
Dopo la spesa, tendiamo a riporre gli alimenti nel frigorifero dove capita, spesso senza seguire un ordine preciso. Carne, latte, uova… Basta trovare un po’ di spazio, tanto è uguale, no? In realtà dovremmo fare attenzione: non tutte le aree del frigorifero sono uguali. Non è solo una questione di ordine: parliamo di sicurezza alimentare e durata dei cibi. La scienza mostra chiaramente che non tutte le zone del frigo hanno la stessa temperatura: il freddo (o meglio, la distribuzione del calore) non è omogeneo e questo determina il corretto posizionamento dei vari alimenti. La parte più fredda è in basso, ideale per alimenti che richiedono maggiore attenzione, come carne cruda e pesce; la più calda è lo sportello, da preferire per salse e condimenti. Se sbagliamo posizione, il latte può durare meno, la carne può contaminarsi e le verdure possono rovinarsi prima.
Il frigo non è tutto uguale: temperatura e rischio batterico
Il Ministero della Salute ricorda che la temperatura ottimale del frigorifero per un corretto mantenimento degli alimenti è tra 4 e 5 °C. La cosa fondamentale da sapere è che però la distribuzione del freddo (o meglio, del calore) nel frigorifero non è omogenea.
L’aria più calda è meno densa di quella fredda e tende ad accumularsi nei ripiani più in alto. Studi effettuati su centinaia di frigoriferi domestici mostrano differenze importanti: per esempio, uno studio del 2024 ha misurato circa 5,7°C nel ripiano inferiore contro 7,7°C in quello superiore.
Sembra poco, ma una differenza di due gradi può voler dire tanto, soprattutto a livello microbiologico, riflettendosi direttamente sul mantenimento di un determinato alimento. La temperatura, infatti, influenza la crescita batterica, che, in generale, aumenta all'aumentare della temperatura. Uno studio sul latte mostra che:
- a 3°C dura fino a 68 giorni prima di deteriorarsi;
- a 6,5°C si mantiene 27 giorni;
- a 10°C resiste appena 10 giorni.
In sostanza, basta riporre il latte nella zona sbagliata del frigo per dimezzare o ridurre ancora di più la sua durata.
Ma non finisce qui, altri studi, come quello pubblicato nel 2023 sull'International Journal of Environmental Research and Public Health, evidenziano che non tutti i frigoriferi domestici “assicurano” la temperatura impostata, anzi, in molti casi la temperatura interna è più alta di quella nominale che dovrebbe essere garantita dal produttore: potremmo conservare cibi in condizioni non ottimali senza saperlo.
A questo punto arriviamo alla parte pratica: dove ripongo i vari alimenti? Il Ministero della Salute ci fornisce delle indicazioni generali, legate alla natura degli alimenti, alle differenti temperature nelle varie zone del frigorifero e al rischio di contaminazioni.
Sportello: la zona più calda
Lo sportello è senz’altro la parte più calda del frigorifero, o meglio, è quella che trattiene meno il freddo. È logico, se pensiamo che, da aperto, è la parte più esposta alla temperatura ambiente: ogni volta che apriamo il frigo, lo sportello perde il freddo accumulato. Per questo motivo, è bene riporvi tutti quegli alimenti che rispondono meglio a temperature un po’ più alte, come salse, bevande o condimenti. Da evitare assolutamente i cibi che si mantengono meno come il latte (errore comune) o le uova.
Ripiani centrali: la zona a temperature intermedie
Sono la zona “neutra”, con la temperatura più stabile e meno influenzata dall’apertura del frigo. Sono ottimi per latte, yogurt, formaggi e uova, tenendo comunque queste ultime nel loro contenitore e separate dagli altri cibi, per evitare contaminazioni.
Ripiano inferiore: la zona più fredda
Il ripiano in basso è la zona più fredda del frigorifero: se entra calore quando apriamo il frigo, si accumula più in alto che in basso. Per questo motivo, è conveniente conservarvi gli alimenti più “critici” in termini di mantenimento e che necessitano di temperature più basse, come carne cruda, pesce, pollo, meglio se ancora nelle loro confezioni. Non solo riduciamo il rischio di proliferazione batterica, ma evitiamo anche che sgocciolino su altri alimenti posti più in basso, contaminandoli.
Ripiani superiori
Essendo un’altra zona “calda” del frigorifero, è meglio riporci del cibo già cotto o avanzato, o in generale alimenti che non necessitano di conservazione a temperature molto basse.
Cassetti chiusi
I cassetti invece vanno usati per frutta e verdura. Se vogliamo essere pignoli, possiamo utilizzare il cassetto a più alta umidità per le verdure, a bassa umidità per la frutta e la verdura (da sottolineare, però, che solo alcuni frigoriferi ci danno indicazione dei livelli di umidità).