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7 Giugno 2026
6:00

Quando Marco Pantani vinse il Giro d’Italia 1998, la storica impresa del Pirata nella tappa di Montecampione

Marco Pantani ha vinto il suo primo e unico Giro d'Italia il 7 giugno 1998 dopo una battaglia con il russo Tonkov a Plan di Montecampione. Poche settimane dopo avrebbe conquistato anche il Tour de France, entrando nella storia del ciclismo. Un anno dopo, in testa alla stessa corsa rosa, la sua carriera si sarebbe interrotta per sempre.

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Quando Marco Pantani vinse il Giro d’Italia 1998, la storica impresa del Pirata nella tappa di Montecampione
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Marco Pantani, soprannominato "Il Pirata" è stato uno dei ciclisti più iconici e talentuosi della storia italiana. Il 1998 ha segnato il punto più alto della sua carriera, trionfando sia all’81ª edizione del Giro d'Italia – ipotecando la vittoria dopo un epico duello contro il russo Pavel Tonkov a Plan di Montecampione – che al Tour de France nello stesso anno, ha messo a segno una storica "doppietta" riuscita prima di lui solo a ristrette leggende di questa disciplina, come Fausto Coppi ed Eddy Merckx.

Tuttavia, la sua parabola ha subìto un crollo improvviso e drammatico nel 1999. Mentre dominava in Maglia Rosa, è stato sospeso dalla corsa a Madonna di Campiglio a causa di un controllo ematico che registrava un ematocrito oltre la soglia massima del 50%. Da quella controversa esclusione, considerata dal ciclista un complotto, Pantani non si è mai veramente ripreso, culminata con il suo tragico ritrovamento senza vita a Rimini, a soli 34 anni, il 14 febbraio 2004. Ancora oggi, il Giro d'Italia onora il suo inestimabile lascito sportivo con la speciale "Montagna Pantani", dedicata ogni anno a una delle salite chiave della corsa.

Chi era Marco Pantani nel 1998

Marco Pantani nasce a Cesena nel 1970 e diventa un ciclista professionista nel 1992. È uno scalatore puro: un tipo di corridore specializzato nelle salite, con un fisico estremamente leggero (56 chili per 172 centimetri) che gli permette di affrontare le montagne a ritmi che quasi nessuno, in quegli anni, riesce a tenere. Il suo stile è inconfondibile: scatti secchi in piedi sui pedali e con le mani posizionate nella parte bassa del manubrio, spesso preceduti da un gesto diventato iconico: quello di togliersi l’iconica bandana dalla testa prima di ogni attacco decisivo. In quegli anni il casco non era ancora obbligatorio.

Al Giro d'Italia 1994 vince due tappe e finisce secondo in classifica generale. Le stagioni successive sono però segnate dagli infortuni: nel 1995 viene travolto da un'auto durante la Milano-Torino e si frattura gravemente le gambe. Nel 1997, tornato al Giro, è costretto al ritiro per una caduta causata da un gatto finito nel gruppo. Nello stesso anno partecipa al Tour de France, chiudendo al terzo posto. Arriva al Giro 1998 come possibile protagonista, ma le sue difficoltà nelle tappe a cronometro (quel Giro prevede ben 81 km contro il tempo suddivisi in 3 tappe) lo rendono un candidato al podio, non alla vittoria finale. Al Tour ’97 Pantani aveva perso complessivamente oltre 8 minuti dal vincitore Jan Ullrich solo nelle 3 tappe a cronometro.

Il Giro d'Italia 1998: come Pantani lo ha vinto

L'81ª edizione della Corsa Rosa parte il 16 maggio da Nizza. Il favorito principale è lo svizzero Alex Zülle, vincitore della Vuelta a España nel 1996 e 1997. Tra gli altri avversari di livello c’è anche il russo Pavel Tonkov, vincitore del Giro nel 1996 e 2° classificato nel ‘97, corridore solido sia in salita che a cronometro.

La corsa ha la sua svolta il 2 giugno, nella tappa alpina che va da Asiago a Selva di Val Gardena: 220 chilometri con 5 Gran Premi della Montagna tra cui il Passo Sella, il punto più alto di quel Giro con i suoi 2214 metri di altitudine. Pantani, già vincitore della tappa con arrivo a Piancavallo, attacca sulla Marmolada, fa il vuoto sugli altri uomini di classifica e indossa per la prima volta in carriera la maglia rosa, rifilando cinque minuti a Zülle. Lo svizzero non si riprenderà più, chiudendo il Giro con oltre mezz'ora di ritardo.

Con Zülle fuori dai giochi, emerge però Tonkov, che recupera nelle tappe successive e si porta a soli 27 secondi in classifica generale. La resa dei conti arriva il 6 giugno nella lunga tappa da Cavalese a Plan di Montecampione, ultimo arrivo in salita di quel Giro. I due danno vita a un lungo duello che resterà nella storia del ciclismo, staccando di oltre 3 minuti qualsiasi altro avversario. Attacchi e contrattacchi, con Tonkov che alzerà bandiera bianca solo ai 2 km dal traguardo. Pantani arriva solo, con 57” di vantaggio sul russo.
Domenica 7 giugno, a Milano, Marco Pantani vince il Giro d'Italia.

La doppietta con il Tour: la missione impossibile che rende Il Pirata una leggenda

Vincere Giro e Tour nello stesso anno è considerato uno degli obiettivi più difficili del ciclismo professionistico. I due grandi giri si svolgono a distanza di poche settimane l'uno dall’altro, il che rende complicato il recupero post-Giro e la preparazione pre-Tour.
I calendari così stretti e i percorsi selettivi portano gli atleti che puntano alla classifica generale a scegliere quale delle due corse preparare, con poche eccezioni recenti: Tadej Pogacar nel 2024, autore della doppietta, e Jonas Vingegaard, fresco vincitore del Giro e che sarà al via del Tour il prossimo 4 luglio.

