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22 Dicembre 2021
12:07

Colli Albani: la storia e la geologia dei vulcani di Roma

Conosciuta per i suoi splendidi laghi, i suoi vulcani e le ricchezze storiche, l'area dei Colli Albani è un gioiello geologico a pochi passi dalla capitale.

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Colli Albani: la storia e la geologia dei vulcani di Roma
Colli albani dall'alto

Il complesso vulcanico dei Colli Albani si trova a poco meno di 30 km a sud-est di Roma. La struttura è formata da tre edifici vulcanici sovrapposti e attualmente si trova in uno stato di quiescenza – cioè di "pausa" rispetto alla nomale attività eruttiva. Nonostante questo, ovviamente, il monitoraggio da parte dell'INGV è comunque costante e continuo. Ma quando ha eruttato l'ultima volta? Dobbiamo aspettarci nuovi eventi eruttivi in futuro?

Carta d'identità dei Colli Albani

  • Tipologia di vulcano: strato-vulcano complesso
  • Stato di attività: quiescente
  • Inizio attività eruttiva: 600.000 anni
  • Ultima eruzione: incerta 36.000 anni o 5000/6000 anni fa

Cosa sono i Colli Albani?

Lago Albano
Immagine aerea del lago Albano – Credit: Google Earth Studio

Con il termine "Colli Albani" ci si riferisce ad un stratovulcano complesso, formato da tre edifici parzialmente sovrapposti. Ma come si fanno a formare degli edifici vulcanici "sovrapposti" gli uni agli altri? Si tratta di un vulcano il cui centro eruttivo si è spostato nel tempo, dando vita a tre diversi edifici che si sono "accavallati" tra loro nel corso delle ere geologiche.
Scendendo più nel dettaglio, l'origine di questo vulcano è legata alla subduzione della Placca Adria al di sotto di quella Euroasiatica. Questo "scontro" tra placche ha permesso la formazione di magma che, risalendo verso la superficie, ha dato vita ai Colli Albani. Questi vulcani, nonostante oggi siano in stato di quiescenza (cioè non attivi al momento), furono caratterizzati in passato da attività prevalentemente esplosiva, alternata a lunghe fasi di inattività.

Dove si trovano i Colli Albani?

I Colli Albani sono una tra le più importanti aree vulcaniche del centro Italia. Si trovano nel Lazio, a meno di 30 km a sud-est di Roma, in quella che viene chiamata Campagna Romana e che è conosciuta, oltretutto, per la presenza dei Castelli Romani. I suoi rilievi montuosi fanno parte dell'Antiappennino laziale, innalzandosi in un'area ricca di zone boschive e centri abitati che si distribuiscono ai piedi dei pendii. Tra i maggiori centri troviamo Castel Gandolfo, Albano e Genzano che si affacciano sui laghi di Albano e Nemi.

Colli Albani
Colli Albani, situati a sud–est di Roma (credit: Google Maps).

Le fasi eruttive principali dei Coli albani

La formazione dei Colli Albani può essere suddivisa in tre grandi fasi, ciascuna corrispondente alla formazione di uno dei suoi vulcani: il Vulcano Laziale, il Faete e il Tuscolano-Artemisio. Questi non sono solo i tre edifici vulcanici che costituiscono il complesso, ma sono anche tra le vette più alte dell'area: il Maschio delle Faete e il Vulcano Laziale (chiamato anche Monte Cavo) raggiungono rispettivamente i 956 e i 950 m sul livello dle mare.

Immagine
(Credit: Gino il Pio, Wikipedia)

Il vulcano più antico del complesso è chiamato Vulcano Laziale e la sua attività iniziò all'incirca 600 mila anni fa. A seguito di violente esplosioni (circa 355 mila anni fa) si originò una caldera – cioè un collasso della porzione superficiale del vulcano legato allo svuotamento della camera magmatica sottostante.
La formazione del secondo stratovulcano – il Tuscolano-Artemisio – si pensa che fu causata dalla risalita di magma attraverso le fratture della caldera. Queste, nel tempo, hanno dato vita ad una serie di eruzioni stromboliane e fissurali che hanno infine determinato la creazione di un secondo edificio vulcanico.
La terza fase di attività (tra 355.000 e 250.000 anni fa) vide la formazione del Vulcano Faete, responsabile di diverse eruzioni da stromboliane a sub-pliniane.

Il vulcanismo più recente (iniziato circa 200.000 anni fa) è legato alla formazione di coni di tufo e di laghi craterici chiamati maar. Il più grande tra questi è il Lago Albano, un lago craterico con un'estensione di circa 2,5 km per 4 km e con una profondità di 168 m: è il lago vulcanico più profondo d'Italia. La sua forma ovale è stata plasmata da almeno cinque diverse esplosioni storiche, l'ultima probabilmente avvenuta circa 36.000 anni fa e coinciderebbe con la fine dell'attività vulcanica della zona.
Ci sono però dei dati relativi a colate di fango più recenti che estenderebbero l'attività fino a 10.000 anni fa.
La datazione dell'eruzione più recente, dunque, è ancora oggi oggetto di dibattito scientifico.

Lago Albano
Lago Albano

Monitoraggio del complesso vulcanico dei Colli Albani

I Colli Albani si trovano attualmente in uno stato di quiescenza, cioè sono, in un certo senso, addormentati. Ci sono stati alcuni segnali di attività nei tempi geologicamente recenti, ma possiamo dire che questi vulcani dormono sonni abbastanza tranquilli. Si stima che l'ultima attività vulcanica sia avvenuta circa 36.000 anni fa, sebbene siano in corso alcune discussioni circa il periodo preciso (fonte: INGV). Sono in atto da parte di enti di ricerca, tra cui l'INGV stessa, attività di monitoraggio dell'area, così da verificare la presenza di eventuali precursori vulcanici. Si tratta di eventi e fenomeni potenzialmente anticipatori dell'evento eruttivo vero e proprio e, in questa famiglia, rientrano anomalie sismiche, deformazione del suolo, aumento delle emissioni gassose circolazione idrotermale.
Tutti i parametri misurati non vengono analizzati singolarmente: il monitoraggio avviene in maniera complementare, verificando la presenza di anomalie simultanee di varia natura. Nell’area avvengono anche emissioni di gas come CO2, H2S, SO2 e CH4, che sono, secondo la Protezione Civile, il principale pericolo naturale del distretto vulcanico assieme all'abbassamento della falda idrica. Tuttavia, il sito si trova in una situazione di allerta base (INGV).

Ricordiamo che fenomeni anomali di questo genere non significano necessariamente una condizione di ripresa dell'attività eruttiva.
Uno studio del 2016 pubblicato da un team di ricerca internazionale dimostra come il vulcano abbia iniziato un nuovo ciclo di alimentazione delle camere magmatiche, che potrebbe portarlo ad uno stato di risveglio.

Bibliografia
Marra, Fabrizio, et al. "Assessing the volcanic hazard for Rome: 40Ar/39Ar and In‐SAR constraints on the most recent eruptive activity and present‐day uplift at Colli Albani Volcanic District." Geophysical Research Letters 43.13 (2016): 6898-6906.

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Nicole Pillepich
Redattrice
Credo non esista una parola giusta per definirmi: sono naturalista, ecologa, sognatrice e un po’ artista. Disegno da quando ho memoria e ammiro il mondo con occhio scientifico e una punta di meraviglia. Mi emoziono nel capire come funziona ciò che mi circonda e faccio di tutto per continuare a imparare. Disegno, scrivo e parlo di ciò che amo: natura, animali, botanica e curiosità.
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