
Livigno è un comune lombardo in provincia di Sondrio, situato in Alta Valtellina. Fin dal 1500, Livigno è una zona extradoganale, cioè un territorio dove si ha l'esenzione dai dazi o altri tributi e imposte sull'importazione di merci: ciò significa che le merci acquistate sono esenti da IVA e dalle accise statali. Questo fa sì che articoli come carburanti, tabacco, alcolici, profumi e altro siano più convenienti.
Il motivo per cui Livigno è esente dall’IVA è che, fino all’inizio degli anni ‘50, per tutto il periodo invernale rimaneva completamente isolata: non essendo infatti aperta la via del passo del Foscagno, per sei mesi l’anno nulla e nessuno entrava o usciva dalla città. Ciò significava una disparità nella gestione economica e commerciale, riconosciuta ufficialmente con l’esenzione dall’IVA.
Il nome Livigno deriva probabilmente dal latino labineus, ovvero “territorio soggetto a slavine”, il che conferma la sua storicità di zona complessa dal punto di vista geografico.
Le ragioni storiche legate all’isolamento della città risalgono al 1538
ll Comune di Livigno è stato ufficialmente dichiarato zona extradoganale dalla legge nr. 516 del 17 luglio 1910. In realtà, il suo status di zona “franca” risale ben al 1538, anno in cui ottenne dai Grigioni, allora dominatori del vicino contado di Bormio, speciali deroghe sul commercio.
Livigno riuscì a sancire queste particolari disposizioni, poi confermate anche successivamente, perché fino al 1952 – anno cui venne aperto il passo del Foscagno – la città rimaneva completamente isolata durante l’inverno: per sei mesi l’anno, quindi, non poteva intrattenere nessun tipo di scambio con il resto del mondo, e ciò aveva ovviamente ripercussioni sull’economia, oltre che sulla cultura e l’integrazione della società.
Già nel 1500, quindi, Livigno rivendicava la propria autonomia per il pagamento delle decime alla Curia di Como, per la manutenzione di strade e ponti e per la gestione di pascoli e boschi.
Napoleone riconobbe il beneficio doganale nel 1805, poi confermato nel 1818 dall’Imperial Regia Intendenza Austriaca di Morbegno e successivamente ampliato nel 1841 dal Regno Lombardo Veneto.
Nel 1861, Livigno entrò a far parte del Regno d’Italia: chiese conferma dei benefici ottenuti, che vennero concessi ufficialmente con la legge del 1910.
Come si acquista a Livigno senza Iva: regole e divieti
Proprio perché non c’è l’IVA, proprio come accade nei duty free degli aeroporti, a Livigno i beni – sia di necessità che di pregio – costano meno.
Proprio per questo motivo, negli anni si è sviluppato un movimento di vero e proprio “turismo commerciale” che mira ad acquistare tabacco, caffè, zucchero, alcolici, ma anche beni considerati “costosi”, come profumi, oggetti luxury, eccetera, le cui disposizioni sono consultabili nelle tabelle merceologiche sul sito del comune di Livigno.
Tra questi beni c’è anche la benzina: fare benzina a Livigno, chiaramente costa meno.
La regola fissata dice che si può riempire di carburante il serbatoio fino alla massima capienza, ma si può portare fuori dai confini solo all’interno di specifiche taniche omologate con capienza non superiore a 10 litri e deve contenere lo stesso tipo di carburante del veicolo che la trasporta.
È inoltre fissato anche il limite di acquisto “per valore”: chi ha più di 15 anni può acquistare per un massimo di 300 euro, chi meno per 150. La tabella merceologica ufficiale dispone infatti che “gli acquisti che rientrano nella franchigia non devono avere carattere commerciale, quindi devono presentare carattere occasionale e riguardare merci riservate all’uso personale o familiare dei viaggiatori o destinate ad essere regalate e che non riflettono per la loro natura e quantità, alcun intento di carattere commerciale”. Questo, ovviamente, per scongiurare evasione fiscale e rivendita scorretta!