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11 Ottobre 2026
6:00

Il Codice Leicester, il manoscritto di Leonardo da Vinci che ora appartiene a Bill Gates

Il famoso manoscritto di Leonardo da Vinci, importante perché sintetizza il pensiero del grande genio in merito a idraulica e astronomia, è stato acquistato all'asta da Bill Gates nel 1994, ad oggi è l'unico manoscritto di Leonardo proprietà di un privato.

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Il Codice Leicester, il manoscritto di Leonardo da Vinci che ora appartiene a Bill Gates
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Il foglio 2A del Codice – Leonardo da Vinci (1452–1519), Public domain, via Wikimedia Commons

Il Codice Leicester è un celebre manoscritto di Leonardo da Vinci, composto da 36 fogli ripiegati, per un totale di 72 pagine, un trattato scientifico su acqua e astronomia che sintetizza gli studi del grande genio in merito a queste materie. Proprio perché è un testo con cui Leonardo ha voluto “mettere ordine” tra le sue ricerche e scoperte, è considerato di grandissima importanza. Composto tra il 1506 e il 1510, è passato di mano in mano, scomparendo per anni, fino al 1994, quando è stato acquistato da Bill Gates, cofondatore di Microsoft, ed è l’unico codice leonardiano di proprietà di un privato, oltre ad essere il manoscritto antico battuto all'asta per la cifra più alta in assoluto, quasi 31 milioni di dollari.

Il tema centrale del codice Leicester e perché si chiama così

Il Codice Leicester è composto da 18 fogli, quindi 36 ripiegati e 72 pagine complessive, di dimensione 29 x 22 cm: appare come un fascicolo rilegato in pelle, ma probabilmente non fu rilegato da Leonardo. Si chiama così perché è, appunto un codice – termine che indica un manoscritto composto da un blocco unico di fogli poi rilegati insieme, dal dal latino codex, a sua volta derivato di caudex, ovvero tronco d’albero – ed è stato acquistato all’inizio del 1700 dal Conte di Leicester, di cui ha “assorbito” il nome fino ad oggi.

È un’opera colma di annotazioni e disegni che denotano sia l' evoluzione del pensiero e degli studi di Leonardo, sia del periodo Rinascimentale così ricco e fiorente di nuove scoperte in cui il grande genio era coinvolto e da cui era a sua volta influenzato. Il tema centrale è l'acqua, con studi dedicati alla sua forza, al moto dei fiumi e in generale alla scienza idraulica.

La sintesi del pensiero di Leonardo

Nel periodo in cui ha composto il codice, Leonardo da Vinci stava studiando anatomia presso l’Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze, lavorava alle macchine che secondo lui avrebbero potuto permettere all’uomo di volare, e studiava con attenzione anche la possibilità di rendere l’Arno navigabile da Firenze fino al mare.

Il Codice Leicester è quindi una preziosa “fotografia” dello stato dell’arte degli studi di Leonardo, con cui lui stesso ha voluto mettere ordine tra i propri approfondimenti e le numerose considerazioni e scoperte avvenute nell’arco della sua vita.

È proprio Leonardo a esprimere questo intento, ben consapevole della necessità di riunire le osservazioni per poterle anche esporre in modo chiaro: è proprio questo a rendere il codice così fondamentale:

«Qui ti bisognia seguitare con ordine, cioè, distinguendo in proposizioni, a membro a membro di ciasscuna parte; e così sarai sanza confusione bene inteso»

La misteriosa storia del codice, che passa di mano in mano

Quando Leonardo da Vinci morì, nel 1519, presso il Maniero di Clos Lucé, ad Amboise, in Francia, i suoi lavori – manoscritti, disegni e dipinti – vennero ereditati da Francesco Melzi, suo allievo e pupillo, per volere di Leonardo stesso, che lo aveva designato suo erede l’anno precedente, scrivendo che il Melzi doveva entrare in possesso di “Tutti e ciascuno i libri che il detto Testatore possiede al presente e gli altri strumenti e ritratti relativi alla sua arte e industria di pittore".

L’attuale Codice Leicester, però, sembra non fosse tra i documenti ereditati da Francesco Melzi: le uniche notizie certe che abbiamo in merito, danno il manoscritto come proprietà dello scultore Guglielmo della Porta, amico di Michelangelo, che nel 1537 si trasferì a Roma, e il Codice Leicester era con lui.

La successiva documentazione certa risale poi a più di cento anni dopo: nel 1690 venne acquistato da Giuseppe Ghezzi, pittore e copista, che aggiunse anche una nota nel frontespizio che ne indica l’autenticità:

«Libro Originale / Della Natura, peso, e moto delle Acque, / Composto, scritto, e figurato di proprio / Carattere alla mancina / Dall'Insigne Pittore, e Geometra / Leonardo da Vinci […]».

Il codice oggi: dove si trova, chi è il proprietario e come si può consultare

Nel 1717, fu acquistato da Thomas Coke, conte di Leicester: rimase proprietà della famiglia duecento anni, fino al 1980, quando fu messo all’asta e acquistato da Armand Hammer, imprenditore americano, per 5,6 milioni di dollari. Quando Hammer morì, lasciò il codice Leicester all’università della California, che lo rimise in vendita: lo acquistò all'asta Bill Gates nel 1994 per quasi 31 milioni di dollari, per la precisione 30.802.500, cifra più alta mai battuta in assoluto.

Ad oggi, Bill Gates conserva il codice in un caveau climatizzato: nel 2019 è stato esposto agli Uffizi di Firenze in occasione della mostra “L'acqua microscopio della natura”, curata dal professor Paolo Galluzzi, per poi tornare a “casa” in California.

È però possibile consultarlo in formato digitale, sfogliando pagina per pagina sul sito del Museo Galileo Galilei.

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