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25 Giugno 2026
19:30

Mondiali 2026, 1 calciatore su 4 non è nato nel Paese che rappresenta: i casi di Marocco e Curacao

Nella Coppa del mondo 2026 ci sono 292 calciatori che non sono nati nella nazione per cui sono stati convocati. Solo 8 Nazionali su 48 (Sudafrica, Repubblica Ceca, Brasile, Colombia, Panama, Austria, Svezia e Arabia Saudita) hanno in squadra soltanto giocatori nati all'interno dei confini del Paese. Il ruolo del regolamento in un calcio che è il riflesso di un mondo che cambia.

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Mondiali 2026, 1 calciatore su 4 non è nato nel Paese che rappresenta: i casi di Marocco e Curacao
La nazionale del Marocco. Fonte: Account X FIFA
La nazionale del Marocco. Fonte: Account X PurelyFootball

Il Mondiale di calcio 2026 è il primo della storia a 48 squadre: le nazioni qualificate coprono praticamente tutte le principali aree geopolitiche del pianeta. Dall’America Latina all’Africa subsahariana, dal Golfo Persico all’Asia Centrale fino all'Europa. Il torneo più prestigioso del pallone rappresenta alla perfezione il mondo globalizzato dove si intrecciano migrazioni e appartenenze multiple. Ne consegue che i giocatori convocati dalla Nazionale di un Paese in cui non sono nati, ma di cui hanno la cittadinanza, sono 292, il 23,4% del totale (1248). La percentuale più alta di sempre. Secondo una ricerca del Centro per la migrazione, la politica e la società (COMPAS) dell'Università di Oxford, la percentuale si è mantenuta tra il 2% e il 14% fino alle ultime due edizioni, poi ha subito un'impennata, raggiungendo il 16,5% in Qatar nel 2022.

La maggior parte dei giocatori è nata in Germania (50), Paesi Bassi (67) e soprattutto Francia (99), 53 di quest'ultimi nell'area di Parigi. Solo 23 indossano la maglia della selezione allenata da Didier Deschamps. Gli altri rappresentano una mappa di ex colonie, diaspore e traiettorie familiari.

Il raddoppio delle nazioni africane partecipanti a questa Coppa del Mondo, che ha toccato quota dieci, ha contribuito a mettere in luce i numerosi legami con la Francia. Dei 76 giocatori nati oltralpe che rappresenteranno altre nazioni, 43 provengono da cinque ex colonie che la Francia ha abbandonato tra il 1956 e il 1962: Marocco, Tunisia, Algeria, Costa d'Avorio e Senegal. Anche l'Inghilterra contribuisce a questa tendenza: i 25 giocatori nati in Inghilterra nella rosa di Thomas Tuchel sono quasi eguagliati dai 24 giocatori nati in Inghilterra che rappresenteranno altre nazioni. Cinque sono con la Scozia, tre con Canada, Stati Uniti, Ghana e Nuova Zelanda, due con Norvegia e Repubblica Democratica del Congo e uno con Francia, Svizzera e Iraq.

Un'ulteriore caratteristica transfrontaliera di questa Coppa del Mondo è che oltre il 72% dei giocatori milita in una squadra al di fuori del Paese della propria nazionale, rispetto al 68% della scorsa edizione e al solo 10% della Coppa del Mondo del 1978. Circa un giocatore su sette in questo torneo milita nel campionato inglese. Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi rappresentano solo il tre per cento della popolazione mondiale, ma hanno fornito il 24% dei giocatori di questo Mondiale in termini di nascita, e i loro club hanno fornito il 42% dei giocatori partecipanti al torneo.

Il caso più eclatante è quello di Curacao, Paese che si trova nel Mar dei Caraibi meridionale, i cui giocatori convocati sono tutti nati fuori (soprattutto in Olanda) tranne uno, Tahith Chong. Ai Mondiali del 2022 il Marocco si era qualificato con una squadra in cui i giocatori nati fuori dal Paese nordafricano erano 14. Oggi sono 19 e nella partita di esordio erano 10 titolari su 11 a non essere nati in Marocco. Congo porta questa quota a 20. In questi Mondiali, solo 8 Nazionali su 48 (Sudafrica, Repubblica Ceca, Brasile, Colombia, Panama, Austria, Svezia e Arabia Saudita) sono composte esclusivamente da giocatori nati nei Paesi che rappresentano.

Per poter essere convocato da una federazione, un giocatore deve soddisfare almeno una di queste condizioni: essere nato nel territorio della federazione, avere un genitore biologico nato nel territorio della federazione, avere un nonno nato nel territorio della federazione, aver vissuto continuativamente per almeno 5 anni nel territorio della federazione dopo aver compiuto i 18 anni di età. Quello che ha fatto la differenza, però, sono state le regole via via meno ferree nel cambio di nazionale.

Le cose hanno iniziato a cambiare nel 2004, quando la FIFA ha permesso ai giocatori di essere convocati per una Nazionale diversa da quella con cui avevano giocato a livello giovanile, ammesso che avessero la doppia nazionalità, che non avessero giocato con la Nazionale maggiore e che avessero richiesto il cambio prima dei 21 anni. Nel 2009 è caduto un altro muro: da quell’anno la FIFA ha permesso che un giocatore potesse cambiare Nazionale anche dopo i 21 anni, rispettando tutti gli altri criteri. Nel 2021 ha ulteriormente allentato le regole, consentendo a chi aveva collezionato fino a tre presenze con la nazionale maggiore prima dei 21 anni di cambiare casacca a patto che non avesse mai giocato le fasi finali di uno dei principali tornei internazionali.

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