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Cos’è un’Isola Urbana di Calore? Vediamo perché in città fa sempre più caldo

In città si crea un microclima più caldo chiamato Isola Urbana di Calore. Ma perché si registrano in media temperature più alte nei centri urbani?

A cura di Videostorie
22 Luglio 2022
9:50
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Cos’è un’Isola Urbana di Calore? Vediamo perché in città fa sempre più caldo
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Sicuramente avrete sentito del caldo record che sta colpendo l'Italia e l'Europa negli ultimi mesi. Ma vi siete mai chiesti perché le temperature in città siano sempre più alte, rispetto alla periferia o alla campagna?

In cosa consiste un'Isola Urbana di Calore?

L’insieme di fenomeni che producono un microclima molto più caldo nelle città rispetto alle zone periferiche e rurali viene definito Isola Urbana di Calore.  Parliamo di una pluralità di cause che produce differenze di temperatura notevoli, fino a 4-5 gradi in più. Sotto questa definizione sono raggruppate cause eterogenee, come la sproporzione tra verde e materiali edili in città, la presenza di edifici molto alti e l'utilizzo di strumenti e apparecchiature che producono calore.

Temperature record

Analizziamo il fenomeno a partire dalle rilevazioni di temperature record di quest'anno. Queste mappe dell’ESA, l‘Agenzia Spaziale Europea, mostrano le temperature del 18 giugno 2022 a Parigi, Milano e Praga e in alcuni punti si superano i 45°.

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Rilevazione delle temperature a Milano © NASA JPL–Caltech

I picchi di rosso intenso si trovano in aree dove la vegetazione è assente o quasi. Mentre le aree intorno al Parco Sempione o alla Senna illustrano temperature meno elevate. Ciò è dovuto al fenomeno chiamato evapotraspirazione. Grazie a esso, l’acqua che si trova sullo strato superficiale delle piante e del terreno evapora. Con il rilascio dell’umidità contenuta nel terreno, il calore nell’ambiente viene assorbito e quindi la temperatura scende.

Che cos'è il Soil Sealing?

Il problema, ormai mondiale, che impedisce al terreno di “respirare” è stato definito Soil Sealing. Letteralmente, è l’azione di “sigillare” il suolo, rendendolo impermeabile perché coperto da materiali edili. Quest’altro tipo di mappa, che indica il grado di umidità del terreno, illustra bene la situazione.

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Rilevazione termica di Milano © Sentinel Hub Playground

Il centro città di Roma o Milano, dove strade e edifici ovviamente abbondano, è una macchia rossa abbastanza compatta, il che significa che l’umidità è molto bassa. Ma nei pressi di un parco, per esempio, dal rosso-arancione si passa al verde-blu, sinonimo di maggiore umidità. In Italia, però, cemento, asfalto, edifici e altre costruzioni aumentano di circa 16 ettari al giorno. Quindi, negli anni, le temperature continueranno a salire se non si interviene per aumentare gli spazi verdi in città. La presenza dilagante di cemento e asfalto, inoltre, ha anche altre conseguenze. Questi materiali assorbono molto più calore rispetto a un volume equivalente di terreno o di aria. Significa che un isolato pieno di palazzi e strade funziona come un'enorme spugna che assorbe calore e radiazioni solari per poi rilasciarli. Anche per questo in città l’escursione termica tra giorno e notte è molto piccola, rispetto a quando ci troviamo in aperta campagna.

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Altre cause del caldo in città

Il rapporto tra verde e cemento è sicuramente centrale, ma anche l’altezza degli edifici contribuisce all’innalzamento delle temperature. Si parla addirittura di Canyon Urbani per indicare l'impedimento che edifici molto alti creano alla circolazione dell'aria. Se confrontiamo i grattacieli sulla Broadway, a New York, o dell’area del Magnificent Mile di Chicago con dei canyon, risulta subito chiara l'origine del nome di questo fenomeno. Formando una gola artificiale, i palazzi formano una specie di recinto, che riduce la capacità delle correnti ascensionali di portare il calore verso l’alto e disperderlo.

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A tutte queste cause si aggiungono poi i nostri consumi e il rilascio di sostanze inquinanti. Impianti industriali, automobili, condizionatori: qualsiasi strumento che produce calore andrà inevitabilmente a innalzare la temperatura della città.

Più verde per combattere il caldo

Gli interventi per limitare questo problema possono variare, ma ruotano tutti attorno all’allargamento delle aree verdi in città. Per esempio, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è prevista la piantagione di 6,6 milioni di alberi nelle aree metropolitane. Un quantitativo comunque ridotto, se consideriamo le stime dell’ASVIS, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. È stato infatti valutato che servirebbero circa  227 milioni di alberi entro il 2030 per contrastare le ondate di caldo, l’inquinamento e il rischio di siccità.

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Anche a livello locale sono state prese numerose iniziative. Per esempio, in Emilia Romagna è stato lanciato un progetto per piantare 4,5 milioni di alberi entro il 2025 e dopo un anno sono già state piantate più di un milione di unità. L’espansione delle aree verdi, inoltre, non permette solo di abbassare la temperatura in città, ma anche di assorbire CO2 e polveri sottili, riducendo gli effetti dell’inquinamento e del riscaldamento globale. Il suolo, poi, avendo maggiore estensione, assorbe più acqua dalle piogge, contenendo il rischio di desertificazione.

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