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13 Agosto 2026
6:00

Storia di Fidel Castro, chi era e cos’ha fatto l’ex Presidente di Cuba, il lider máximo della rivoluzione

Un leader carismatico, capace conservare il potere per cinquant’anni, nonostante l’ostilità degli Stati Uniti. Fidel Castro, Rivoluzionario ed ex presidente di Cuba, è stato una delle figure più iconiche del Novecento e a Cuba è ancora considerato un mito.

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Storia di Fidel Castro, chi era e cos’ha fatto l’ex Presidente di Cuba, il lider máximo della rivoluzione
Fidel Castro copertina

Fidel Castro Ruz, nato a Birán nel 1926 e morto all’Avana il 25 novembre 2016, è stato un uomo politico e un rivoluzionario cubano, leader del Paese dal 1959 al 2006 (anno in cui, per motivi di salute, delegò il ruolo al fratello Raúl). Si interessò di politica sin da giovane e negli anni ’50 organizzò un movimento rivoluzionario contro la dittatura di Fulgencio Batista. Nel 1959, grazie al trionfo della rivoluzione, assunse il potere.

Il suo governo introdusse importanti riforme economiche e politiche, usando però il pugno di ferro contro gli oppositori. Dovette inoltre fronteggiare l’ostilità degli Stati Uniti e si avvicinò per questo all’Unione Sovietica. Fidel Castro restò alla guida di Cuba per molti anni e riuscì a conservare il potere anche dopo il crollo dell’Urss nel 1991. Tra il 2006 e il 2011, ormai anziano, cedette i poteri al fratello Raúl Castro. Morì a 90 anni nella capitale cubana alle il 25 novembre 2016.

Il giovane Fidel: l’inizio della carriera politica

Fidel Alejandro Castro Ruz nacque nel paese di Birán, nell’allora provincia di Oriente (oggi provincia di Holguín) il 13 agosto 1926. Era figlio di un ricco proprietario terriero, con il quale ebbe rapporti molto difficili. Trascorse l’infanzia a Santiago di Cuba e nel 1945 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all’Avana. Da studente, iniziò a fare politica e a interessarsi delle condizioni di Cuba.

L’isola doveva affrontare molte difficoltà perché, oltre a subire forti influenze dagli Stati Uniti, si contraddistingueva per la corruzione della classe dirigente. Castro partecipò a numerose proteste studentesche, maturando convinzioni politiche antimperialiste e di sinistra. Si avvicinò al Partido Ortodoxo, di tendenze socialiste, e si mise in luce per il suo carisma.

Logo del Partido Ortodoxo
Logo del Partido Ortodoxo

Nel 1948 sposò Mirta Diaz Balart, dalla quale avrà un figlio, Fidelito. Nel 1950 ottenne la laurea in giurisprudenza.

L’assalto alla caserma Moncada

Nel 1952 un colpo di stato portò al potere Fulgencio Batista, già presidente negli anni ’40. Castro, ancora aderente Partito ortodosso, decise di passare alla lotta armata e raccolse intorno a sé più di mille seguaci. Il 26 luglio 1953 lanciò un assalto alla caserma Moncada a Santiago de Cuba. Lo scopo era rifornirsi di armi e dare vita a un movimento di guerriglia. L’assalto, però, fallì, molti rivoluzionari furono uccisi e altri, tra i quali Castro e il fratello Raúl, furono arrestati. Processato per ribellione, Fidel Castro pronunciò una memorabile arringa difensiva, conclusasi con le parole “la storia mi assolverà”.

Fidel dopo l'arresto (Wikimedia Commons)
Fidel dopo l'arresto (Wikimedia Commons)

Fu condannato a 15 anni di reclusione e recluso in un carcere sull’Isola dei Pini, ma nel 1955 fu liberato grazie a un’amnistia e si rifugiò in Messico. Separatosi nel frattempo dalla moglie, intraprese diverse relazioni, tra le quali quella con Dalia Soto della Valle, che gli darà cinque figli e nel 1980 diventerà la sua seconda moglie.

La rivoluzione cubana

In Messico Castro riprese immediatamente l’organizzazione del movimento rivoluzionario, ribattezzando il gruppo di cui era a capo Movimento 26 luglio. Gli erano accanto il fratello Raúl e altri esuli cubani. Entrò inoltre in contatto con un giovane medico argentino, desideroso di unirsi alla rivoluzione: Ernesto Che Guevara. Il gruppo rivoluzionario, composto da 82 persone, raggiunse Cuba a bordo della nave Granma nel dicembre del 1956 e diede inizio alla guerriglia, stabilendo il proprio quartier generale sulla Sierra Maestra, una catena montuosa nella parte orientale dell’isola. In meno di tre anni la rivoluzione, grazie al malcontento della popolazione verso il regime di Batista, riuscì a trionfare: nel gennaio del 1959 Fidel Castro entrò all’Avana e assunse il potere.

