
Ulisse, in greco Odisseo, è l'eroe greco protagonista del poema omerico Odissea: dotato di grande astuzia e tenacia, il re di Itaca lascia Troia dopo aver vinto la guerra narrata nell’Iliade, grazie allo stratagemma del cavallo da lui stesso ideato.
Non è del tutto chiaro da dove provenga il nome Odisseo (Ὀδυσσεύς): è possibile che sia stato scelto perché potrebbe significare “colui che odia” oppure “colui che è odiato”, in riferimento al verbo ὀδύσσομαι – odýssomai, ma ha anche assonanza con il termine greco οὖτις-outis che significa "nessuno", ovvero il nome adottato da Ulisse per ingannare il ciclope Polifemo.
Nella traduzione in latino fu scelta la parola Ulisse, che ha assonanza con l’aggettivo ulceratus “irritato”, con l’intento di trovare una parola latina che desse la stessa idea di “Odisseo” in greco. Entrambi i nomi alluderebbero quindi all’animo focoso dell’eroe.
L'Odissea narra il lungo viaggio per mare verso casa, l’isola di Itaca, che raggiunge dopo dieci anni, anche grazie al suo carattere indomito, astuto e fumantino, che gli consentirà di cavarsela superando molte peripezie: il viaggio viene raccontato anche nell'adattamento del regista Christopher Nolan, in uscita nelle sale oggi 16 luglio 2026.
L’inizio della storia di Ulisse dopo la guerra di Troia
Ulisse è figlio di Anticlea, nipote del dio Ermes, e di Laerte, uno degli Argonauti che insieme a Giasone recuperarono il Vello d’Oro. Si sposò con Penelope e dal loro matrimonio nacque Telemaco.
Al momento dello scoppio della guerra di Troia, Ulisse consultò un oracolo, che gli predisse che, se mai fosse partito, non sarebbe tornato a casa prima di vent’anni. Allora Ulisse provò a fingersi pazzo per evitare sia di infrangere il giuramento prestato agli altri greci sia di partire, ma questo stratagemma non funzionò.
Alla fine della guerra, vinta dai greci dopo dieci anni, si imbarca per tornare a casa a Itaca, dalla moglie e dal figlio: il viaggio di ritorno durerà altri dieci anni, compiendo così la profezia dell’oracolo.
Le 12 tappe del viaggio di Ulisse
1. Ulisse affronta i Ciconi
La flotta di Ulisse giunge nella terra della popolazione dei Ciconi, che si erano schierati con Priamo, re dei troiani. Ulisse li attacca per derubarli, ma risparmia Marone, sacerdote di Apollo, che gli dona del vino dolcissimo come segno di riconoscenza.
2. Nella terra dei Lotofagi
Arriva poi nella terra dei Lotofagi, ovvero mangiatori di Loto, frutto che fa dimenticare tutto agli uomini. I Lotofagi sono ospitali, ma subdoli: offrono infatti il Loto al gruppo, in modo che gli uomini dimentichino la strada del ritorno. Così Ulisse lega i compagni alle navi e li porta via a forza.
3. L’avventura con il ciclope Polifemo

Poi Ulisse sbarca sull’isola di Polifemo, un terribile ciclope, creatura con un occhio solo, figlio del re del mare Poseidone. Il ciclope intrappola Ulisse e i compagni nella sua grotta per divorarli. Grazie al vino che aveva donato loro Marone, Ulisse fa ubriacare Polifemo e, mentre conversano, rivela al ciclope il suo nome, dicendogli di chiamarsi “Nessuno”. Polifemo cade addormentato e gli uomini di Ulisse lo accecano. Il mattino successivo, Polifemo fa uscire una ad una le sue pecore dalla grotta per farle pascolare, tastando la schiena per essere certo che escano solo le pecore e non gli uomini. Ulisse e i suoi si nascondono appesi sotto la pancia delle pecore, e fuggono. Quando verrà chiesto a Polifemo chi lo ha accecato, lui risponderà: “Nessuno”, creando un fraintendimento.
4. Sull’isola di Eolo, il dio dei venti
La tappa successiva è sull’isola di Eolo, dove Ulisse riceve dal dio in persona l’otre che contiene tutti i venti: il dio comanda ad Ulisse di non aprirlo mai, per nessuna ragione. La nave, dopo un mese sull'isola, riparte alla volta di Itaca: stanno quasi per raggiungerla ma gli uomini di Ulisse, curiosi e incapaci di resistere alla tentazione, aprono l’otre. Si liberano così i venti sfavorevoli, e la flotta viene spinta di nuovo al largo.
5. L’isola dei Lestrigoni e la distruzione della flotta
Le navi approdano così sull’isola dei Lestrigoni, mostruosi giganti che abbattono tutte le navi della flotta, tranne quella di Ulisse, che riparte con il gruppo oramai decimato.
