
Spesso, nelle nostre case, il termosifone è posizionato proprio sotto alle finestre. C’è una spiegazione scientifica oppure è solo un discorso di estetica? Beh, ovviamente c'è un motivo fisico preciso per cui il termosifone si trova quasi sempre in quelle posizioni e ha più a che fare con l'aria che con l'idea de "il calore sale". A contatto con la superficie a bassa temperatura di un vetro, l'aria della stanza si raffredda e scende verso il basso: è il cosiddetto downdraught, una corrente discendente che in inverno crea quella sensazione diffusa di freddo anche lontano dal vetro. Certamente, le finestre meglio isolate, con una superficie interna più calda, riducono parecchio questa corrente. Il termosifone sotto la finestra genera invece un flusso caldo che sale e la contrasta: è per questo che il termosifone viene posizionato proprio lì.
Perché si forma la corrente fredda
In inverno, vicino a una finestra fredda, l'aria della stanza perde calore a contatto con il vetro e scivola verso il basso lungo la superficie: è il cold air down draught. Nel 2002, due scienziati svedesi hanno misurato il fenomeno confrontando finestre con isolamento diverso: come atteso, quelle che mantengono la superficie interna più calda – isolando di più – producono una corrente discendente decisamente più debole. In sostanza: più il vetro resta caldo sul lato della stanza, meno è probabile una corrente fredda intensa. Inoltre, il problema non dipende dalla temperatura media della stanza: il termometro può segnare 20 gradi e sentirsi lo stesso quella corrente fredda all'altezza delle gambe. Ma non è finita qui. C’è anche un altro fattore che spesso si trascura: non conta solo la temperatura dell'aria, ma anche quella delle superfici intorno a noi. Uno studio del 2001 mostra che le caratteristiche del vetro influenzano il comfort termico e che il doppio vetro riduce i disagi delle correnti fredde. Una grande superficie fredda, come quella di una finestra, vicino a noi può farci infreddolire anche se l'ambiente, nel suo complesso, è a una temperatura confortevole.
Perché il radiatore la contrasta
Un termosifone mette in moto aria calda che, essendo meno densa dell’ambiente “freddo” circostante, sale verso l'alto, formando un cosiddetto thermal plume (in italiano “pennacchio termico”). Se posizioniamo il termosifone sotto la finestra, questo flusso si trova esattamente dove può opporsi alla corrente fredda del vetro. Per capirne di più, la scienza si è mobilitata con diverse modalità: alcuni scienziati hanno studiato il fenomeno con esperimenti e simulazioni, mentre altri hanno cercato la temperatura di radiatore più efficace, riducendo il rischio di corrente fredda con minore spreco di energia possibile. Ne emerge che la cosa migliore è trovare un intervallo di temperatura ottimale, evitando di “scaldare il più possibile” e spingere l’ambiente fuori dai limiti di comfort.
Differenze con le finestre moderne: serve ancora?
Non sempre. Le finestre moderne hanno prestazioni migliori di un tempo e questo ridimensiona già alla base il problema: superfici più calde significano meno velocità e turbolenza nel downdraught, al punto che con un telaio ben isolante il rischio di corrente fredda fastidiosa nella zona occupata può restare accettabile senza altre misure. Nei fatti, nelle case più moderne, si aprono anche altre strade per il riscaldamento, come pavimento o parete radiante, da valutare insieme alle caratteristiche dell'edificio.