0 risultati
video suggerito
video suggerito
26 Agosto 2026
18:30

Perché le finestre a vasistas si chiamano così: ha origina da una domanda in tedesco che nessuno usa

Il nome di quello sportellino che si apre inclinandosi dall'alto è, alla lettera, una domanda, dal tedesco «Was ist das?», cioè «Che cos'è?». Ma questa parola "tedesca" ci è arrivata dal francese e in Germania non la usa nessuno. Storia di uno dei forestierismi più buffi dell'italiano.

Ti piace questo contenuto?
Perché le finestre a vasistas si chiamano così: ha origina da una domanda in tedesco che nessuno usa
Immagine
Immagine realizzata con AI a scopo illustrativo.

Sarà capitato a chiunque di voi almeno una volta nella vita di aprire un “vasistas”: si tratta di quel tipo di finestra o infisso che, invece di spalancarsi di lato, si inclina in obliquo verso l’interno della stanza. L'anta ruota infatti su cerniere poste sul lato inferiore, aprendosi in alto, per far passare solo un po’ d’aria. Si utilizza nei vani scala, nei sottotetti, ma anche nelle altre stanze di casa e ufficio. Il vasistas non è da confondere con l'anta a ribalta: il primo permette l'inclinazione solo verso l'interno, mentre la seconda consente, oltre all'apertura in stile vasistas, anche l'apertura completa "a battente" e ha una maniglia. Il nome suona latino o puramente tecnico, ma non lo è: ha origine infatti da una domanda. Vasistas nasce, letteralmente, dal tedesco «Was ist das?», che vuol dire semplicemente «Che cos'è questo?», una domanda che arriverebbe dalla Germania e dall'usanza di affacciarsi alla porta o alla finestra per chiedere «Chi è?».

L’origine da una domanda in tedesco passata dal francese

Vasistas è un sostantivo maschile che in realtà ci arriva dal francese, il quale a sua volta l'ha ricalcato dalla locuzione tedesca «Was ist das?», traducibile con «che c'è?», letteralmente «che cosa è questo?», e descritta come "la domanda di chi si affaccia". In pratica, una frase intera è stata impacchettata in un unico blocco. Come sia successo, con precisione, non ci è dato saperlo: circolano due ipotesi, entrambe plausibili:

  1. la prima, più scenografica, immagina lo stupore per una novità tecnologica che a fine Settecento si diffonde in l'Europa: gente che vede per la prima volta questo strano sportello inclinabile e lo indica esclamando «Ma quello cos'è?»;
  2. la seconda, considerata più sobria e più accreditata, punta invece sull'uso concreto dell'oggetto: quella piccola apertura era il punto da cui ci si affacciava per chiedere «chi è?» prima di aprire la porta a un estraneo.

In entrambi i casi, la parola conserva un gesto: qualcuno che guarda e domanda.

In tedesco il «vasistas» non esiste

La parola nasce da una frase tedesca esistente, eppure in Germania quel tipo di finestra non si chiama così. Per i tedeschi lo sportello inclinabile è un Kippfenster (da kippen, "inclinare, ribaltare"), mentre il tipo fisso a vetro sopra la porta è un Kämpferfenster.

Il nostro vasistas, per un parlante tedesco, resta soltanto una domanda: «che cos'è?». I linguisti lo chiamano quindi un "falso germanismo", una parola presa in prestito da una lingua che quella parola, in quel senso, non la usa.

Il lessicografo francese Alain Rey fa risalire la prima attestazione nota in francese al 1776, con una grafia ancora acerba (wass-ist-dass) usata dal medico Jean François Clément Morand in un trattato tecnico dedicato ai combustibili. Poco più di vent'anni dopo, nel 1798, la parola compare nella quinta edizione del Dictionnaire de l'Académie française e diventa "ufficiale". Dal francese, infine, il termine scivola in italiano come altri forestierismi dell'Ottocento, e arriva fino a oggi.

E in Italia? Il vasistas, la vasistas e i suoi cugini

In italiano ci sono ancora alcune incertezze relative alla parola. La prima riguarda il genere: per la Treccani vasistas è maschile, ma moltissimi parlanti lo usano al femminile, quasi certamente perché sottintendono "(la finestra) a vasistas".

La seconda incertezza è terminologica: accanto a vasistas convivono diversi nomi, spesso usati come sinonimi ma non sempre a ragione. I falegnami parlano di anta a ribalta (o oscillobattente), oggi la dicitura più diffusa nel commercio: questa grazie alla maniglia può essere aperta sia a battente, sfruttando i cardini laterali, sia a vasistas, cioè con apertura verso l'alto; poi ci sono termini più generici e tecnicamente diversi come a bilico (con le cerniere a metà altezza) o basculante (il meccanismo tipico delle porte dei garage), che descrivono altri sistemi e non andrebbero confusi. Quando lo sportello è incastonato sopra una porta, infine, si parla di sopraluce a vasistas.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views