranza degli abitanti è di etnia greca sin dall’epoca antica e, di conseguenza, l’isola ha sviluppato una cultura prevalentemente greca.

Cipro greca

Nel corso dei secoli il controllo di Cipro è stato conteso da numerosi imperi. Nel 1570 l’isola fu conquistata dall’Impero Ottomano e da allora è abitata da due popoli perché molti turchi vi si trasferirono, mescolandosi con la maggioranza di etnia greca.

Moschea di Lala Mustafa Pasha a Famagosta
in foto: Moschea di Lala Mustafa Pasha a Famagosta

Il dominio ottomano provocò aspre tensioni tra le due popolazioni. Lo scontro rientrava in un più vasto confronto tra i turchi e il mondo cristiano, che a sua volta era parte del confronto tra l’Asia e l’Europa, iniziato almeno dai tempi delle guerre persiane del V secolo a. C.. Le due comunità cipriote, però, non erano divise dal punto di vista geografico e vivevano mischiate.

Gli anni del Regno Unito

Il dominio turco terminò nel 1878, quando, in seguito a una sconfitta subita dall’Impero Ottomano, l’isola divenne una colonia del Regno Unito.

Inizio del colonialismo inglese a Nicosia
in foto: Inizio del colonialismo inglese a Nicosia

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’impero britannico si sgretolò e anche a Cipro iniziò la lotta per l’indipendenza. A desiderarla era soprattutto la componente greca, che aspirava all’enosis, cioè all’unione con la Grecia. I turchi, invece, temevano questa prospettiva e negli anni ’50 ebbero luogo violenti scontri tra le due comunità, con numerose vittime.

Cipro indipendente

Cipro ottenne l’indipendenza nel 1960 con il nome di Repubblica di Cipro e con una Costituzione che consentiva a entrambe le etnie di essere rappresentate nel governo. Fu stipulato anche un trattato internazionale in base al quale il Regno Unito, la Grecia e la Turchia si facevano garanti dello statu quo, con diritto di intervenire militarmente nel caso che l’equilibrio fosse stato messo in discussione. Il Regno Unito conservò due basi militari, quelle di Akrotiri e Dhekelia, sul territorio cipriota.

Al momento dell’indipendenza, i greci rappresentavano l’82% degli abitanti, mentre il resto era composto da turchi. Le due comunità entrarono in conflitto già nel 1963 e, dopo alcuni anni di scontri, nel 1974 si giunse alla resa dei conti: la Grecia, che era governata dalla dittatura dei colonnelli, organizzò un colpo di stato a Cipro, con la prospettiva di ottenere l’enosis; la Turchia, facendo appello al trattato del 1960, invase l’isola e occupò la parte nord-orientale.

La divisione di Cipro, in sostanza, fu provocata non solo dalle due popolazioni cipriote, ma anche dalle loro “madri patrie”, Grecia e Turchia, entrambe interessate al controllo dell’isola.

La linea verde

Nel corso delle operazioni militari o subito dopo il loro termine, la popolazione fu redistribuita in gran parte su base etnica: i turchi che abitavano nella parte greca si trasferirono nella zona nord-orientale; i greci lasciarono l’area occupata dalla Turchia (o ne furono cacciati) e si rifugiarono nella parte meridionale dell’isola.

Cipro divisa (credit Dani DF 1995)
in foto: Cipro divisa (credit Dani DF 1995)

Cipro fu divisa dalla linea verde, che ancora oggi separa i greci dai turchi o, se si vuole, l’Occidente dall’Oriente. Le due parti sono separate dalla buffer zone, una striscia intermedia sotto il controllo dell’ONU.  Nel complesso, la parte greca occupa il 59% circa del territorio; quella turca il 36%; il restante 5% è occupato dalle due basi inglesi e dalla buffer zone.

Anche la capitale è divisa: una barriera separa Nicosia, la parte greca, che conta circa 55.000 abitanti, da Lefkosa, quella turca, con 61.000 abitanti.

