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3 Agosto 2022
11:41

Tensione a Taiwan: perché la visita di Nancy Pelosi incrina il rapporto tra USA e Cina

Nancy Pelosi vola a Taiwan, aprendo una pericolosa escalation intorno all'isola. Cosa succederà? E perché Taiwan è così importante per cinesi e americani?

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Tensione a Taiwan: perché la visita di Nancy Pelosi incrina il rapporto tra USA e Cina
Taiwan, USA e Cina

L'arrivo a Taiwan di Nancy Pelosi, la speaker della Camera degli Stati Uniti, ha aumentato la tensione internazionale tra Usa, Cina e Taiwan. Ma per quale motivo? E perché quello che sta avvenendo è importante? Vi abbiamo già spiegato nel dettaglio la "questione Taiwan" e l'importanza geopolitica dell'isola asiatica per la Cina continentale e per gli Stati Uniti. Riassumendo all'osso, Pechino considera Taiwan parte integrante della Cina, anche se non ha nessun controllo sul Paese, e vorrebbe ottenerne il possesso per espandersi nell'oceano Pacifico. Gli USA, d'altro canto, vorrebbero evitare a tutti i costi che questo accadesse. In questo articolo cerchiamo di capire nello specifico le conseguenze dirette della visita di Nancy Pelosi sui rapporti tra le due superpotenze.

Cosa sta succedendo a Taiwan

Nancy Pelosi è la speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti e non è un dettaglio: si tratta della terza carica più importante degli USA dopo quelle del Presidente e del Vicepresidente. Il viaggio di rappresentanza in Asia della politica americana ha quindi un valore di tutto rispetto. Ecco, l'itinerario ha subito una variazione dell'ultimo minuto: la speaker della Camera, infatti, ha deciso di recarsi a Taiwan, isola del Mar Cinese Orientale e Stato de facto (un Paese, cioè, che di fatto è indipendente e autonomo, ma che a livello internazionale non è riconosciuto dalla maggior parte della comunità internazionale).

Taiwan indipendente

Pechino considera Taiwan parte della Cina senza però aver nessun controllo sull'isola da decenni. Il viaggio di Pelosi, non concordato per via diplomatica con le autorità cinesi, e le sue dichiarazioni rispetto al Paese, affidate a Twitter, hanno espresso invece il concetto opposto: Taiwan è, secondo Pelosi, una "vibrante democrazia" e un "partner" che gli Stati Uniti "supporteranno senza se e senza ma". La speaker, dunque, ha dipinto Taiwan come uno Stato indipendente e questo è assolutamente inaccettabile per la Cina.

In tutta risposta, i cinesi hanno annunciato delle imponenti esercitazioni militari intorno all'isola. Inizialmente tali esercitazioni dovevano svolgersi dal 4 al 6 agosto, ma spostamenti di navi verso i mari a sud di Taiwan sono iniziati già nella tarda serata del 2 agosto. Pechino, intanto, ha ammassato truppe lungo la costa orientale, mentre i caccia dell'Esercito Popolare di Liberazione (EPL) stanno sorvolando i soli 150 km che separano la città costiera cinese di Xiamen dalle coste taiwanesi. Anche l'artiglieria è sul posto: dalla sera del 2 agosto, infatti, stando a fonti cinesi, l'EPL sarebbe pronto a lanciare dei missili a lungo raggio diretti verso le acque a est di Taiwan. Contemporaneamente il Ministero della Difesa taiwanese è entrato ufficialmente in stato d'allerta.

Scontro Cina Taiwan

Come se non bastasse, la portaerei americana Reagan e diversi caccia americani si sono mossi dal Giappone verso Taiwan, ufficialmente per proteggere Nancy Pelosi. La situazione è in evoluzione e non si può escludere del tutto un'escalation militare, anche se l'ipotesi rimane remota. Pechino, intanto, ha convocato l'ambasciatore americano: si tratta di un segnale che mostra come la diplomazia possa ancora svolgere un ruolo per prevenire un'ulteriore escalation della situazione. Solo qualche giorno fa Xi Jinping aveva detto a Biden: "a forza di giocare con il fuoco, si rischia di rimanere bruciati".

Perché è importante per gli USA e la Cina

Quello che sta succedendo è importante perché la partita geopolitica tra Cina e Stati Uniti per la supremazia mondiale ruota proprio intorno a Taiwan. Ogni tensione nella zona rischia quindi di tradursi in un'escalation militare. Taiwan è una linea rossa sia per i cinesi – che la vedono come la piattaforma perfetta da cui espandersi negli oceani – sia per gli americani, che ovviamente non vogliono che ciò accada.

Mappa Taiwan

Inoltre, non bisogna dimenticare che a novembre ci saranno sia il Congresso del Partito Comunista Cinese sia le elezioni di mid-term in America, e la classe politica di entrambi i Paesi è alla ricerca di consenso. Xi Jinping, infatti, deve riconfermarsi leader, e questa crisi può costituire per lui un difficile banco di prova, dato che dovrà cercare di evitare sia uno scontro armato – che la Cina non è ad oggi in grado di sostenere – sia un'umiliazione che potrebbe indebolire la sua posizione.

Dal punto di vista americano, invece, il viaggio di Nancy Pelosi ha evidenziato le difficoltà e le divisioni interne agli USA: dopo la telefonata tra Biden e Xi Jinping di qualche giorno fa, il Presidente americano e il Pentagono erano parsi scettici sull'opportunità che la speaker della Camera facesse tappa a Taiwan. Tuttavia Pelosi è partita lo stesso e la Casa Bianca ha fatto sapere di non voler essere considerata responsabile della visita anche se, a cose fatte, ha sottolineato che la speaker aveva tutto il diritto di andare a Taiwan, attuando una mossa di equilibrismo politico. D'altro canto, la Cina ha espressamente chiesto alla Casa Bianca di assumersi la responsabilità del viaggio del suo rappresentante.

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