
È in corso la terza ondata di calore di questa estate 2026, anche se potrebbe essere scambiata tranquillamente come un’altra impennata termica di un'unica, gigantesca bolla di caldo che ci attanaglia da quasi due mesi. L'Italia si trova dentro un "forno statico" a causa di un immenso promontorio di alta pressione di matrice subtropicale continentale, l'anticiclone africano, con 7 città da bollino rosso domani, mercoledì 15, con picchi di 45°C in Sicilia, e 15 nella giornata di giovedì 16, anche se nel corso del fine settimana è atteso un cambio netto di scenario a partire dalle regioni del Nord, con un cambio delle temperature, temporali e nubifragi – i temporali inizieranno già domani, nel Triveneto.
Ma vi siete mai chiesti perché questo fenomeno sia così opprimente e prolungato? Non si tratta solo di aria calda che viaggia dal deserto del Sahara verso di noi. Il segreto sta in un preciso meccanismo termodinamico chiamato subsidenza atmosferica: l'aria, schiacciata verso il suolo dai moti discendenti generati dall'alta pressione, subisce una "compressione adiabatica". Significa che la massa d'aria, comprimendosi a causa del peso della colonna atmosferica sovrastante, si scalda e si deumidifica autonomamente, intrappolando e accumulando calore giorno dopo giorno nei bassi strati della troposfera. Il risultato? Una cupola termica statica.
Un valore eccezionale: +30°C a 1500 metri d'altezza
Per capire la portata di un’ondata di caldo, si analizza un parametro fondamentale: la temperatura alla quota di riferimento di 850 hPa (circa 1500 metri di altitudine), utile per stimare la temperatura reale della massa d'aria senza l'influenza del riscaldamento diretto del terreno o di variabili orografiche. Ebbene, in questi giorni le carte mostrano una temperatura di +30°C a 1500 metri d'altezza proprio sopra la Sardegna. Si tratta di un valore eccezionale, quasi inedito per la climatologia estiva di questa latitudine, che fa capire quanta energia termica sia effettivamente intrappolata sopra le nostre teste prima ancora di toccare il suolo.

I termometri al suolo: dove si registreranno le temperature più alte?
Questa enorme bolla calda in quota si traduce, al livello del mare, in temperature al suolo estremamente pesanti. Domani le città con il bollino rosso per le ondate di calore saranno 7 (Bologna, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Roma, Torino) e quelle col bollino arancione saranno 12 (Ancona, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Milano, Palermo, Pescara, Rieti, Verona, Viterbo). Giovedì 16 luglio le città con il bollino rosso diventeranno 15 (alle già nominate si aggiungeranno Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo); quelle con bollino arancione invece scenderanno a cinque (Bolzano, Milano, Trieste, Venezia e Verona).
Ecco alcune delle temperature più alte previste tra martedì 14 e venerdì 17 luglio: a differenze delle ondate di calore precedenti, questa volta i picchi più estremi si concentreranno inevitabilmente tra il Sud e le Isole Maggiori. La temperatura più elevata in assoluto si registrerà nelle aree interne di Sardegna e Sicilia. A Catenanuova, nell'ennese, si sfioreranno picchi di ben 45°C e rimanendo sulle isole, la piana di Oristano toccherà i 41°C, mentre Nuoro salirà addirittura a 42°C, con Carbonia e la costa di Cagliari che si attesteranno sui 39-40°C.
Spostandoci sul settore peninsulare, il quadro resta rovente. In Puglia la città di Foggia potrebbe registrare picchi di 42°C, seguita da Caltanissetta a 41°C e da Matera a 40°C. Anche risalendo verso il Centro Italia non si troverà tregua: l'aria bollente rimbalzerà nelle vallate interne portando i 40°C a Firenze, Terni e Ascoli Piceno, mentre Frosinone si fermerà appena un gradino sotto, a 39°C. E il Nord? Nelle regioni settentrionali le massime si attesteranno su valori apparentemente più bassi, oscillando tra i 35°C e i 38°C, ma con una precisazione fondamentale che cambierà completamente le carte in tavola, ovvero un maggior tasso di umidità.
L'anomalia termica: i nostri mari sono a 30°C
Se pensate di trovare refrigerio facendo un tuffo in mare, potreste rimanere delusi. La temperatura superficiale dei bacini marittimi intorno all'Italia ha raggiunto la soglia critica dei 28-30°C a seconda delle zone.
Perché questo dato è così rilevante dal punto di vista della fisica termica? L'acqua possiede un calore specifico molto elevato: accumula quantità gigantesche di calore durante il giorno e lo rilascia con estrema lentezza. Questo fenomeno annulla l'effetto mitigatore del mare. Di notte, l'acqua calda cede calore all'aria costiera, impedendo alla temperatura di scendere. È il motivo per cui stiamo registrando continue notti tropicali o notti super-tropicali, con minime termiche che non scendono sotto i 25-27 °C e umidità costantemente elevata.
Quanto durerà la terza ondata di caldo: il cambio di scenario da mercoledì 15
Mentre il Centro-Sud sarà bloccato nella morsa dell'anticiclone, un primissimo segnale di estrema instabilità si manifesterà già a metà settimana. Nel pomeriggio e nella serata di mercoledì 15 luglio, il Triveneto entrerà in una zona di alto rischio temporalesco: i modelli mostrano infatti mappe a fondo scala sui valori di energia potenziale convettiva disponibile (CAPE) e vorticità. Tutto ciò potrebbe scatenare temporali localmente violenti, con associate grandinate di grosse dimensioni e forti raffiche di vento.
Tornando a guardare lo scenario nazionale e non regionale, secondo le simulazioni dei modelli a medio termine questa situazione ha i giorni contati, almeno per una parte d'Italia. Nel corso del fine settimana è atteso un cambio netto di scenario a partire dalle regioni del Nord. Una profonda saccatura di origine atlantica, colma di aria più fresca e instabile, riuscirà a perforare il bordo settentrionale della cupola anticiclonica.

Ma l'arrivo dell'aria fresca spazzerà via il caldo senza conseguenze? Purtroppo la transizione non sarà affatto indolore. L'aria fresca e densa in arrivo andrà a scalzare l'aria caldo-umida preesistente al suolo, spingendola violentemente verso l'alto. I nostri mari a 30°C fungeranno da immenso serbatoio di vapore acqueo ed energia potenziale per intensi fenomeni temporaleschi, prima al Nord e poi anche al Centro e sulle regioni adriatiche, più ai margini il Sud e le tirreniche. Il primo vero calo termico si avvertirà solo dall’inizio della prossima settimana.