Barriera a Nicosia
in foto: Barriera a Nicosia

Dopo la divisione

Nel corso degli anni sono state condotte varie trattative per riunificare l’isola o trovare una soluzione stabile, ma sono tutti i tentativi sono falliti. Nel 1983, nella parte abitata dai turchi fu proclamata la Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC in inglese), uno Stato riconosciuto solo dalla Turchia e con uno status geopolitico a sé stante. Nel 2004 la Repubblica di Cipro è entrata a far parte dell’Unione europea e nel 2008 ha adottato l’euro; la TRNC continua a usare la lira turca e non riconosce la normativa dell'UE.

In entrambi gli Stati, accanto alle bandiere nazionali, sventolano quelle delle rispettive “madri patrie”. I due Stati sono divisi anche dalla lingua (greco e turco) e dalla religione: nella Repubblica di Cipro predomina il cristianesimo ortodosso e la Chiesa è tra i sostenitori dell’enosis; nella TRNC la religione prevalente è l’Islam, sia pure praticato in forma morbida (niente velo, niente divieto di alcolici, ecc.).

Cipro tra Grecia e Turchia

La questione cipriota oggi

Ma perché è così difficile giungere a una soluzione? Anzitutto, la questione cipriota rientra in un confronto tra greci e turchi per il controllo del Mediterraneo orientale che dura da secoli. Inoltre, la questione è complicata da due fattori specifici:

  • La collocazione geografica dell’isola
  • Le risorse naturali “off shore”

Cipro ha un’enorme importanza geostrategica perché si trova in una sorta di crocevia tra Africa, Europa e Asia ed è all'incirca a metà strada tra lo stretto dei Dardanelli e il Canale di Suez, due punti vitali per il controllo delle rotte commerciali non solo del Mediterraneo, ma anche del Mar Nero. Inoltre, possedere basi militari a Cipro è indispensabile per poter dominare il Mediterraneo orientale. Non a caso, da secoli il controllo di Cipro rientra nelle aspirazioni dei governi greco e turco e attira l’interesse anche di potenze lontane dal Mediterraneo.

Mappa Cipro
in foto: Carta geografica: posizione di Cipro nel Mediterraneo

Inoltre, al largo delle coste cipriote sono presenti cospicui giacimenti di idrocarburi (soprattutto gas naturale), contesi tra numerosi Paesi, sia del Mediterraneo orientale, sia di altre aree geografiche, compresa l'Italia. Per la Turchia, il controllo di almeno una parte di Cipro è indispensabile per poter partecipare allo sfruttamento dei giacimenti.

La situazione è complicata dal fatto che le autorità turco-cipriote, pur essendo consapevoli che la tutela della Turchia è indispensabile per la sopravvivenza della TRNC, si sono dichiarate indisponibili a cedere il controllo delle risorse ad Ankara. Inoltre, negli ultimi mesi la guerra russo-ucraina e la conseguente difficoltà nell’acquisto degli idrocarburi dalla Russia ha fatto aumentare ulteriormente l’interesse per le risorse del Mediterraneo orientale. Molto chiacchierato, in particolare, è il potenziale gasdotto Eastmed.

Eastmed-gasdotto
in foto: In giallo in gasdotto Poseidon, in rosso l’EastMed e in nero il Bacino Levantino. Credit: Google Maps.

Un precario equilibrio

Per tali ragioni, il destino di Cipro è oggi incerto. Tra gli abitanti non c’è unanimità di vedute: alcuni aspirano all’enosis; altri vogliono la riunificazione, con la creazione di uno stato federale; altri ancora preferirebbero la definitiva separazione dei due Stati. Il futuro dell’isola, inoltre, non può essere deciso solo dai ciprioti, ma necessita del consenso di Grecia e Turchia, le cui aspirazioni sono contrastanti, e anche di quello di altre potenze, in primis il Regno Unito.

Oggi Cipro conta circa 896.000 abitanti nella parte greca e 326.000 in quella turca. Da diversi anni i greco-ciprioti e i turco-ciprioti hanno trovato una sorta di equilibrio e gli scontri armati sono terminati. Dal 2003, inoltre, è possibile attraversare la linea verde, sulla quale oggi si aprono sette punti di passaggio, due dei quali a Nicosia/Lefkosa. Sebbene il futuro sia incerto, almeno a Cipro non si spara più.

Articolo a cura di
Erminio Fonzo