Proviamo a immaginare un blocco di ghiaccio grande quanto Roma che viaggia per migliaia di chilometri in mezzo all'Oceano. È quello che sta succedendo ad A81, un gigantesco iceberg che, insieme a un altro chiamato D32, ha raggiunto le acque nei pressi della Georgia del Sud, avvicinandosi all'isola situata nell'Atlantico meridionale, transitando nel Mare di Scozia. I due iceberg si sono staccati da zone diverse dell'Antartide, prima di ritrovarsi nella stessa regione oceanica dopo anni di deriva.
A documentare il loro lungo viaggio sono stati satelliti del programma europeo Copernicus, che hanno permesso di seguire gli spostamenti attraverso l'Oceano Australe. L'immagine acquisita il 14 ottobre 2026 da uno dei satelliti Sentinel-3 mostra entrambi gli iceberg a sud-ovest dell'isola, a migliaia di chilometri dalle piattaforme glaciali da cui si sono separati. Ma come fanno blocchi di ghiaccio così grandi a viaggiare per anni nell'oceano senza sciogliersi completamente?

Il viaggio degli iceberg A81 e D32
Nonostante si trovino oggi nella stessa zona, A81 e D32 sono partiti da due luoghi diversi dell'Antartide. Il primo, A81, si è staccato nel gennaio 2023 dalla piattaforma glaciale Brunt, nel Mare di Weddell. Il secondo, D32, si è invece separato nell'ottobre 2022 dalla piattaforma Amery, nell'Antartide orientale. Sebbene si siano staccati da due zone molto distanti dell'Antartide e a circa tra mesi di distanza l'uno dall'altro, dopo quasi quattro anni di deriva i due iceberg si sono ritrovati nella stessa regione dell'Atlantico meridionale. Un viaggio di migliaia di chilometri, durante il quale sono stati trasportati dalle correnti oceaniche.
E non stiamo parlando di piccoli pezzi di ghiaccio: secondo i dati dello US National Ice Center, a metà ottobre 2026 A81 occupava una superficie di circa 1.340 km2, poco più dell'intero comune di Roma, mentre D32 si estendeva per circa 106 km². Il loro viaggio è stato ricostruito grazie alle immagini dei satelliti Sentinel-1, Sentinel-2 e Sentinel-3 del programma Copernicus. Le osservazioni mostrano il distacco dei due iceberg dalle rispettive piattaforme glaciali e la loro posizione dopo anni di deriva, mentre una mappa ne ricostruisce i percorsi approssimativi.

Perché questi enormi corpi di ghiaccio sono finiti vicino alla Georgia del Sud e quali sono i rischi
Potrebbe sembrare strano, ma una volta staccati dall'Antartide, gli iceberg possono rimanere alla deriva per diversi anni e percorrere distanze enormi. A trasportarli sono soprattutto le correnti oceaniche, mentre i venti possono contribuire a modificarne la traiettoria. Molti iceberg antartici seguono un percorso che li porta verso l'Atlantico meridionale, lungo una sorta di autostrada naturale conosciuta come Iceberg Alley, letteralmente "vicolo degli iceberg". Non è quindi un caso che molti iceberg finiscano per avvicinarsi alla Georgia del Sud: le correnti dell'Oceano Australe li trasportano verso l'Atlantico meridionale, dove possono proseguire il loro viaggio, frammentarsi o rimanere bloccati sui fondali. Man mano che raggiungono acque più calde, però, il ghiaccio inizia a sciogliersi e gli iceberg si riducono progressivamente.
E il loro passaggio non è sempre privo di conseguenze. Nei pressi della Georgia del Sud, che ospita importanti colonie di pinguini e foche, iceberg particolarmente grandi possono ostacolare gli spostamenti degli animali verso le zone in cui si nutrono. Allo stesso tempo, lo scioglimento del ghiaccio può liberare sostanze nutritive nell'oceano, favorendo la crescita del fitoplancton, alla base della catena alimentare marina. Il distacco degli iceberg, un fenomeno naturale chiamato calving, non è necessariamente un segnale diretto del cambiamento climatico. Monitorare questi enormi blocchi di ghiaccio dallo spazio è però fondamentale per comprendere meglio come si muovono i ghiacci antartici e come interagiscono con l'oceano.
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