
Quanti calciatori che vediamo ogni weekend in Serie A stanno giocando per vincere i Mondiali 2026? La risposta è 66, con nomi come quelli di Lautaro Martinez, Kevin De Bruyne, Rafael Leao, Christian Pulisic e Romelu Lukaku: è un dato che a prima vista sembra simile a quelli del passato. Ma i numeri vanno letti con attenzione perché nel frattempo il torneo è cambiato profondamente. Dal 2026 i Mondiali sono passati infatti da 32 a 48 squadre, e quindi da 736 a 1248 calciatori totali convocati. Inoltre, per la terza edizione consecutiva, manca l'Italia, che proprio nel 2006 portò l'intera nazionale campione del mondo composta esclusivamente da giocatori di Serie A. Vediamo allora come si è evoluta la presenza del nostro campionato ai Mondiali, e se i dati raccontano davvero un suo declino.
Dal 2006 a oggi, l'andamento dei convocati di Serie A e la lista del 2026
Per capire come si è evoluta la presenza della Serie A ai Mondiali bisogna guardare l'andamento delle ultime edizioni. Nel 2006, l'anno del trionfo azzurro a Berlino, il nostro campionato mandò al Mondiale 60 giocatori su un totale di 736 convocati, l'8,2%. La quota aumentò ulteriormente nelle due edizioni successive, toccando il massimo storico nel 2014. In Brasile la Serie A portò infatti 80 giocatori, oltre il 10% dei convocati totali, confermando il peso internazionale di un campionato che continuava ad attirare stelle straniere e prospetti di primo piano da tutto il mondo.
Le cose cambiarono nel 2018, quando la quota scese sotto l'8%, anche a causa della clamorosa mancata qualificazione dell'Italia per quell'edizione, la prima dopo sessant'anni. Nel 2022 si registrò una piccola ripresa, mentre nel 2026 la Serie A ha portato al Mondiale 66 giocatori. Tuttavia, con l'espansione del torneo a 48 squadre e 1.248 convocati complessivi, la sua quota percentuale è scesa al minimo storico, sotto il 5,5%. Un calo netto, ma che va contestualizzato, perché il torneo nel frattempo è cambiato profondamente, e con esso anche gli equilibri di forza tra i grandi campionati.
In termini assoluti la Serie A non manda meno giocatori ai Mondiali rispetto a vent'anni fa (66 contro 60). A diminuire è invece il peso relativo del campionato italiano all'interno di un torneo che nel frattempo si è allargato in modo significativo. L'allargamento a 48 squadre ha infatti modificato profondamente la composizione del torneo. Molti dei nuovi posti sono andati a nazionali provenienti da Asia e Africa, ampliando il bacino complessivo dei convocati ben oltre i principali campionati europei e riducendo così il peso percentuale di leghe come la Serie A.
Di seguito, la lista dei 66 convocati:
- Milan (10)
Alexis Saelemaekers (Belgio)
Koni De Winter (Belgio)
Luka Modrić (Croazia)
Pervis Estupiñán (Ecuador)
Mike Maignan (Francia)
Adrien Rabiot (Francia)
Santiago Giménez (Messico)
Rafael Leão (Portogallo)
Christian Pulisic (Stati Uniti)
Ardon Jashari (Svizzera) - Atalanta (8)
Charles De Ketelaere (Belgio)
Sead Kolašinac (Bosnia-Erzegovina)
Éderson (Brasile)
Odilon Kossounou (Costa d’Avorio)
Mario Pašalić (Croazia)
Kamaldeen Sulemana (Ghana)
Marten de Roon (Paesi Bassi)
Isak Hien (Svezia) - Inter (7)
Lautaro Martínez (Argentina)
Ange-Yoan Bonny (Costa d’Avorio)
Petar Sučić (Croazia)
Marcus Thuram (Francia)
Denzel Dumfries (Paesi Bassi)
Manuel Akanji (Svizzera)
Hakan Çalhanoğlu (Turchia) - Juventus (6)
Gleison Bremer (Brasile)
Jonathan David (Canada)
Teun Koopmeiners (Paesi Bassi)
Francisco Conceição (Portogallo)
Kenan Yıldız (Turchia)
Weston McKennie (USA) - Bologna (5)
Jhon Lucumí (Colombia)
Nikola Moro (Croazia)
