
Difficile non essercene accorti: in generale, qualsiasi bene acquistato in aeroporto o in autostrada è sempre più costoso rispetto allo stesso bene acquistato in un bar o in un supermercato fuori dai caselli. Questo accade anche nel caso dei carburanti: fare rifornimento di benzina, diesel o GPL è infatti solitamente più costoso nelle aree di servizio lungo le autostrade e i motivi sono diversi: da royalties e concessioni, al servizio che deve essere garantito 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, alle dinamiche di concorrenza.
Le differenze, nel caso del rifornimento in modalità self, sono mediamente di pochi punti percentuali, ma in alcune località e in modalità servito possono salire anche sensibilmente. Per esempio, secondo un’indagine di Altroconsumo del 2025, che ha messo a confronto i prezzi di aree di servizio autostradali e distributori urbani collocati nelle immediate vicinanze (tra i 10 e i 15 km) in alcune aree di Italia, ci sono casi in si può arrivare anche a una differenza dell’11% – circa 20 centesimi al litro, che su un pieno da 50 litri può comportare 10 euro di differenza. Capiamo più nel dettaglio i motivi.
Quanto costa fare rifornimento in Italia oggi
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 21 aprile 2026, il prezzo medio self-service sulla rete stradale ordinaria in Italia è di 1,759 euro al litro per la benzina (self-service) e 2,106 per il gasolio, mentre sulle autostrade sale a 1,785 per la benzina (self-service), a 2,130 per il gasolio (self-service), con prezzi in calo negli ultimi giorni. Sul sito del Ministero trovate ogni giorno, a partire dalle 8:30 del mattino, i prezzi medi dei carburanti aggiornati.
Il prezzo medio settimanale nazionale rilevato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, alla sezione statistiche energetiche e minerarie, viene aggiornato ogni martedì alle 12: per la benzina è attualmente di 1,783 e di 2,153 per il gasolio, in crescita rispetto alla settimana scorsa. La rilevazione del 20/04/2026 prende in considerazione la media dei prezzi dal 13 al 19/04 (che considera il totale tra costo netto, accisa e IVA), in modalità self-service, e vede:
- Benzina: 1762,82 €/1.000 litri (-19,85%)
- Gasolio auto: 2114,71 €/1.000 litri (-38,73%)
- GPL: 803,78 €/1.000 litri (+5,82%)
- Metano: 1568,81/1.000 kg (+0,83%)

Per vedere gli aumenti di aprile potremo aspettare il 5 maggio, ma nel frattempo si può trovare anche la media mensile per il mese di marzo:
- Benzina: 1765,46€/1.000 litri (+6,77%)
- Gasolio auto: 1987,58€/1.000 litri (+16,85%)
- GPL: 696,96€/1.000 litri (+0,39%)
- Metano: 1474,39€/1.000 kg (+6,11%)
Cosa sono le royalties: il “vero” pedaggio della benzina
Perché un pieno in autostrada costa di più che in un distributore al di fuori della rete? Innanzitutto a causa delle assegnazioni e delle royalties. Le stazioni di servizio presenti sulla rete autostradale vengono assegnate sulla base di bandi nazionali, regolati dal Ministero delle Infrastrutture. Le royalties sono i costi che chi ha il distributore in gestione deve pagare alla società concessionaria dell’autostrada.
Come spiega l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, “I servizi forniti in tali aree, qualora non erogati direttamente dai concessionari autostradali, sono affidati da questi in (sub)concessione a soggetti terzi, con procedure trasparenti e competitive, a partire dall’entrata in vigore della legge 498/1992. A fronte dell’affidamento di tali servizi, i subconcessionari sono tenuti a pagare un corrispettivo (c.d. royalties) ai concessionari autostradali, generalmente proporzionale al fatturato derivante dallo sfruttamento commerciale della singola area di servizio. Poco più di un terzo dei ricavi dell’attività accessoria sono relativi alle attività di erogazione del carburante, mentre i restanti due terzi concernono tutti i rimanenti servizi offerti all’interno di tali aree, con assoluta prevalenza dell’attività di ristoro e bar.”