6. L’incontro con la maga Circe
L’unica nave di Ulisse arriva poi nell'isola di Circe, una maga seducente che trasforma i compagni di Ulisse in maiali. Il dio Ermes, messaggero degli dei e nonno della madre di Ulisse, gli dona un’erba magica che permette a Ulisse di non trasformarsi: l'eroe riesce quindi a sfuggire alle insidie di Circe, e la convince a restituire ai suoi compagni sembianze umane.
7. Ulisse discende negli inferi e incontra l’indovino Tiresia
Ulisse decide poi di dirigersi verso il regno dei morti per interrogare l’indovino cieco Tiresia e avere informazioni sul suo futuro: Tiresia gli dice che Poseidone è infuriato con lui per aver accecato Polifemo, lo mette in guardia sull’incontro con i buoi del dio Sole, dicendo di lasciarli illesi perché se li toccheranno torneranno in patria solo dopo molto tempo, e gli predice che la sua morte sarà serena e in vecchiaia.
8. Ulisse e le sirene

Dopo la discesa agli inferi, Ulisse e la sua nave incontrano le sirene, creature ammalianti, che con il loro canto ipnotizzano i marinai per poi annegarli. Ma Ulisse, grazie a un’indicazione ricevuta da Circe, riesce a neutralizzarle tappando con la cera le orecchie dei suoi marinai. Lui però vuole sentire il canto, quindi, si fa quindi legare all’albero della nave per ascoltare senza gettarsi in mare.
9. Scilla e Cariddi
La nave deve poi attraversare quello che oggi è lo stretto di Messina: Circe gli ha infatti consigliato quella rotta per evitarne un’altra più pericolosa, anche se l'eroe dovrà affrontare due tremendi mostri marini, Scilla che vive sulla costa calabra e Cariddi su quella siciliana. Ulisse riesce a sconfiggerli entrambi e approda sull’isola del Sole, l’odierna Sicilia.
10. I buoi sacri sull’Isola del Sole
Sull'isola pascolano i buoi sacri al dio del Sole, Elio, proprio quelli da cui li ha messi in guardia Tiresia. I compagni di Ulisse, però, entusiasti della vittoria su Scilla e Cariddi, li uccidono per banchettare e festeggiare. Quando ripartono, gli dei scatenano una tempesta che fa affondare la nave, e muoiono tutti tranne Ulisse, che non si era macchiato di quella colpa.
11. I sette anni con la ninfa Calipso
Sfinito, Ulisse approda sull’isola di Ogigia, dove vive la ninfa Calipso, che si innamora perdutamente di lui e lo trattiene per sette anni: di nuovo grazie all’intervento del dio Ermes, Ulisse viene liberato.
12. Sull’isola dei Feaci: l’incontro con Nausicaa
Odisseo sbarca poi sull’isola dei Feaci, dove incontra la figlia del re Alcinoo, la principessa Nausicaa. Lei lo soccorre dopo che l’eroe ha dovuto affrontare un’altra tempesta inviata da Poseidone, in collera con lui. Nausicaa lo porta al cospetto del padre che, commosso dalla sua storia e da tutte le peripezie che ha affrontato, aiuta Ulisse ad attrezzarsi per tornare a casa. Nausicaa, pur non esprimendolo mai apertamente, si innamora di lui, che però non ricambia. I due si separano, e Ulisse fa ritorno a Itaca.
L’arrivo di Odisseo a Itaca: l'incontro con la moglie Penelope
Dopo vent’anni dalla partenza per Troia e dopo dieci anni di peripezie in mare, Ulisse approda a Itaca travestito da mendicante: la moglie Penelope, infatti, è sotto scacco dei Proci, i nobili dell’isola, che credendola ormai vedova la vogliono sposare. Penelope ha declinato tutte le proposte, dicendo che avrebbe scelto un marito dopo aver terminato di filare: ogni notte però disfa il lavoro tessuto durante il giorno, prendendo sempre più tempo.
Al suo arrivo, solo l’anziano cane, Argo, riconosce Ulisse. Questo gli dà il vantaggio di poter osservare come vanno le cose a casa sua. Si unisce ai Proci, accetta le sfide imposte per prendere in moglie Penelope, riuscendo a superarle tutte. A quel punto uccide tutti gli altri pretendenti.
Penelope, quando lui rivela di essere Ulisse, inizialmente non gli crede. Lo sottopone quindi a un’ultima prova, chiedendogli di spostare il loro talamo nuziale. Ma Ulisse risponde che non può essere spostato, perché è stato intagliato da un ulivo ancora in vita: Penelope, così, riconosce il marito e i due riprendono la loro vita insieme.