Torbjørn Heggem (Norvegia)
Lewis Ferguson (Scozia)
Remo Freuler (Svizzera) - Roma (5)
Ndicka (Costa d’Avorio)
Kone (Francia)
El Aynaoui (Marocco)
Malen (Paesi Bassi)
Celik (Turchia) - Napoli (4)
Scott McTominay (Scozia)
Kevin De Bruyne (Belgio)
Romelu Lukaku (Belgio)
Mathías Olivera (Uruguay) - Sassuolo (4)
Volpato (Australia)
Muharemović (Bosnia-Erzegovina)
Ismaël Koné (Canada)
Kristian Thorstvedt (Norvegia) - Como (3)
Nico Paz (Argentina)
Martin Baturina (Croazia)
Assane Diao (Senegal) - Torino (3)
Nikola Vlašić (Croazia)
Marcus Pedersen (Norvegia)
Ché Adams (Scozia) - Venezia (3)
Michael Svoboda (Austria)
John Yeboah (Ecuador)
Marko Farji (Iraq)
- Genoa (2)
Johan Vásquez (Messico)
Leo Skiri Ostigard (Norvegia)
- Parma (2)
Alessandro Circati (Australia)
Zion Suzuki (Giappone)
- Cagliari (1)
Yerry Mina (Colombia)
- Fiorentina (1)
Marin Pongracic (Croazia)
- Frosinone (1)
Fares Ghedjemis (Algeria)
- Udinese (1)
Jesper Karlström (Svezia)
Il peso della mancata qualificazione azzurra
Il confronto puramente numerico tra le edizioni è inevitabilmente sbilanciato dal fatto che, dal 2018 in poi, alla Serie A manca un pezzo enorme di convocati: quelli della nazionale italiana stessa. Nel 2006, per fare un esempio, tutti i 23 giocatori della nazionale campione del mondo giocavano in Serie A: un'epoca in cui il nostro campionato era la casa dei migliori talenti italiani e non solo.
Oggi, con l'Italia fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, la Serie A perde automaticamente una ventina di convocati che invece arricchiscono le statistiche di altri campionati quando le rispettive nazionali partecipano. Questo significa che il calo della quota Serie A non è solo un segnale di minore attrattività del campionato per i giocatori stranieri di livello, ma anche una diretta conseguenza del fallimento azzurro.
Il confronto con la Premier League
Se si vuole capire quanto la Serie A sia oggi lontana dal vertice del calcio europeo, basta guardare alla Premier League, che da sola fornisce 154 giocatori ai Mondiali 2026, più del doppio del campionato italiano. Una distanza enorme, che racconta meglio di qualsiasi altra statistica come il calcio inglese sia diventato negli ultimi quindici anni la calamita per i migliori talenti del pianeta, grazie a una capacità economica fuori scala e a un appeal internazionale che nessun altro campionato possiede.
Anche guardando ai singoli club emerge chiaramente il divario. Il Manchester City guida la classifica con 19 convocati provenienti da 12 nazionali diverse, stabilendo un nuovo record nella storia dei Mondiali e superando il precedente primato del Barcellona (17 nel 2022), come riportato nel post Instagram qui sotto. Da solo, il club inglese porta al torneo più giocatori di quanti ne forniscano alcuni interi campionati nazionali.
Il Milan, la squadra italiana più rappresentata, si ferma invece a quota 10: un dato rilevante, ma che evidenzia la distanza dai principali club della Premier League.
Il confronto con la Premier League, però, rischia anche di deformare la percezione del dato. Con 66 convocati, la Serie A resta infatti relativamente vicina sia alla Liga (74) sia alla Ligue 1 (78). E se l'Italia fosse riuscita a qualificarsi, aggiungendo una ventina di giocatori provenienti dal campionato italiano, la Serie A sarebbe con ogni probabilità salita al terzo posto tra i campionati più rappresentati al Mondiale. Il quadro che emerge è quindi quello di un campionato che ha perso terreno rispetto alla Premier League, ma che mantiene una dimensione internazionale paragonabile a quella degli altri grandi campionati europei.