
Da ormai diverse settimane il vulcano Etna sta registrando un'intensa attività eruttiva, che ha paralizzato il traffico aereo all'Aeroporto di Catania: come evidenziato dal Direttore del Dipartimento Vulcani INGV, Stefano Branca, dal 22 giugno 2026 è stato rilevato un graduale aumento del tremore vulcanico, con decrementi temporanei. Il 6 agosto, poi, l‘intensa attività esplosiva al cratere Voragine ha causato un'intensa emissione di cenere che ha bloccato lo scalo aeroportuale catanese.
Secondo l'ultimo comunicato dell'Osservatorio Etneo, oggi 19 agosto è però ripresa l'attività stromboliana al Cratere Voragine, che sta producendo un'emissione di cenere che si disperde, secondo i modelli previsionali, nel quadrante meridionale. Al momento, comunque, l'Aeroporto di Catania resta operativo, mentre l'ultimo avviso VONA (per l'aviazione civile) è stata riconfermata con il codice arancione.
I dati del bollettino settimanale e gli ultimi aggiornamenti
Il bollettino settimanale realizzato dall'INGV, che copre il periodo dal 10 al 16 agosto 2026, fotografa un vulcano in piena attività. Sul fronte esplosivo, il cratere Voragine ha prodotto per gran parte della settimana emissioni di cenere disperse soprattutto verso i quadranti meridionali, arrivando il 16 agosto ad alimentare attività stromboliana e, il giorno successivo, una nube eruttiva alta circa 6.000 metri sul livello del mare, dispersa verso Sud-Est. Contributi minori sono arrivati dal Cratere di Nord-Est, con esplosioni di breve durata.
Sul fronte effusivo, la lava è colata lungo la Valle del Bove da più bocche eruttive, poste tra i 2.750 e i 1.900 metri di quota: complessivamente, l'emissione lavica dal 7 al 17 agosto ha coperto un'area di circa 1,7 milioni di metri quadrati, con un volume stimato tra 5,6 e 7,6 milioni di metri cubi.
Dal punto di vista sismico, la settimana è stata segnata da un unico terremoto di magnitudo pari o superiore a 2.0, ossia una scossa di magnitudo 3.9 avvenuta il 15 agosto alle 12:24 poco a ovest di Piano Pernicana.
Le reti di deformazione del suolo segnalano una tendenza generale alla deflazione dell'intero edificio vulcanico, mentre la geochimica mostra un flusso di anidride solforosa (SO2) su livelli medio-alti. Nella sintesi aggiornata al 18 agosto, il bollettino registrava il fronte lavico della bocca di quota 1.900 metri arrivato a 1.330 metri in prossimità di Rocca Capra, con l'apertura all'alba di una nuova bocca eruttiva a quota 3.100 metri e la fine dell'attività esplosiva alla Voragine, terminata alle 02:00 e ridotta a un debole pennacchio di cenere confinato all'area sommitale.

Tuttavia, il comunicato dell'INGV di oggi, 19 agosto, segnala che, a partire dalle 05:00 di questa mattina, è stata osservata la ripresa dell'attività stromboliana al cratere Voragine, con un'emissione di cenere dispersa verso il quadrante meridionale, accompagnata da un repentino incremento dell'ampiezza media del tremore vulcanico (tornata su valori alti) e da un netto aumento dell'attività infrasonica. In parallelo, l'INGV ha diramato una VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), l'avviso rivolto al settore aeronautico, che mantiene il codice colore sull'arancione, segnalando una debole emissione di cenere in corso, diretta verso Sud.
Il resoconto dell'attività vulcanica dell'Etna nelle ultime settimane
Come riportato dal Direttore del Dipartimento Vulcani INGV, Stefano Branca, a partire dal 22 giugno 2026 sull'Etna viene registrato un graduale aumento del tremore vulcanico, poiché intorno al 10 giugno riprende in maniera graduale l'attività eruttiva del cratere Voragine. Il 26 giugno inizia la prima emissione lavica con un'apertura di fessure eruttive alla base del cratere Nord-Est.
Questo episodio si protrae nelle settimane, per poi registrare un improvviso decremento il 7 luglio, quando termina la prima fase di questo lungo evento eruttivo. Durante il mese di luglio l'Osservatorio Etneo dell'INGV ha poi registrato forti oscillazioni del tremore vulcanico su valori medi, con la ripresa dell'attività esplosiva del cratere Voragine il 30 luglio, con fontane di lava ed emissioni di colate laviche da tutte le bocche che si aprono nel settore Nord-Est e la valle del Bove.
Il 2 agosto si rileva un altro repentino abbassamento del tremore vulcanico e la fine di quest'altro episodio eruttivo della fase eruttiva. Il tremore vulcanico, comunque, continua a oscillare su valori medi durante i primi giorni di agosto, fino a che il 6 agosto riprende nuovamente un'intensa attività esplosiva al cratere Voragine, con fontane di lava. Come visibile dal grafico qui sotto, questa fase è quella che è stata caratterizzata dall'intensa emissione di cenere che ha causato la prolungata chiusura dell'aeroporto di Catania.

Improvvisamente, il 15 agosto c'è un crollo del tremore verso valori bassi e termina improvvisamente l'emissione di cenere. Nel frattempo, però, continua l'attività effusiva del vulcano e alle ore 12:24 viene registrato un terremoto di magnitudo 3.9 nella faglia Pernicana.
Il 16 agosto l'Osservatorio Etneo registra un graduale riaumento del tremore vulcanico, che ritorna su valori alti la sera dello stesso giorno, con un'intensa emissione di cenere. Quest'ultimo periodo di attività di emissione di cenere si chiude nella mattina del 18 agosto, con il tremore che ritorna a oscillare su valori medi.
Attenzione, però: come evidenziato da Stefano Branca, questo non significa che l'eruzione sia finita: l'emissione di lava nelle bocche della Valle del Bove sta infatti continuando e, attualmente, i fronti più avanzati si attestano a 1330 metri di quota, all'altezza di Rocca Capra.