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Quanto costa lo smart working sulle bollette di luce e gas: fino a 485 euro di consumi energetici in più

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Immagine realizzata con AI a scopo illustrativo.
Lavorare da casa significa utilizzare più a lungo climatizzatore, computer e riscaldamento: la spesa supplementare stimata varia da 459,84 euro per una coppia senza figli a 484,35 euro per una famiglia di tre persone: in media, circa 472 euro all’anno, equivalenti a 39 euro al mese.

Lavorare da casa permette di risparmiare tempo negli spostamenti e denaro sul carburante, ma c'è un altro aspetto da considerare: il maggiore consumo di energia tra le mura domestiche. Il computer in smart working rimane acceso per diverse ore, il climatizzatore viene utilizzato più a lungo in estate e il riscaldamento deve mantenere gli ambienti confortevoli anche durante il giorno. Ma quanto incide tutto questo sulle bollette? Secondo le analisi di Altroconsumo, lavorare da casa cinque giorni alla settimana può comportare fino a 485 euro di spesa aggiuntiva all'anno tra luce e gas. In termini di consumi, significa utilizzare 473-513 kWh di elettricità e circa 192 Smc di gas in più. La spesa supplementare stimata varia da 459,84 euro per una coppia senza figli a 484,35 euro per una famiglia di tre persone: in media, circa 472 euro all'anno, equivalenti a 39 euro al mese. Le stime si basano sui prezzi medi di mercato dell'energia rilevati a inizio novembre 2026.

Ma da dove arrivano questi consumi aggiuntivi? A incidere maggiormente sulla bolletta elettrica sono il climatizzatore, con 180 kWh in più all'anno, e computer e monitor, che ne richiedono altri 130. Anche illuminazione ed elettrodomestici contribuiscono all'aumento. Per il gas, invece, il peso maggiore è legato al riscaldamento, che deve rimanere acceso più a lungo. Vediamo come cambiano i consumi e quali accorgimenti permettono di contenerli (e risparmiare in bolletta).

Smart working: come cambiano i consumi di luce e gas

Per quantificare l'impatto del lavoro da remoto, Altroconsumo ha preso in considerazione due famiglie tipo. La prima è una coppia senza figli. La seconda è una famiglia di tre persone. In assenza di lavoro da remoto, i consumi elettrici ipotizzati sono di 1.900 kWh all'anno per la coppia e 2.700 kWh per la famiglia di tre persone. Per il gas, invece, il consumo di partenza è di 1.400 Smc annui in entrambi gli scenari. Quando la casa diventa anche il luogo di lavoro, diversi apparecchi vengono utilizzati più a lungo e i consumi aumentano. L'incremento elettrico stimato è di 473 kWh all'anno per la coppia e 513 kWh per la famiglia più numerosa. Ma quali sono i principali responsabili?

  • climatizzatore: 180 kWh aggiuntivi all'anno;
  • computer e monitor: 130 kWh in più;
  • illuminazione: 28 kWh in più all'anno, dovuti alle luci accese più a lungo.

Anche il gas aumenta perché con qualcuno presente durante il giorno che lavora in smart working, gli ambienti devono rimanere a una temperatura confortevole anche nelle ore lavorative.

Come risparmiare energia quando si lavora da casa?

Partiamo dall'elettricità, dove il climatizzatore rappresenta una delle voci più importanti. Per limitarne i consumi possiamo evitare di impostare temperature troppo basse e, al tempo stesso, ricordarci di chiudere persiane e tapparelle nelle ore più calde, raffrescare soltanto le stanze utilizzate e pulire periodicamente i filtri per mantenere efficiente l'apparecchio.

Per quanto riguarda il computer che può rimanere acceso per tutta la giornata lavorativa sarebbe utile:

  • attivare la modalità di risparmio energetico;
  • ridurre la luminosità dello schermo;
  • spegnere i dispositivi quando non servono permette di limitare gli sprechi.

Anche l'illuminazione può incidere sui consumi, soprattutto quando si trascorrono molte ore alla scrivania. Scegliere lampadine LED e sfruttare il più possibile la luce naturale, ad esempio posizionando la postazione di lavoro vicino a una finestra, permette di limitare l'energia necessaria per illuminare gli ambienti. Per gli elettrodomestici, invece, è preferibile utilizzare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, scegliendo i programmi Eco e temperature più basse quando compatibili con il tipo di lavaggio. Nei mesi in cui il clima lo permette, stendere il bucato all'aperto anziché utilizzare l'asciugatrice è un altro modo per evitare consumi elettrici.

Con l'arrivo dei mesi freddi, lavorare da casa significa anche trascorrere molte più ore con il riscaldamento acceso. Ed è proprio qui che possiamo intervenire per contenere i consumi. Programmare il termostato in base agli orari di lavoro, evitare temperature troppo elevate e riscaldare soltanto le stanze effettivamente utilizzate, quando l'impianto lo consente, sono alcuni dei primi accorgimenti da adottare. Anche limitare le dispersioni di calore fa la differenza: chiudere persiane e tapparelle durante la notte, eliminare gli spifferi e non coprire i termosifoni aiuta a mantenere più calda la casa.

Ma quanto possiamo risparmiare? Il risultato effettivo dipende dall'isolamento dell'abitazione, dall'efficienza dell'impianto e dalla zona climatica. Non dimentichiamo poi l'acqua calda e la cucina: docce più brevi, soffioni a basso consumo e l'utilizzo del coperchio durante la cottura sono piccoli accorgimenti che aiutano a limitare gli sprechi. Infine, per capire se le nostre abitudini stanno davvero facendo la differenza, possiamo confrontare periodicamente i consumi in bolletta con quelli dello stesso periodo dell'anno precedente. Per l'elettricità, invece, esistono anche misuratori da collegare alle prese, utili per individuare gli apparecchi che assorbono più energia. Conoscere i propri consumi è il primo passo per capire dove intervenire e alleggerire le bollette, anche quando si lavora da casa.

Il confronto tra l’aumento del costo dei consumi e il risparmio sui trasporti

Lo smart working ha quindi un doppio effetto sul bilancio familiare: da una parte aumentano i consumi di luce e gas, dall'altra diminuiscono le spese legate agli spostamenti quotidiani. Lasciare l'auto in garage per cinque giorni alla settimana significa infatti risparmiare carburante, ma anche ridurre i costi di parcheggio e l'usura del veicolo. Un vantaggio che diventa ancora più interessante quando i prezzi di benzina e diesel aumentano.

Anche chi utilizza i mezzi pubblici può risparmiare sugli abbonamenti o sui singoli biglietti. Il bilancio complessivo, quindi, non dipende soltanto da quanto cresce la bolletta energetica, ma anche da quanto si spende normalmente per raggiungere il posto di lavoro. Per valutare la convenienza dello smart working bisogna considerare entrambe le voci: il maggiore consumo di energia domestica e i costi di trasporto che, lavorando da casa, possiamo evitare.

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