Al Tour 1998 il favorito è Jan Ullrich, tedesco campione uscente, che dominerà infatti la prima parte della Grand Boucle. Pantani arriva alla quindicesima tappa, da Grenoble a Les Deux Alpes, con cinque minuti di ritardo in classifica generale, accumulati quasi tutti nelle due prove a cronometro precedenti.

Quella tappa, corsa sotto la pioggia battente, attraversa alcune delle montagne iconiche della storia del Tour, come la Croix de Fer e il Col du Galiber. Proprio sul Galibier, a 47 chilometri dal traguardo, Pantani attacca: vincerà per distacco con quasi 2’ sul secondo classificato, Ullrich arriverà al traguardo 9 minuti dopo. Pantani indossa la maglia gialla per la prima volta in carriera e riuscirà a difenderla fino a Parigi, con l’iconico arrivo sugli Champs-Élysées.

L’ultimo italiano a vincere il Tour era stato Felice Gimondi nel 1965, che per l’occasione sarà sul podio a premiare Pantani, regalando all’Italia una delle immagini più iconiche e riconoscibili del ciclismo moderno.

Felice Gimondi con Marco Pantani sul podio del Tour de France 1998 Credit: Getty Images
Felice Gimondi con Marco Pantani sul podio del Tour de France 1998
Credit: Getty Images

Prima di Pantani, la doppietta Giro-Tour era riuscita solo ad alcune leggende di questa disciplina: Fausto Coppi (1949 e 1952), Jacques Anquetil (1964), Eddy Merckx (1970, 1972 e 1974), Bernard Hinault (1982 e 1985), Stephen Roche (1987) e Miguel Indurain (1992 e 1993). Dopo Pantani, ci è riuscito solo Tadej Pogacar nel 2024.

Il Giro 1999, la sospensione e la morte: cos’è successo

Un anno dopo Pantani è di nuovo al Giro e lo sta dominando. Il 4 giugno 1999 vince la tappa con arrivo a Madonna di Campiglio, 4° sigillo personale in quell’edizione quando mancano due tappe al termine della corsa rosa. La mattina del 5 giugno i medici dell'Unione Ciclistica Internazionale effettuano dei controlli ematici di routine. Per Pantani il risultato è un ematocrito del 52%, sopra il limite consentito del 50%.

L'ematocrito è la percentuale di globuli rossi nel volume totale del sangue, con un valore che negli uomini adulti oscilla normalmente tra il 42% e il 52%. I globuli rossi trasportano l'ossigeno dai polmoni ai muscoli: più sono numerosi, più ossigeno arriva ai muscoli, e più le performance sportive di un atleta di resistenza rendono.

ematocrito
Schema della composizione del sangue. L’ematocrito è la porzione di globuli rossi.

Negli anni '90, nel ciclismo si era diffuso l'utilizzo dell'EPO (eritropoietina) un ormone che stimola la produzione di globuli rossi e che, iniettato artificialmente, permetteva di aumentare in modo significativo le prestazioni in sella. All’epoca però non esisteva ancora un test diretto per rilevare l'EPO ai controlli antidoping, l’unico strumento disponibile era quindi la misurazione indiretta dell'ematocrito, con la logica che un valore molto alto potesse segnalare un uso della sostanza.

epo
Schema del funzionamento dell’eritropoietina che stimola la produzione di globuli rossi.

Nel 1997, anche su richiesta della stessa associazione dei corridori, l'UCI aveva stabilito una soglia del 50%: chi la superava veniva sospeso per 15 giorni, non come sanzione per doping accertato, ma come misura precauzionale di salute, perché valori molto alti di ematocrito rendono il sangue più viscoso e aumentano il rischio di trombosi. La regola era chiara, ma il sistema era impreciso: l'ematocrito può variare per molti fattori naturali, tra cui la disidratazione, l'altitudine e variazioni individuali, e non c'era modo di distinguere con certezza un valore alto dovuto all'EPO da uno dovuto ad altre cause.

Marco Pantani viene quindi sospeso per ematocrito troppo alto, e perde la possibilità di aggiudicarsi il Giro d’Italia 1999. La vicenda è tutt'oggi molto controversa, perché Pantani aveva misurato il proprio ematocrito la sera prima del controllo, e lo rifarà misurare all’ospedale di Imola poche ore dopo il test dell’UCI, con dati attorno al 48%. La sua squadra, la Mercatone Uno, si ritira in blocco dalla corsa per protesta. Paolo Savoldelli, diventato il nuovo leader del Giro, si rifiuta di indossare la maglia rosa perché ritiene ingiusta la squalifica.

Cosa sia successo esattamente quella mattina del 5 giugno 1999 non è mai stato chiarito, ma Pantani non si riprese mai veramente da quella esclusione, certo di essere vittima di un complotto ai suoi danni. Vittima di una grave depressione, tornerà a correre in modo discontinuo, con qualche acuto nel 2000 in cui vinse due tappe alpine al Tour de France. Il 14 febbraio 2004 Marco Pantani viene trovato senza vita in una stanza del Residence Le Rose di Rimini, a 34 anni.

Il Giro d'Italia ricorda Pantani assegnando ogni anno a una delle salite più importanti della corsa il titolo di "Montagna Pantani”, un riconoscimento concesso in precedenza solo a Fausto Coppi con la "Cima Coppi”, il punto con l’altitudine più elevata toccato dal Giro di anno in anno.

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