Una fotografia in bianco e nero scattata oltre settant’anni fa potrebbe contribuire a chiarire il ruolo politico di Meretneith (o Merneit), una donna del tempo della I dinastia egizia (3150-2925 a. C.), vissuta circa 5.000 anni fa. Fu regina d'Egitto attorno al XXX secolo a. C., in un tempo di diversi secoli precedente alla costruzione delle piramidi. Il suo ruolo però potrebbe essere stato più importante di quello di semplice regina consorte. Una nuova analisi digitale di un’impronta di sigillo in argilla suggerisce infatti che il suo nome fosse inserito in un serekh, il simbolo utilizzato per racchiudere il nome dei sovrani egizi. Se l’interpretazione fosse corretta, Meretneith avrebbe esercitato il potere regale in una fase molto antica della storia dell’Egitto, secoli e millenni prima delle più note Hatshepsut (1478-1458 a. C.), Nefertiti (1353/1351-1336-1334 a. C.) e Cleopatra (52-30 a. C.).
Lo studio, pubblicato da Susan Kelly e Crystal Miller sulla rivista ceca Pražské egyptologické studie, riprende una questione discussa dagli egittologi fin dagli scavi condotti negli anni Quaranta dall’archeologo Walter B. Emery (1902-1971) a Saqqara, una delle più antiche necropoli reali egizie. In quell’occasione furono recuperati tredici tappi d’argilla provenienti da una tomba, sui quali erano impressi quattro serekh. Emery attribuì due di questi segni al re Djer (3100-3055 a. C.) e propose che i geroglifici negli altri due contenessero il nome di Meretneith, che potrebbe essere stata sua figlia. Va specificato però che non ci sono prove sufficienti per supportare questi rapporti di parentela. L’ipotesi rimase controversa, soprattutto per la scarsa leggibilità delle immagini pubblicate.

Oggi il problema è reso più complesso dalla scomparsa dei reperti originali e della lastra fotografica. L’unica testimonianza disponibile è una fotografia in bianco e nero conservata nella documentazione dell’egittologo. Le autrici hanno quindi sviluppato una procedura digitale per migliorare la leggibilità dei geroglifici: hanno isolato i segni, modificato il contrasto e invertito i colori, ottenendo una rappresentazione più nitida dell’impronta. Il risultato, secondo Kelly e Miller, è che i segni presenti nella parte nominale del secondo e del terzo serekh sono compatibili con il principale segno utilizzato per scrivere il nome di Meretneith. La presenza del suo nome accanto a quello di Djer indicherebbe che la donna non fu soltanto una consorte reale, ma partecipò direttamente all’esercizio della sovranità, forse come coreggente, assieme al possibile padre Djer, o col fratello-marito Djet.
La sua posizione politica potrebbe inoltre essere cambiata nel corso della vita. Altre impronte di sigillo, provenienti dalla tomba del re Den (il figlio di Djet e Meretneith) ad Abido, riportano il titolo di «madre del re» riferito a Meretneith. Altre iscrizioni la collegano alla gestione del tesoro e dei funzionari. Nel loro insieme, queste testimonianze suggeriscono che abbia ricoperto ruoli differenti, adattando la propria autorità alle esigenze della dinastia e alla posizione del figlio Den. Le autrici propongono quindi di non considerare Meretneith esclusivamente come reggente di un sovrano minorenne: potrebbe essere stata riconosciuta come sovrana a pieno titolo in una fase del suo percorso politico, per poi esercitare il potere in qualità di madre del re.

Anche la sua tomba nella necropoli di Abido potrebbe costituire un indizio. La tomba di Meretneith è infatti l'unica monumentale dedicata a una donna nell'intera necropoli. Al suo interno, pochi anni fa, gli archeologi ritrovarono un corredo regale, con addirittura centinaia di recipienti che conservavano tracce di vite, indizio forse della produzione di vino.
La questione non è definitivamente risolta, perché l’interpretazione dipende da una fotografia di un reperto perduto. Lo studio in questione mostra tuttavia come le tecniche digitali possano restituire informazioni a documenti archeologici difficilmente leggibili e riaprire il dibattito sulla partecipazione delle donne alle origini della monarchia egizia.
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