Quindi, lo Stato affida la gestione di un tratto autostradale a una società (il concessionario, tipo Autostrade per l'Italia): la società non gestisce direttamente i distributori di benzina e i bar alle aree di servizio, bensì li "subaffitta" a qualcun altro, come una compagnia petrolifera o un gruppo come Autogrill, Chef Express, e così via, che diventa il subconcessionario. Per fornire i propri servizi, il subconcessionario paga una quota periodica al concessionario autostradale, cioè le royalty, calcolate in percentuale su quanto incassa. Solo un terzo delle royalty viene dal carburante, mentre gli altri due terzi arrivano da bar, ristoranti e negozi – ed ecco perché costano così tanto. Secondo le associazioni di categoria, le royalties si attestano in media sul 20%, con punte del 40% per l'Autobrennero.
I servizi aperti 24/7 e il personale, la concorrenza e i costi di servizio
I costi di gestione in autostrada aumentano anche in quanto va garantito un servizio costante, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con personale dedicato. Rifornire i distributori collocati nelle stazioni di servizio e fare manutenzione costa ovviamente di più, perché sono più difficili da raggiungere.
Inoltre, come accade per prodotti e servizi erogati nei bar e nei negozi presenti nelle stazioni di servizio, c’è un fattore relativo alla concorrenza. In autostrada i diversi marchi si fanno meno concorrenza, in quanto le stazioni sono distribuite in un senso di marcia per cui difficilmente qualcuno sceglierà di tornare indietro vedendo un prezzo più o meno conveniente, come accade più facilmente in città. Per la semplice regola di domanda e offerta, di conseguenza, i gestori non sono spinti ad abbassare i prezzi per rendere più appetibile l’acquisto.
Nello stesso modo, sempre più persone, sapendo che in autostrada i prezzi sono più alti, preferiscono fare rifornimento fuori, grazie alle alternative capillari. Spesso conviene infatti fare una piccola deviazione, certi che ci saranno distributori nelle immediate vicinanze, e poi rientrare.

C'è un numero altissimo di distributori di benzina sul territorio italiano
Avete mai fatto caso a quanti distributori di benzina ci sono nelle vostre città? In Italia, secondo i dati l‘Autorità di Regolazione dei Trasporti, ci sono circa 473 aree di servizio sull’intera rete autostradale dotate di distributori di carburante, che si sommano agli oltre 22 mila impianti di distribuzione sulla rete ordinaria. Un numero davvero molto alto, maggiore rispetto ad altri Paesi europei – in Germania, per esempio, se ne contano circa 14 mila, su una superficie di 357.683 km² contro i 302.073 km² italiani, e per una popolazione decisamente maggiore, 84 milioni contro circa 59.
È anche vero che in Italia ci sono molte più automobili: secondo gli ultimi dati ACI nel nostro Paese circolano circa 41 milioni di auto, circa 700 ogni 1.000 abitanti, l’indice tra i più altri d’Europa insieme a Cipro e Lussemburgo. Più di 4 auto su 10 vanno a benzina, più di 4 a gasolio, il resto si divide tra GPL, metano ed elettrico. Per fare sempre un confronto con la Germania, che ha il primato europeo di vetture immatricolate, ne circolano circa 48 milioni, circa 570 ogni 1000 abitanti – in Francia circa 39 milioni, in Regno Unito 37 milioni e così via. Non stupisce scoprire che l’Italia, in Europa, è il secondo Paese a utilizzare meno i mezzi pubblici: quasi 7 persone su 10, secondo i dati Eutostat, non li utilizzano.
La presenza di più distributori porta a minori vendite per ciascuna stazione (si stima un 60% in meno rispetto all’estero), il che, a sua volta, porta i gestori a tenere prezzi più alti per coprire i costi fissi.
I consigli per risparmiare
Tra i consigli per risparmiare sul carburante, c’è sempre come buona pratica l’evitare di fare rifornimento in autostrada, proprio perché, come spiegato, è più costoso – circa il 10% in più. Inoltre, sia in autostrada che fuori è sempre buona norma preferire la modalità “self service” a quella “servito”, dove viene applicata una maggiorazione anche di 30 centesimi al litro.
In generale, può essere utile controllare se il prezzo applicato dal singolo distributore è il linea con il prezzo medio. Potete controllare i prezzi aggiornati della benzina, quotidianamente, sul sito del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, mentre sul sito di Autostrade potete controllare i prezzi in tempo reale all’interno delle aree di servizio.