stop plastica

Oggi, 14 gennaio 2022, scatta in Italia il divieto sulla produzione e la vendita di molti prodotti in plastica monouso, non compostabile e non biodegradabile con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 196 pubblicato il 30 novembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale. Dovremo dire addio a contenitori, cannucce, piatti, posate e tutti quei materiali non conformi alla nuova regolamentazione, che non verranno più messi in commercio.
La mancata osservanza della norma prevede una sanzione pecuniaria da 2.500 fino a 25.000 euro. Per gli esercenti in possesso di scorte preesistenti, sarà possibile utilizzarle fino ad esaurimento.

Meno plastica in futuro

In data odierna, 14 gennaio 2022, viene attuata la direttiva UE 2019/904 del 5 giugno 2019 relativa alla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente, chiamata anche Single Use Plastic o Sup.
Il motivo? Ridurre l'impatto da plastica sull'ambiente e in particolar modo su mari e oceani, ormai invasi da materie plastiche di vario genere.

L'intento è quello di muoversi verso una società plastic free, riducendo sempre più l'impiego della plastica e dei suoi prodotti monouso che generano il grosso dei rifiuti plastici in modo da diminuire l'incidenza sull'ambiente.
Si stima che finisca negli oceani dal 2% al 5 % della plastica prodotta la quale, disgregandosi, dà origine alle microplastiche, di gran lunga uno dei maggiori problemi che i nostri ecosistemi stanno subendo. Parliamo di danni ecologici a scala globale che intaccano tutti i livelli dell'ecosistema (arrivando fino a noi) e che alterano ulteriormente i sottili equilibri naturali, già duramente colpiti a causa dell'uomo.

sos plastica

Verranno vietati tutti quei prodotti in plastica monouso che non siano stati realizzati in materiale biodegradabile e compostabile, che non sono quindi conformi alle norme UNI EN 13432 e EN 14995, previste dall'Ente Italiano di Normazione. Le percentuali di materia prima rinnovabile per i materiali plastici dovranno essere, per norma, uguali o superiori al 40%. Questa percentuale aumenterà con gli anni, raggiungendo il 60% nel 2024.

Compresi nel divieto oltre alla plastica "classica" abbiamo anche polistirene espanso e plastica oxo-degradabile, che contiene cioè additivi chimici per accelerarne la frammentazione con relativa disintegrazione. Si regolamenta inoltre la marcatura dei prodotti per il loro corretto smaltimento e l' "eco etichetta", così come lo sviluppo e l'ottimizzazione di nuovi contenitori e imballaggi in linea con la norma.

Gli oggetti messi al bando

Ecco dunque a quali prodotti in plastica diremo addio a partire dall'entrata in vigore del decreto. Tra i più comuni oggetti "incriminati" abbiamo: borse, piatti e bicchieri, contenitori per alimenti, tappi e coperchi, cannucce, cotton fioc e bastoncini in ovatta, aste in plastica (come quelle per sostenere i palloncini) e attrezzatura da pesca.

plastica monouso

Una breve riflessione sulla plastica

Il grosso problema della plastica riguarda sia la sua produzione che il suo smaltimento: si stima che il 90% della plastica derivi da combustibili fossili vergini e che, in Europa, solo il 31% della plastica sia riciclata, con un buon 42% dei rifiuti in plastica sottoposto a incenerimento e un 27% collocato in discarica (EPRS, 2018).
L'idea di limitarne la produzione e il consumo è ottima ma ricordiamo che, come sostiene il Parlamento Europeo:

Sebbene la plastica biodegradabile e compostabile possa contribuire a sostenere la transizione verso un'economia circolare, essa non può essere considerata un rimedio contro i rifiuti marini, né dovrebbe legittimare applicazioni monouso non necessarie.

Bibliografia
La plastica nell'economia circolare – Parlamento Europeo 2018

Articolo a cura di
Nicole Pillepich