
La sera di mercoledì 2 settembre 2026 potremo osservare dall'Italia una suggestiva congiunzione tra Venere e Spica, la stella più luminosa della costellazione della Vergine. I due astri appariranno separati nel cielo da appena 1,6 gradi, poco più di tre volte il diametro apparente della Luna piena, e saranno quindi facilmente visibili insieme anche a occhio nudo.
Il momento di massimo avvicinamento è in realtà già avvenuto alle 02:18 circa del 2 settembre, quando la separazione angolare è scesa fino a 1°28′, ma a quell'ora Venere e Spica si trovavano sotto l'orizzonte dall'Italia e non erano quindi osservabili.
Per godersi lo spettacolo bisognerà quindi attendere la sera di oggi, 2 settembre, e guardare verso ovest/sud-ovest immediatamente dopo il tramonto. La finestra osservativa sarà però piuttosto breve.
Prendendo Roma come riferimento, il Sole tramonterà intorno alle 19:43 e in quel momento Venere si troverà già ad appena 13 gradi di altezza sull'orizzonte. I due astri continueranno quindi rapidamente ad abbassarsi fino a tramontare intorno alle 21. Per riuscire a seguirli il più a lungo possibile sarà fondamentale scegliere un luogo con l'orizzonte completamente libero, come una spiaggia affacciata verso ovest oppure una posizione elevata senza edifici, alberi o rilievi nella direzione dell'osservazione.
Quando e come osservare la congiunzione tra Venere e Spica
Venere e Spica si stanno apparentemente avvicinando nel cielo da alcuni giorni. Il minimo della separazione angolare si è verificato alle 02:18 circa del 2 settembre, quando i due astri sono arrivati a soli 1°28′ l'uno dall'altro. Come accennato, però, il fenomeno non è stato però osservabile dall'Italia perché a quell'ora entrambi si trovavano sotto l'orizzonte.
Come mostra il grafico calcolato utilizzando come riferimento le coordinate di Roma, nelle ore successive la distanza ha ricominciato lentamente ad aumentare. Il cambiamento è però molto graduale: la sera del 2 settembre, quando Venere torna a essere visibile dopo il tramonto, la separazione sarà ancora di appena 1,6 gradi. La differenza rispetto al massimo avvicinamento sarà quindi praticamente irrilevante per un osservatore a occhio nudo.

Il vero limite all'osservazione sarà piuttosto l'altezza dei due oggetti sull'orizzonte. A Roma il Sole tramonterà intorno alle 19:43, mentre Venere sarà già a circa 13 gradi di altezza. Il cielo sarà ancora illuminato dal crepuscolo e Spica, molto meno luminosa del pianeta, potrà inizialmente essere difficile da individuare. Con il progressivo oscuramento del cielo la stella diventerà più evidente, ma nel frattempo entrambi gli astri continueranno ad avvicinarsi all'orizzonte. La finestra migliore sarà quindi indicativamente compresa tra il tramonto e le 20:30, anche se da un luogo con l'orizzonte perfettamente libero sarà possibile seguirli fino a circa le 21. Venere sarà facilissima da riconoscere grazie alla sua elevatissima luminosità, mentre Spica apparirà come un punto decisamente più debole nelle sue immediate vicinanze.
Non serviranno telescopi poiché entrambi gli oggetti sono visibili a occhio nudo. Un binocolo potrà però essere particolarmente utile durante le prime fasi del crepuscolo per individuare più facilmente Spica vicino alla brillantissima Venere. I due oggetti saranno inoltre sufficientemente vicini da rientrare comodamente nello stesso campo di vista di un normale binocolo.
Cosa significa che Venere e Spica sono in congiunzione
Venere e Spica non si stanno realmente avvicinando nello spazio, ma quello che osserviamo è solo un avvicinamento apparente sulla volta celeste, prodotto dalla prospettiva con cui vediamo i due oggetti dalla Terra. Venere appartiene al Sistema Solare e in questi giorni si trova a una distanza di circa 81 milioni di chilometri da noi. Spica, o Alpha Virginis, è invece una stella situata a circa 250 anni luce dalla Terra, oltre 2 milioni di miliardi di km.
La vicinanza che vedremo nel cielo non corrisponde quindi a nessuna reale vicinanza tridimensionale tra i due astri. Il 2 settembre il moto apparente di Venere la porterà a passare molto vicino alla posizione occupata da Spica nella costellazione della Vergine. È questo tipo di configurazione prospettica che in astronomia viene indicato generalmente come congiunzione o massimo avvicinamento apparente tra due oggetti celesti.
Tecnicamente, in realtà, i termini congiunzione e massimo avvicinamento non sono sinonimi. Il massimo avvicinamento, cioè il momento in cui la separazione angolare tra i due oggetti raggiunge il valore minimo di 1°28′, è avvenuto alle 02:18 del 2 settembre.
La congiunzione cosiddetta equatoriale, invece, avviene quando due astri hanno la stessa ascensione retta, cosa che avverrà successivamente, alle 05:31 del 3 settembre, quando la distanza sarà già aumentata a quasi 1,7 gradi. Per l'osservatore, tuttavia, è il valore della separazione angolare a determinare quanto vicini appariranno effettivamente i due oggetti nel cielo.
Perché Venere sarà molto più luminosa di Spica
Al tramonto del 2 settembre, Venere brillerà con una magnitudine pari a circa -4,6, mentre Spica avrà una magnitudine vicina a 1, risultando quindi oltre cento volte meno luminosa ai nostri occhi. Ciò porterebbe erroneamente a pensare che Venere sia intrinsecamente più brillante di Spica. Niente di più errato.
Spica è la stella più luminosa della costellazione della Vergine e una delle stelle più brillanti dell'intera volta celeste. Nonostante a occhio nudo appaia come un singolo punto luminoso, è in realtà un sistema stellare formato principalmente da due stelle molto calde e massicce che orbitano estremamente vicine tra loro. La luminosità intrinseca combinata è quindi 30-40 mila miliardi di volte quella di Venere.
Tuttavia, Spica è molto più lontana di Venere, a 250 anni-luce dalla Terra (circa 2 milioni di miliardi di km), un'infinità se confrontata alla distanza minima Terra-Venere di circa 40 milioni di km, cosa che spiega come mai Venere appaia più brillante di Spica per noi osservatori sulla Terra.