VAR

Tra chi lo ama e chi lo detesta, il VAR (acronimo di Video Assistance Referee) è uno strumento utilizzato nel calcio e introdotto in Serie A a partire dalla stagione 2017/2018. Definito anche “assistente video dell’arbitro”, si tratta di una tecnologia che permette di correggere eventuali errori commessi dall'arbitro e dai suoi assistenti. Si può utilizzare quando si verificano particolari condizioni (di cui parleremo a breve) e permette di visionare un replay di quanto accaduto in campo, così da rettificare (se necessario) la decisione presa dal direttore di gara. Nonostante le frequenti polemiche, si tratta di uno strumento che ha rivoluzionato il mondo del calcio. Ma come funziona il VAR? E in quali casi può essere utilizzato?

Come funziona il VAR?

Nella sala operativa del VAR (o eventualmente in un pulmino all'esterno dell'impianto) sono presenti 6 schermi, due in alto e quattro in basso. Dai due schermi superiori due arbitri incaricati di analizzare i video (chiamati rispettivamente VAR – sì, lo stesso nome della tecnologia – e AVAR) seguono il gioco e, in caso di dubbio, abbassano lo sguardo sui quattro schermi inferiori – in ritardo di 3 secondi rispetto alla partita e capaci di garantire le migliori riprese per ogni azione. Volendo è possibile chiedere il replay di una particolare azione da un altro punto di vista oppure zoomare per chiarire la regolarità di un episodio ed è anche possibile tracciare delle linee virtuali, così da chiarire eventuali fuorigioco.

Var arbitri
in foto: Credit: Niko4it

Complessivamente in campo devono essere presenti almeno 12 telecamere per garantire le migliori riprese possibili e, nel caso le analisi video mettano in dubbio la decisione dell'arbitro in campo, gli viene comunicato dalla sala VAR. Sarà poi lui stesso a visionare il video e a decidere se cambiare la propria decisione o meno.
Attenzione: spesso VAR e moviola sono due termini che vengono confusi. Il VAR ha l'obiettivo di correggere eventuali errori della terna arbitrale nel corso della partita mentre la moviola è in generale la visione al rallentatore di spezzoni o istanti controversi del match per analizzarli una volta che questa è terminata. Ma quali sono le situazioni in cui può intervenire il VAR?

Quando può intervenire il VAR?

Il regolamento parla chiaro e l'utilizzo del VAR non è a discrezione dell'arbitro in campo, ma segue delle specifiche linee guida. In particolare deve essere utilizzato in "casi di chiaro ed evidente errore" oppure di "mancata visione di un evento importante". Più nel dettaglio, questa tecnologia può intervenire in quattro casi:

  • Assegnazione di un gol: l'arbitro può chiedere di revisionare un episodio dubbio se l'azione si è conclusa con un gol (si parla di VAR goal review);
  • Assegnazione di un calcio di rigore: se un episodio dubbio si verifica in un'area di rigore, l'arbitro può chiedere di rivedere quella determinata azione;
  • Errore di identità: nel caso in cui l'arbitro sanzioni il giocatore sbagliato, è possibile correggere l'errore tramite l'analisi VAR;
  • Sanzione con cartellino rosso: se un episodio dubbio comporta l'espulsione di un giocatore, può essere richiesto il VAR – anche se questo non si applica per il secondo cartellino giallo.

Ma chi può chiamare il VAR? Il compito, come anticipato, spetta al VAR e l’AVAR, rispettivamente un arbitro effettivo e un assistente arbitrale. Sono loro che avvisano l'arbitro di potenziali controversie e, nel caso ci sia un episodio che ricade in uno dei quattro casi appena visti, spetta al direttore di gara in campo decidere se visionare o meno il filmato del VAR. Per lo stesso motivo, è sempre dell'arbitro in campo la decisione finale da prendere dopo la visione del replay.

rigore calcio

Il primo utilizzo del VAR nella Serie A italiana

In Italia il VAR è intervenuto per la prima volta in Serie A il 19 agosto 2017 durante la partita Juventus – Cagliari. Al trentasettesimo minuto l'arbitro Fabio Maresca ha deciso di verificare un episodio dubbio avvenuto poco prima nell'area di rigore della Juventus. Dopo aver analizzato le riprese video ha corretto la sua decisione, assegnando per la prima volta nella storia del calcio italiano un rigore VAR.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli