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18 Aprile 2026
15:30

Gli elettrodomestici che consumano anche in standby: cos’è il consumo fantasma e come ridurlo

Il consumo “fantasma” degli elettrodomestici in standby incide sulla bolletta più di quanto pensiamo. Ecco quali dispositivi consumano di più e come ridurre gli sprechi con semplici accorgimenti.

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Gli elettrodomestici che consumano anche in standby: cos’è il consumo fantasma e come ridurlo
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Ogni volta che lasciamo un televisore in standby, dimentichiamo un caricabatterie inserito nella presa o teniamo accesa la spia della lavastoviglie, continuano a consumare elettricità (o meglio, questi dispositivi continuano a farlo in maniera silente). Secondo alcune stime fatte dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, questa dispersione silenziosa rappresenta tra il 5 e il 10% del fabbisogno energetico domestico delle famiglie americane, con un aggravio annuo in bolletta di circa 100 dollari (secondo altre stime questa spesa aggiuntiva può persino toccare i 183 dollari l'anno). In Europa, dove i costi dell'energia sono strutturalmente diversi, il peso può variare, ma il principio resta lo stesso: se lasciamo un dispositivo in standby, questo avrà un peso sui consumi. Ora, questo non deve allarmarci, ma deve farci riflettere. È possibile ridurre il “consumo fantasma” o no? Con un po' di impegno e le strategie giuste è possibile riuscirci. Nelle prossime righe vedremo quali dispositivi sono i principali indiziati del consumo energetico in standby, come stimarne l'impatto sulla bolletta e quali abitudini o strumenti possiamo adottare per tenere sotto controllo i nostri consumi.

Gli apparecchi che consumano di più anche da spenti

Quando parliamo di modalità standby, intendiamo quello stato intermedio in cui un dispositivo è collegato alla rete elettrica, ma non sta svolgendo la sua funzione principale. È la condizione che permette al televisore di rispondere immediatamente al telecomando, al router di restare connesso indipendentemente dal fatto che stiamo navigando su Internet o meno, alla console di aggiornarsi in background, e così via. A differenza dello spegnimento completo, in cui l'alimentazione viene interrotta e il consumo scende a zero, lo standby mantiene attivi piccoli circuiti interni che continuano ad assorbire un esiguo quantitativo di corrente che, se sommato a quello di tutti gli altri apparecchi che si trovano nello stesso stato e moltiplicato per tutti i giorni in cui questi rimangono effettivamente in standby, rappresentano una percentuale non trascurabile del totale che ci viene addebitato in bolletta.

Secondo delle stime, alcune console per videogiochi, se non configurate con le impostazioni di risparmio energetico (magari lasciate in modalità di riposo con aggiornamenti automatici attivi), possono continuare a consumare una quantità di energia significativa, in alcuni casi superiore a quella tipica dello standby tradizionale. I televisori di grandi dimensioni, specialmente nei modelli più datati o con funzioni di rete attive, possono avere un consumo in standby sensibilmente più alto rispetto ai televisori più recenti, progettati per limitare questi assorbimenti.

I condizionatori d'aria e i forni a microonde figurano tra gli apparecchi domestici con i consumi più elevati in assoluto, ma anche i piccoli caricabatterie dimenticati nella presa contribuiscono all'accumulo. Anche gli apparecchi più datati, privi delle moderne modalità di risparmio energetico, sono generalmente i più dispendiosi.

Come ridurre il consumo fantasma

Cosa possiamo fare concretamente per ridurre il consumo in standby? La soluzione più immediata e a costo zero è staccare la spina dagli apparecchi che non utilizziamo per ore. That's it! Dove questo risulta scomodo, anche una banale ciabatta con interruttore meccanico consente di spegnere con un solo gesto tutti i dispositivi collegati: la propria postazione da gaming, gli apparecchi collegati alla scrivania del proprio home office, l'angolo caffè in cucina, etc. Attenzione però: le ciabatte con spie luminose o interruttori illuminati consumano a loro volta corrente, vanificando in parte il risparmio ottenuto.

Un gradino più su troviamo le cosiddette prese intelligenti o smart plug, dispositivi che si frappongono tra la presa a muro e l'apparecchio e si controllano via smartphone o con un assistente vocale (ad esempio Gemini, Alexa, Siri, etc.). Alcune permettono anche di programmare accensione e spegnimento automatici e di monitorare i consumi in tempo reale. Il costo varia da pochi euro per i modelli base fino a 60-70 euro o più per le ciabatte smart multi-presa con controllo individuale delle uscite. Queste ultime generano a loro volta un piccolo consumo in standby (tra 0,5 e 2 watt), ma usate strategicamente su gruppi di dispositivi ad alto assorbimento garantiscono comunque un risparmio interessante.

Infine, quando si tratta di sostituire un apparecchio, è utile orientarsi verso modelli certificati ENERGY STAR (una certificazione diffusa soprattutto negli USA) o TCO (una certificazione diffusa soprattutto in Europa). In linea generale, comunque, sostituire vecchi apparecchi con dispositivi di nuova generazione (mediamente più efficienti di quelli prodotti anche solo dieci anni fa) può avere un impatto sui consumi in standby.

Adottare anche solo alcune di queste misure – partendo dalle abitudini più semplici, come staccare dalla corrente alcuni apparecchi di notte e non lasciare prese attaccate al muro se inutilizzate – può portare a una riduzione del “peso” della bolletta e ha un impatto positivo anche sulle risorse energetiche del nostro pianeta. Un tema sempre più centrale in una società complessa come quella di oggi.

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