In Italia, e in molti altri Paesi europei, quando qualcuno ci risponde al citofono, dicendoci che lo studio è al primo piano, sappiamo che dovremo affrontare una rampa di scale – o prendere l'ascensore. Negli Stati Uniti e in altri Paesi del mondo, invece, troveremo l'ufficio o l'appartamento che stiamo cercando al piano terra. Questo accade perché ci sono nel mondo modi diversi di numerare i piani degli edifici.
Nel sistema europeo – compresi quello italiano, britannico, francese, tedesco e spagnolo – il piano che sta allo stesso livello della strada si chiama "piano terra" o "pianterreno", segnalato negli ascensori comunemente con PT, T (da pianoterra e terra) oppure 0. La numerazione prosegue con il primo piano che corrisponde al primo sopraelevato rispetto al piano terra – preceduto, in alcuni casi, dal cosiddetto piano ammezzato.
Nel sistema usato negli Stati Uniti e in Canada, ma anche in Russia, in Cina, Giappone e in buona parte dell'Asia orientale, si comincia a contare già dal nostro pianoterra, che corrisponde quindi al loro primo piano, mentre il nostro secondo piano è per loro il terzo, e così via.
Perché in Europa e negli Stati Uniti i piani si numerano diversamente?
Per capire questa differenza dobbiamo tornare alle radici della storia dell'architettura europea. Già nel Medioevo, nelle abitazioni di molti mercanti e artigiani, il pianterreno ospitava le botteghe, i laboratori e i magazzini, mentre ai livelli superiori spesso c'erano gli spazi abitativi. Questa organizzazione è documentata anche da un rapporto di Historic England, Commerce and Exchange Buildings, nelle città medievali inglesi in molte abitazioni urbane, situate ai piani superiori, erano presenti botteghe al pianterreno.
La stessa distinzione si ritrova nei palazzi rinascimentali italiani, dove il cosiddetto "piano nobile", destinato agli ambienti di rappresentanza e alle stanze principali della famiglia, si trovava generalmente sopra il pianterreno. Uno studio del 2009, pubblicato sulla rivista scientifica Architectural Research Quarterly, ricostruisce la trasformazione dei palazzi mercantili di Venezia tra 1450 e 1600 e spiega l'evoluzione della casa fondaco, edificio che combinava attività commerciali e residenza, verso edifici più articolati, capaci di ospitare appartamenti signorili autonomi su livelli differenti.
Un altro studio del 2018, relativo agli edifici inglesi costruiti tra l'XI e l'inizio del XIII secolo, documenta come alcune sale di rappresentanza fossero collocate al piano superiore, per motivi di prestigio e sicurezza. Le funzioni dei diversi livelli, comunque, sono cambiate nel tempo: come emerge da uno studio pubblicato nel 2023 su Architectural History, tra Settecento e Ottocento, in alcune grandi residenze britanniche, si è diffuso lo spostamento degli ambienti principali dal piano nobile al piano terreno.
Quest'organizzazione degli spazi testimonia come in Europa, nella tradizione architettonica, il pianterreno e i piani superiori avessero spesso funzioni differenti, anche se non è possibile affermare con certezza che sia questa l'origine della differenza con il sistema usato in Nord America: non esistono prove storiche sufficienti per stabilire un collegamento diretto.
Sappiamo però che la differenza era già documentata all'inizio dell'Ottocento. Nel 1828 il linguista americano Noah Webster, nel definire la parola story (intesa come narrazione, ma anche come piano di un edificio) nel suo An American Dictionary of the English Language, descriveva una differenza nella numerazione adottata dagli Stati Uniti rispetto ai Paesi europei: «Negli Stati Uniti il piano più vicino al terreno è il primo; in Francia e in Inghilterra, invece, il primo piano è il secondo livello a partire dal terreno». Questo conferma quindi che questa differenza era già nota duecento anni fa.
Quello che sappiamo è che nel tempo quindi si sono consolidate due diverse convenzioni, ancora oggi utilizzate. La varità è contemplata anche dalla normativa internazionale ISO 4157-1:1998, relativa ai sistemi di designazione degli edifici, che stabilisce al paragrafo 7.4.1 che i piani debbano essere numerati secondo la pratica nazionale accettata nel Paese in cui si trova l'edificio.
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