Guerre nel mondo

L’invasione russa dell’Ucraina e la guerra che ne è scaturita stanno monopolizzando i principali mezzi di informazione occidentali. Al di là della drammaticità dell’evento, ciò si deve anzitutto alla localizzazione del conflitto, l’Europa, e alla sua portata rispetto agli equilibri geopolitici ed economici globali, in particolare ai rapporti tra Russia, Stati Uniti, Paesi europei e Cina. Tuttavia, nel frattempo nel mondo, a più di 80 anni dalla Seconda Guerra Mondiale, sono in corso tanti altri conflitti, guerre e situazioni di crisi. In questo articolo scopriremo quali sono i principali e dove avvengono.

I conflitti del 2021

Una prima infografica ci offre una panoramica generale dei 27 principali contesti che nel 2021 si sono trovati in una situazione di conflitto o di crisi interna. Ci viene fornita da Visual Capitalist.

27 conflitti in corso nel mondo nel 2021
in foto: I 27 principali teatri di guerra o di crisi interna nel corso del 2021, suddivisi per tipologia (fonte: Visual Capitalist)

Come vedete, l'infografica suddivide il Pianeta in 3 aree (Europa, Africa e Medio Oriente; Asia e Oceania; America) e per ognuna segnala i principali conflitti in corso. La suddivisione di questi ultimi per tipologia tende alla semplificazione e risente parzialmente della prospettiva americana, in quanto deriva da una proposta classificatoria del CFR statunitense (Council on Foreign Relations), ma rimane comunque valida.

Nel complesso si riconoscono guerre derivanti da dispute territoriali, come quella in corso in Ucraina o quella per il Nagorno Karabakh tra Armenia e Azerbaijan; guerre civili, come in Libia, Siria, Afghanistan, Myanmar, Etiopia o Yemen, solo per citarne alcune; Paesi politicamente instabili, come Venezuela, Libano e vari Stati del Sahel dove permane anche la minaccia del terrorismo e di scontri etnici; Stati con un alto grado di violenza interna, come il Messico; e, infine, crisi diplomatiche di lungo corso, come quelle tra gli Stati Uniti e l'Iran o la Corea del Nord.

I conflitti dei primi mesi del 2022

Se la panoramica del 2021 evidenzia ampie zone del Pianeta che si trovano in una condizione critica, la seconda infografica che vi mostriamo ne segue purtroppo la scia. Si tratta della mappa, realizzata da Statista, che mostra tutti i Paesi in cui sono stati riportati scontri che abbiano coinvolto forze armate statali e/o gruppi armati ribelli nel breve periodo tra il 1 gennaio e il 4 febbraio 2022.

Infographic: The World at War in 2022 | Statista

Ciò che appare evidente dalla mappa è la localizzazione prevalente dei conflitti nel mondo. La stragrande maggioranza degli scontri avviene infatti in Africa e in Asia, in Paesi strutturalmente deboli dal punto di vista socio-economico, anche se spesso ricchi di risorse naturali, con tassi di povertà elevati e contemporaneamente con una demografia in espansione.

L'instabilità di questi contesti non può che farci preoccupare, non solo per il dramma dei conflitti in sé e delle conseguenze locali (perdita di vite umane e sofferenza), ma anche per gli effetti che queste crisi hanno a livello globale, in termini di richiesta e necessità di risorse e di aiuti, di espansione dei flussi migratori, di emersione di gruppi armati violenti ed estremisti e di perdita progressiva delle libertà e dei diritti individuali.

10 conflitti e crisi attualmente in corso da monitorare nel 2022

Un terzo spunto di riflessione focalizza la nostra attenzione su alcuni contesti. Si tratta della lista dei 10 conflitti e crisi che potrebbero peggiorare nel corso del 2022. L'elenco è opera di ACLED, un’organizzazione dedicata alla raccolta, analisi e mappatura di dati relativi a guerre, scontri e violenze nel mondo. Come vedrete, nella lista non compaiono alcuni contesti in cui la guerra ha colpito duramente negli ultimi anni, come la Libia e la Siria. Questo ovviamente non significa che, anche al loro interno, la situazione purtroppo non rimanga critica.