Con Camilo Cienfuegos all'Avana
Con Camilo Cienfuegos all'Avana

Dopo una fase di transizione, nella quale cercò di includere rappresentanti di altre forze politiche nella gestione del potere, instaurò una dittatura del Movimento 26 luglio e fece condannare a morte numerosi oppositori. Il nuovo governo varò subito una riforma agraria e introdusse altre misure a sostegno della popolazione più povera, impegnandosi particolarmente nella lotta all’analfabetismo, che scomparve pressoché del tutto. Le misure del governo di Castro, però, lesero gli interessi dei cubani più ricchi e delle aziende statunitensi.

La Baia dei porci e la crisi dei missili

La politica economica di Castro e il suo atteggiamento antimperialista suscitarono forti ostilità negli Stati Uniti, dove si erano rifugiati i cubani contrari alla rivoluzione. Nel 1961 il presidente Kennedy diede il suo assenso all’invasione dell’isola da parte degli esuli cubani, supportati dalla Cia, allo scopo di rovesciare il governo di Castro. Circa 1500 esuli sbarcarono alla Baia dei Porci, presso Playa Girón, il 17 aprile. Castro assunse personalmente il comando delle operazioni militari e riuscì a respingere l’invasione, anche perché Kennedy rifiutò di impiegare l’aviazione statunitense. La vittoria di Playa Girón fece aumentare la popolarità di Castro non solo a Cuba, ma in tutta l’America Latina.

Fidel e Che Guevara nel 1961
Fidel Castro e Che Guevara nel 1961

Per reagire all’ostilità degli Stati Uniti, il governo cubano si avvicinò all’Unione Sovietica, che nel 1962 installò sul’isola missili balistici a medio raggio, capaci di colpire il territorio statunitense. L’amministrazione Kennedy reagì duramente, minacciando di invadere Cuba. Iniziò così una pericolosa crisi internazionale, terminata con un accordo: gli Stati Uniti si impegnarono a non organizzare nuove invasioni di Cuba e a rimuovere i loro missili in Turchia in cambio del ritiro dei missili sovietici dall’isola. L’appartenenza di Cuba al campo sovietico non fu più messa in discussione. Nel 1965 il Movimento 26 luglio, insieme ad altri partiti diede vita al Partito comunista di Cuba, del quale Castro fu nominato segretario.

Il consolidamento della rivoluzione di Cuba e il periodo speciale

Dopo la crisi dei missili, Fidel consolidò il suo potere. Cuba, pur essendo un Paese piccolo e soggetto all’embargo degli Stati Uniti, riuscì a giocare un importante ruolo sullo scenario internazionale e inviò le proprie forze armate a sostegno di movimenti rivoluzionari in diversi Paesi, tra i quali l’Angola. Si dotò inoltre di un sistema sanitario all’avanguardia, garantendo cure mediche a tutti i cittadini e riuscendo persino a mandare i propri medici all’estero in occasione di crisi sanitarie. Nel Paese, la diseguaglianza diminuì, sebbene gli standard di vita non raggiungessero i livelli occidentali. L’economia cubana, del resto, era dipendente dall’Unione Sovietica, che acquistava beni a prezzi maggiorati. Fidel, però, godeva del sostegno della popolazione.

Negli anni ’90 il crollo dell’Unione Sovietica rischiò di far crollare il socialismo anche a Cuba, perché gli Stati Uniti resero più stretto l’embargo, sperando di rovesciare il governo di Castro. Iniziò il cosiddetto periodo speciale, durante il quale i cubani dovettero affrontare serie difficoltà economiche. Sorprendentemente, il regime riuscì a resistere e, gradualmente, il Paese uscì dalla crisi. Nel 1996 Castro visitò l’Italia e due anni più tardi ricevette a Cuba la visita di Giovanni Paolo II.

La cessione dei poteri e la morte di Fidel Castro

Negli anni Duemila la salute di Castro – ormai anziano e da sempre accanito fumatore di sigari – cominciò a peggiorare. Tra il 2006 e il 2011 cedette, in diversi passaggi, i poteri al fratello Raúl, che era stato uno dei suoi più stretti collaboratori sin dal tempo dell’assalto alla caserma Moncada.

Uno degli ultimi atti politici di Fidel fu l’incontro con Papa Francesco, in visita a Cuba, nel 2015. Il 13 agosto 2016 apparve in pubblico per il suo novantesimo compleanno.  Morì il successivo 25 novembre all’Avana e fu sepolto a Santiago di Cuba.

Fonti
Salim Lamrani, Fidel Castro, Cuba, gli Stati Uniti, Milano, Sperling & Kupfer, 2007 Fidel Castro, My Life: A Spoken Autobiography, Scribner, 2009 Centro Fidel Castro Ruz
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