2 Febbraio 2024
19:39

Fokker F27 Friendship, l’aereo uruguayano protagonista del Disastro delle Ande

Il 13 ottobre 1972 il Fokker F27 fu protagonista del famoso disastro delle Ande del 1972, quando si schiantò sulla Cordigliera in uno dei più celebri incidenti aerei della storia.

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A cura di Roberto Manzo
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Fokker F27 Friendship, l’aereo uruguayano protagonista del Disastro delle Ande
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L’aereo Fokker F27 protagonista del disastro, fotografato alcuni mesi prima. Credits: RiccardoP1983, via Wikimedia Commons.

Il Fokker F27 Friendship è stato uno degli aerei più diffusi della seconda metà del Novecento: prodotto in grande numero, ha operato in tutto il mondo in compagnie sia civili sia militari, durante la sua lunga operatività ha subito vari incidenti, molto spesso mortali. Il suo incidente più celebre fu il disastro delle Ande del 13 ottobre 1972: un Fokker F27 dell'Aeronautica Militare Uruguayana si schiantò sulle Ande, dove delle 45 persone a bordo solo 16 sopravvissero all'arrivo dei soccorsi 72 giorni dopo. Scopriamo quindi le caratteristiche principali del Fokker F27 e quali furono i motivi tecnici del disastro.

Storia e caratteristiche tecniche del Fokker F27

Il Fokker F27 Friendship è stato progettato e prodotto a partire dagli '50 dall'azienda olandese Fokker. Dopo le difficoltà iniziali nella sponsorizzazione, l'aereo ebbe un grande successo per le sue caratteristiche tecniche e fu un ottima risposta, per centinaia di operatori in tutto il mondo, alla sostituzione degli obsoleti Douglas DC-3.

Ideato per le rotte regionali, la configurazione prevedeva le classiche caratteristiche per questa funzione, le principali:

  • leggerezza, piccole dimensioni (poco più lungo 25 metri) e massimo 50 passeggeri più equipaggio;
  • ala alta di piccole dimensioni (29 metri di apertura) e piccolo angolo delta, requisiti per avere velocemente più portanza, ideale nei piccoli aeroporti;
  • consumi ridotti;
  • carrello principale innestato nella gondola motore;
  • due motori turboelica quadri-pala Dart Mk.532-7 prodotti da Rolls-Royce.

Le prestazioni, data la configurazione, non erano notevoli, ma pienamente efficienti per la sua funzionalità: velocità di crociera di 460 km/h e quota di tangenza circa 8000 metri. Costruito con le tecnologie più all'avanguardia per quegli anni, il Fokker F27 è sempre stato considerato affidabile e sicuro, tanto da essere ancora in servizio in alcune parti del mondo.

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Fokker F27 della Marina Thailandese. Credits: Gerry Stegmeier.

Il sistema di navigazione in uso all'epoca

Agli inizi degli anni '70, in campo aeronautico lo strumento più affidabile e largamente usato per le tratte a breve-medio raggio era il VOR, il GPS (o apparati simili) venne introdotto anni più avanti.

Il VOR (Very high frequency Omnidirectional Range) era uno strumento utilizzato sia per la navigazione e sia per la geolocalizzazione dei velivoli. I componenti principali del VOR erano due:

  • Una stazione a terra (detta anche Radiofaro) che emetteva onde radio VHF a 360° per un certo raggio ed erano istallate in posizione strategiche per l'aeronavigabilità. Il segnale inviato dal Radiofaro indicava essenzialmente due informazioni all'aereo ricevente: l'identificativo della stazione emittente (in questo caso Curicò), la posizione dell'aereo relativa a quest'ultima in riferimento al polo nord magnetico.
  • Un ricevitore a bordo dell'aereo che captava ed elaborava i dati.

Le informazioni ricevute dal Radiofaro, quindi, permettevano ai piloti di dedurre la loro posizione radiale rispetto alla stazione, se stavano andando verso la stazione o allontanandosi da essa (tofrom) e, con un calcolo tra la velocità dell'aereo ed il tempo trascorso dall'ultima ricezione, la relativa posizione rispetto al Radiofaro captato.

La differenza sostanziale tra il VOR ed il GPS (o apparati simili) è che con il primo la posizione si doveva calcolare e quindi passibile di errori, mente con il GPS l'informazione sulla posizione è immediata e puntuale.

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Radiofaro dell’aeroporto di Manchester. Credit: Tom newton555.

Conseguenze dopo il disastro delle Ande

Dopo questo incidente non ci furono particolari conseguenze per l'aviazione, in quanto le indagini successive dimostrarono che il disastro fu dovuto soprattutto all'errore dei piloti che commisero il grave errore di non aver calcolato bene la loro posizione.

Sicuramente con gli strumenti attuali questo disastro probabilmente sarebbe stato evitato.

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