10 conflitti nel mondo nel 2022
in foto: Le 10 aree del mondo con una condizione interna critica e a rischio di peggioramento nel 2022 (fonte: ACLED)

Nel dettaglio e partendo da ovest, secondo l'ACLED i 10 contesti di crisi o conflitto da tenere sotto osservazione sono:

  1. Haiti: il Paese è preda di una grave crisi politica, aggravata dall'assassinio dell'ormai ex Presidente Moïse, avvenuta il 7 luglio 2021. Il livello di sicurezza è in generale molto basso, il numero di violenze contro i civili è in aumento e così gli scontri armati tra bande criminali organizzate e forze di polizia.
  2. Colombia: l'Accordo di Pace siglato nel 2016 tra il governo e le FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) ha diminuito il grado di insicurezza e conflitto sociale nel Paese, ma l'incapacità di implementare pienamente il processo di pace sta facendo riemergere delle tensioni, con un impatto diretto sulla popolazione civile, sempre più preda di atti di violenza. Le nuove elezioni del 2022 saranno un banco di prova per la tenuta interna del Paese.
    Bogotà, capitale della Colombia
    in foto: Bogotà, capitale della Colombia
  3. Sahel (in particolare Mali, Burkina Faso, Niger): il Sahel (la fascia territoriale di passaggio tra il Sahara e la savana africana) è uno dei contesti più in subbuglio del globo, tra continui colpi di Stato, scontri etnici, emersione e diffusione di gruppi criminali organizzati e afferenti al terrorismo islamico, interventi di truppe o di mercenari stranieri (sono in aumento i russi e in diminuzione i francesi) e condizioni ambientali e socio-economiche sempre più critiche.
  4. Nigeria: il Paese è caratterizzato da una condizione di instabilità cronica con ampie aree controllate da organizzazioni terroristiche islamiche (molto nota è Boko Haram), gruppi criminali organizzati e milizie etniche ribelli. Spesso, peraltro, il confine classificatorio tra questi tipi di gruppi è sfumato e difficile da stabilire.
  5. Sudan: il 25 ottobre 2021 l'esercito ha preso il potere con un colpo di Stato, scatenando manifestazioni di protesta in tutto il Paese. Queste ultime continuano tutt'oggi ma, soprattutto inizialmente, sono state represse con l'uso della forza. Nel frattempo vaste aree di confine (ad esempio il Darfur) sono oggetto di scontri di potere tra le forze armate ufficiali e gruppi armati locali di vario genere.
    Khartoum, capitale del Sudan
    in foto: Khartoum, capitale del Sudan
  6. Libano: il Paese sta vivendo una drammatica crisi economico-finanziaria e, di conseguenza, umanitaria. Periodiche manifestazioni di protesta scoppiano in tutto il Paese e spesso sfociano in scontri armati contro le forze di sicurezza governative. Se la situazione non dovesse migliorare è possibile lo scoppio di un conflitto interno.
  7. Etiopia: lo Stato è attraversato da forti spinte autonomiste ed è in una fase di guerra civile dal novembre 2020. Le due principali fazioni in lotta sono il governo federale e il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (che ha tenuto in mano il Paese per trent'anni, ma ha perso il potere nel 2018). Al momento la situazione è in stallo e si sta cercando di innescare un processo di pace.
  8. Yemen: il Paese vive da 8 anni una guerra civile drammatica in cui sono coinvolte forze locali in lotta per il potere, potenze regionali (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran) e anche internazionali. Gli attori regionali e internazionali sono soprattutto interessati al controllo, diretto o indiretto, dello stretto di Bab el-Mandeb (che collega il Golfo di Aden e il Mar Rosso).
    Yemen
  9. Afghanistan: dopo una guerra durata 20 anni e il ritiro statunitense, le forze talebane stanno riprendendo possesso del Paese,  contrastando ogni forma di opposizione territoriale e di protesta e riducendo al minimo i diritti civili e sociali della popolazione (in particolare delle donne e di alcune minoranze etniche e religiose).
  10. Myanmar: il 1 febbraio 2021 l'esercito (già macchiatosi del genocidio Rohingya) ha preso il potere nel Paese, incriminando e arrestando molti membri delle forze di governo tra cui la Premio Nobel Aung San Suu Kyi. In tutto lo Stato sono scoppiate manifestazioni e proteste, per lo più pacifiche, spesso tuttavia represse nel sangue. Contemporaneamente vari gruppi etnici minoritari, soprattutto nelle zone di confine del Paese, si sono organizzati con milizie proprie e ribellati ai militari.
    Burma, Myanmar
    in foto: Il Myanmar, l’antica Birmania, viene chiamato localmente Burma
Articolo a cura di
Alessandro Beloli