1 Febbraio 2024
15:47

Cosa sappiamo sul jamais vu, il fenomeno opposto al déjà vu

l jamais vu è il contrario del déjà vu, ovvero quel fenomeno che si verifica quando non riconosciamo una situazione o una persona che dovrebbe esserci familiare. Vediamo cos’è e come funziona.

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Cosa sappiamo sul jamais vu, il fenomeno opposto al déjà vu
jamais vu

Vi sarà capitato, magari per gioco, di ripetere la stessa parola moltissime volte di fila. Dopo un po' di tempo vi sentite estraniati: la parola perde improvvisamente di significato, come se venisse scomposta nei suoi elementi fonetici basilari. Perde il significato che siamo soliti attribuirle in un contesto, e d'improvviso un termine banale come “casa” diventa un estraneo. Concettualmente è l'opposto di quello che accade con il déjà vu. Stiamo parlando del jamais vu, che significa letteralmente “mai visto”. È un fenomeno psicologico raro che si manifesta quando una persona percepisce un'esperienza familiare come completamente nuova o sconosciuta, nonostante sia già stata vissuta precedentemente. Le prime menzioni documentate di esperienze simili al jamais vu risalgono almeno al XIX secolo, quando i medici e gli psicologi iniziarono a descrivere le sensazioni di straniamento e alienazione vissute da alcuni individui.

Il jamais vu può manifestarsi in varie situazioni, dalla lettura di parole familiari che sembrano improvvisamente senza senso, al riconoscimento di volti noti che appaiono improvvisamente estranei. Questo fenomeno è spesso associato a condizioni come l'epilessia, la stanchezza, lo stress o l'assunzione di alcuni farmaci. La sua comprensione è ancora oggetto di approfondimenti scientifici, e gli studi nel campo della psicologia continuano a contribuire alla nostra comprensione di questo curioso aspetto della percezione umana.

Studiare il jamais vu con i topi

Non è facile trovare letteratura scientifica su questo fenomeno, che per certi versi è ancora controverso. Uno dei pochi studi sul jamais vu investiga le basi neuronali del jamais vu nei topi. Gli animali vengono sottoposti a due test comportamentali.

Nel primo test di interazione sociale, i topi vengono lasciati a esplorare un recinto vuoto e un recinto contenente un topo mai visto. Nella seconda fase, al topo vengono presentati sia il topo ormai familiare che un nuovo topo. I risultati mostrano che i topi normali sono sempre desiderosi di conoscere il topo nuovo. Questo indica una preferenza per l'elemento di novità, un comportamento che può essere associato al jamais vu, in cui l'individuo percepisce l'ormai familiare come nuovo o estraneo.

Nella seconda versione, denominata riconoscimento spontaneo degli oggetti, i topi vengono esposti a due oggetti identici durante la fase di studio. Nel test successivo, il topo viene presentato con una terza copia di un oggetto familiare insieme a un oggetto nuovo. I risultati evidenziano che i topi normali mostrano una preferenza per l'esplorazione del nuovo oggetto, confermando nuovamente la tendenza a favorire la novità.

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Come funziona e a cosa è dovuto il jamais vu

Questi esperimenti offrono una prospettiva interessante sulla percezione della novità nei topi e forniscono un contesto per comprendere il jamais vu nel contesto delle risposte comportamentali degli animali all'ambiente familiare e non familiare. La questione, dal punto di vista neuroscientifico, è abbastanza complessa. In sostanza, l'area del cervello coinvolta nel senso di familiarità è detta nucleo interpeduncolare (IPN) e si trova nel tegmento (una zona anatomica del midbrain). L'attivazione del nucleo IPN consegue all'esposizione a un elemento familiare nei topi (che sia un topo familiare o un oggetto noto).

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Dunque, i ricercatori hanno ipotizzato che i neuroni dell'IPN siano coinvolti nell'abitudine a un determinato stimolo. Sorprendentemente, hanno anche notato che i nuclei dell'IPN sono neuroni inibitori, che dunque sopprimono l'attività di altri neuroni. In sostanza, non solo l'IPN si attiva per processare stimoli familiari, ma quando è attivo determina anche inibizione degli stimoli nuovi.

Il nostro cervello sembra quindi governare stimoli nuovi e familiari come una sorta di bilancia: quando lo stimolo è familiare c'è la soppressione della novità, e viceversa. Quindi, secondo questa ipotesi il jamais vu potrebbe essere dovuto a questi meccanismi di soppressione della familiarità a livello del nucleo interpeduncolare.

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