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8 Novembre 2022
7:30

Il paradosso della nave di Teseo: concetto di identità e proposte (non definitive) di soluzione

Se la nave dell'eroe greco Teseo viene conservata nei secoli e le sue parti deteriorate vengono sostituite, resta comunque la stessa nave?

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Il paradosso della nave di Teseo: concetto di identità e proposte (non definitive) di soluzione
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Il paradosso della nave di Teseo è uno dei grandi classici nell’ambito della filosofia, si tratta di un paradosso riportato dall'autore greco Plutarco che mette in discussione il concetto di identità originaria e il suo durare nel tempo. La domanda che pone è: una cosa rimane uguale a se stessa se col passare del tempo ogni sua parte viene sostituita, oppure diventa qualcosa di diverso? Trattandosi di un paradosso, si genera un’opposizione tra quello che ci suggerisce la nostra esperienza quotidiana (o senso comune) e la logica.
In questo articolo vediamo in primis come si formula e qual è la leggenda che si cela dietro il paradosso della nave di Teseo, poi vediamo come è stato trattato il concetto messo in discussione dallo stesso enigma e alcune proposte risolutive non definitive.

Formulazione del paradosso: la leggenda di Teseo

La leggenda dell’eroe greco Teseo, noto come mitologico re di Atene, narra che viaggiò a lungo con la sua nave di legno. Per lunghissimo tempo dopo le vicende dell’eroe, la nave fu mantenuta in buono stato perché i cittadini di Atene avevano stretto un patto col dio Apollo: avrebbero dovuto mandare ogni anno quella stessa nave presso uno dei santuari più noti, sull’isola di Delo, per onorare il dio.

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Per conservare e mantenere nel miglior stato possibile l’imbarcazione nel corso degli anni vennero sostituite le assi e le varie parti della struttura, una alla volta, quando apparivano deteriorate.
Arrivò col tempo un momento in cui tutte le componenti erano state sostituite, nonostante la nave di Teseo non fosse cambiata di una virgola. La struttura era rimasta la stessa e le parti sostitutive utilizzate erano uguali alle precedenti.
Essendo stata completamente sostituita, si può dire che la nave di Teseo sia rimasta la nave di Teseo?

Il concetto di identità dalla nave di Teseo all’essere umano

Questo paradosso mette al centro un concetto fondamentale per tutta la riflessione filosofica: l’identità. Sappiate che, proprio perché si tratta di un paradosso, non c’è soluzione definitiva, ma restano molte domande aperte che possono spingere alla riflessione su questo tema. Vediamo alcune di queste domande.
Immaginiamo di essere uno degli ateniesi che assiste alla lenta sostituzione delle varie parti di legno della nave, la vediamo smontata un pezzettino alla volta e poi rimontata. C’è un momento esatto in cui la nave diventa una nave diversa?
Rileggendo il paradosso in termini “tecnici” l’entità (la nave), se subisce delle variazioni di sostanza, ma non di forma, resta la stessa entità o è solo qualcosa che le assomiglia?

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La domanda di fondo qui è: che significa che una cosa sia uguale a se stessa?
Queste riflessioni possono essere applicate a moltissimi altri ambiti ed esempi: potremmo pensare al caso delle antiche opere d’arte restaurate dall’abilità di professionisti e tecnici del mestiere che provano a ricostruirne la bellezza originale. Si può ancora dire che si tratti delle stesse opere?

In ambito metafisico e bioetico questo discorso si allarga e si spinge fino all’essere umano: l'identità della nostra stessa persona, ciò che noi stessi siamo, è qualcosa che cambia moltissimo nel corso della nostra vita sia dal punto di vista della materia di cui siamo composti (le nostre cellule si rigenerano continuamente come ci spiegano i biologi) sia dal punto di vista dei nostri pensieri, delle scelte, le decisioni (come ci dicono gli psicologi e la nostra stessa esperienza). Eppure ci sembra sempre di rimanere “noi stessi”! Siamo sempre la stessa persona? Cambiamo?
Insomma, il paradosso della nave di Teseo è un simpatico escamotage per porre al centro della discussione un enorme tema, discusso da millenni, che rimane aperto per ognuno di noi.

