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9 Settembre 2026
11:30

Perché nel tennis il rovescio a una mano è in via d’estinzione: Federer spiega i motivi fisici e tecnici

L'ultimo n° 1 al mondo con il rovescio a una mano, Roger Federer, ha spiegato perchè nel tennis moderno, fatto di velocità e potenza, questo colpo è ormai diventato una mosca bianca. Tra le possibili cause ci sono i coach, il tempo, lo stile di gioco e le nuove attrezzature. Un dato durante gli US Open in corso a New York lo ha confermato una volta per tutte.

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Perché nel tennis il rovescio a una mano è in via d’estinzione: Federer spiega i motivi fisici e tecnici
federer rovescio a una mano
Roger Federer durante un rovescio a una mano. Credit: Mike McCune from Portland, via Wikimedia Commons

Agli US Open 2026 si è interrotto il record più longevo della storia del tennis. Per la prima volta dal 1877, anno della primissima edizione di Wimbledon, un'intera stagione del circuito maschile si chiude senza che nemmeno un giocatore con il rovescio a una mano sia riuscito a raggiungere almeno una semifinale Slam. Si è spezzata così una catena durata 150 anni e ben 524 edizioni dei quattro Major (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open). Una svolta epocale che certifica il declino di un gesto iconico. Dalla resa dei suoi ultimi baluardi fino alle analisi di leggende come Roger Federer, l'estinzione del rovescio a una mano non è frutto del caso, ma la conseguenza diretta di una rivoluzione fatta di campi più lenti, racchette iper-tecnologiche e uno stile di gioco sempre più fisico impostato sulla difesa da fondo campo.

Il declino del rovescio a una mano: i dati degli Slam

Nell'era pre-Open, il periodo precedente al tennis moderno terminato nel 1968 e in cui i tornei più importanti del mondo erano aperti ai soli dilettanti, il rovescio a una mano monopolizzava gli Slam. Come si evince dal grafico qui sotto del sito statistico TennisMyLife, dalla metà degli anni Settanta il numero di semifinalisti bimani ha iniziato a crescere fino a invertire completamente il trend negli ultimi tempi. La motivazione principale? Il numero di atleti che scelgono il rovescio a una mano è ormai ristrettissimo: al momento in top 100 sono solo cinque (50 tra i primi 800 classificati, mentre nella top 100 femminile risultano solo quattro).

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Dopo 150 anni e 524 edizioni dei tornei del Grande Slam, non ci sarà nessun giocatore con il rovescio a una mano in semifinale. Credit: via X, @TennisMyLife68

Agli US Open, ad esempio, dal 2021 al 2025 non si è registrato nemmeno un semifinalista con il rovescio a una mano per ben cinque edizioni consecutive. Uno scenario analogo si ritrova all'Australian Open, dove dal 2024 al 2026 la casella dei monomano in semifinale è rimasta stabilmente sullo zero, mentre al Roland Garros e a Wimbledon le presenze si sono azzerate nel 2024 e nel 2026, lasciando spazio solo a isolati exploit negli altri anni.

Tra questi l'azzurro Lorenzo Musetti e il greco Stefanos Tsitsipas, gli ultimi due paladini del rovescio monomane in ordine cronologico ad "arrendersi" rispettivamente agli Australian Open ai quarti e agli US Open agli ottavi. Proprio Tsitsipas ha provato a dare una sua personale spiegazione dell'estinzione sempre più vicina del colpo:

In passato il tennis veniva giocato attraverso una quantità enorme di stili differenti. Oggi questa varietà si è ristretta a un modo di giocare molto più uniforme, in cui tutti finiscono per assomigliarsi. I campi sono diventati più lenti e tutti più o meno vogliono fare lo stesso tipo di gioco. Non vediamo più molte delle personalità che c'erano un tempo: i giocatori da Serve&Volley, i contrattaccanti, i difensori. Oggi tutto si è ristretto a un unico stile di gioco. Noi siamo come i dinosauri.

Il rovescio a una mano nel tennis si sta estinguendo: il parere di Federer

In una conferenza stampa alla vigilia di Flushing Meadows, il più iconico interprete del fondamentale monomane e ultimo n° 1 del mondo con il rovescio a una mano, Roger Federer, capace di vincere 20 Slam in carriera (la leggenda svizzera si è ritirata nel 2022), ha individuato quattro cause che stanno portando le giovani leve a scegliere l'opzione bimane:

  • I coach di oggi sono cresciuti giocando il rovescio a due mani e lo hanno trasmesso ai loro allievi;
  • Il rovescio a una mano richiede molto tempo per perfezionare impugnatura e controllo e i coach/giocatori vogliono ottenere miglioramenti e risultati in poco tempo;
  • Il tennis è passato da un mix equilibrato tra gioco da fondo e gioco a rete a una proporzione di 90/10 a favore del primo (il rovescio a due mani è molto più indicato per il gioco difensivo/conservativo e lo scivolamento da fondo campo, al contrario quello a una mano è utile anche per trovarsi più a proprio agio a rete);
  • I materiali e l'attrezzatura sono cambiati (incordature più rigide, racchette moderne, palle più pesanti) e i campi sono più lenti: di conseguenza è diventato più difficile attaccare (e realizzare un vincente) con il rovescio a una sola mano.

Nel video di X qui sotto sono raccolti dei bellissimi vincenti a una mano.

I vantaggi del rovescio a due mani: la lezione di Nadal e Djokovic

Nel rovescio a due mani, la seconda (quella "debole") funge da stabilizzatore e consente di assorbire meglio la potenza avversaria, restituendola dall'altra parte della rete pur senza un'esecuzione perfetta. Tradotto: il rovescio bimane permette più facilmente di ottenere il massimo quando si è mal posizionati, situazione che nel tennis professionistico attuale, con velocità e potenza siderali a partire dal servizio, è normalità. Giocatori come Rafael Nadal e Novak Djokovic hanno dimostrato che ci si può difendere, scivolando lateralmente, spesso anche in spaccata, da qualsiasi posizione mantenendo entrambe le mani sulla racchetta. E anzi, trasformare una situazione difensiva improvvisamente in contrattacco. A due mani, la zona d'impatto ideale è molto più ampia, il che facilita il controllo delle traiettorie arcuate e a effetto. L'esecuzione del fondamentale a una mano implica, invece, un movimento preparatorio d'apertura più ampio, di conseguenza più tempo. Il rovescio bimane è inoltre più facile da imparare per i bambini che mancano di forza nell'avambraccio.

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