Proposte risolutive del paradosso

Se guardiamo ai tentativi di dare risposta al paradosso di Teseo possiamo trovarne alcuni molto interessanti, nonostante nessuno di questi possa considerarsi definitivo o corretto perché per ognuno si seleziona una chiara posizione filosofica maturata nei secoli.
Riprendiamo la domanda iniziale: cosa fa sì che la nave di Teseo sia la nave di Teseo? Vediamo quattro macro-risposte formulate nei secoli, sappiate che per ognuna esistono pagine e pagine di scritti, libri e riflessioni.

La nave è la somma delle sue componenti originali

Una prima risposta è: la nave di Teseo è la somma delle singole parti che la componevano al momento della sua costruzione. Ciò vuol dire che basta che una sola asse venga sostituita per far sì che quella smetta di essere la nave dell’eroe greco.
È una posizione molto forte questa perché se provassimo ad applicarla all’essere umano vorrebbe dire che basterebbe farci modificare una caratteristica fisica (tagliarci i capello o la barba o addirittura modificare una sola cellula del nostro corpo) per cambiare ciò che noi siamo. Allo stesso tempo, qualcuno sarebbe forse più incline ad accettare questa posizione se la parte fisica modificata fosse il cervello. Insomma, come vedete, il discorso è molto ampio e più complesso di quanto appaia.

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La nave di Teseo è la sua struttura

Una seconda possibile risposta è: la nave di Teseo è ciò che è per la sua struttura, quindi sia la nave nel momento della prima costruzione che la nave completamente sostituita dai pezzi di ricambio, sono la stessa nave. Qui la logica ci fa un po' storcere il naso: già il semplice fatto che possiamo distinguere una nave “pre” e una “post” sostituzione ci suggerisce che si dovrebbe trattare di due navi diverse (a livello teorico). Anche questa soluzione, per quanto meno radicale della precedente, incontra quindi degli inghippi dal punto di vista logico.

La nave di Teseo è la sua storia

Una terza risposta può essere: è la storia della nave di Teseo che dice cos’è la nave, ciò è ha rappresentato, il ruolo che ha svolto nei secoli è ciò che la definisce. Questo vuol dire che anche se vengono sostituite tutte le assi la nave rimane se stessa, perché ciò che conta è il ruolo sacro che ha avuto per gli Ateniesi.

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C'è un limite di cambiamenti per conservare la nave

La quarta e ultima proposta che vediamo in questo articolo è la seguente: la nave di Teseo è tale purché le sostituzioni siano in numero limitato. Se tutte le parti della nave vengono sostituite quella smette di essere la nave di Teseo, ma è una sua copia perfetta.
Addirittura, portando all’estremo questa tesi, c’è chi ha sostenuto che se – per assurdo – qualcuno avesse messo da parte tutte le assi di legno marcite della nave “originale” e le avesse rimesse insieme ricostruendo la struttura iniziale, quella comunque non sarebbe la nave di Teseo, non sarebbe identica alla se stessa originale, ma sarebbe un’altra versione rovinata e marcita di se stessa.

Questa proposta ricorda molto un altro paradosso, noto come il paradosso del sorite o del mucchio!

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Camilla Ferrario
Redattrice
L’universo è un posto strano e il modo che abbiamo di abitarlo cattura continuamente la mia attenzione. “Sii curiosa” è il mio imperativo: amo provare a ricostruire indizio per indizio il grande enigma in cui ci troviamo. Sono laureata in Filosofia, ho fatto la speaker in una web radio e adoro il true crime. Di cosa non posso fare a meno? Del dialogo aperto con gli altri e della pasta alle vongole.
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