
In ambito geografico fin troppo spesso termini dal significato simile si trasformano in sinonimi. Questo è il caso di “foresta tropicale” e “foresta pluviale”: certo, entrambe si riferiscono al tipo di bioma a cui probabilmente state già pensando, con vegetazione estremamente fitta, umidità alle stelle e temperature elevate tutto l’anno, ma non sono la stessa cosa! Quando parliamo di foresta pluviale, facciamo infatti riferimento a una particolare tipologia (sottotipo specifico) di foresta tropicale, caratterizzata da precipitazioni abbondanti e costanti nel corso di tutto l’anno, senza una stagione secca.
È necessario a questo punto fare però una piccola precisazione: non esiste uno standard univoco per la nomenclatura e la classificazione dei biomi e, di conseguenza, la letteratura sul tema riporta spesso informazioni discordanti. Le foreste, per esempio, vengono classificate secondo criteri diversi: in alcuni casi a prevalere nel ragionamento è l'aspetto geografico-climatico, in altri è quello ecologico. Per questo motivo, i termini “foresta tropicale” e “foresta pluviale” possono assumere connotazioni differenti a seconda delle fonti consultate, siano esse in italiano, in inglese o in altre lingue. In questo articolo faremo riferimento alla classificazione adottata dal WWF.
La foresta tropicale
Le foreste tropicali sono ecosistemi forestali che si sviluppano nella fascia climatica compresa tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno: la fascia, appunto, intertropicale. Si trovano principalmente in America Centrale e Meridionale, nell'Africa occidentale e centrale, e in quell’arco che si estende dal Sud-est asiatico ad alcune regioni dell'Australia nord–occidentale passando per la Nuova Guinea.
Parliamo di territori caratterizzati da temperature elevate tutto l’anno e abbondante umidità (costante o concentrata in determinate stagioni), che danno origine a una lussureggiante vegetazione e a una biodiversità che non trova rivali in nessun altro bioma della Terra.
Infatti, nonostante occupino solo una porzione relativamente limitata della superficie terrestre (circa il 7%), le foreste tropicali ospitano una significativa fetta delle specie animali e vegetali presenti sul pianeta. Oltre a questo, svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento di alcuni equilibri naturali globali, regolando per esempio il clima contribuendo all'assorbimento di anidride carbonica, alla produzione di ossigeno e al mantenimento del ciclo dell'acqua.
Le foreste tropicali, tuttavia, non costituiscono un unico e omogeneo bioma, ma comprendono insiemi di ecosistemi diversi che variano al variare di determinate condizioni climatiche. Tra questi altri biomi se ne distinguono due in particolare: la foresta pluviale tropicale, caratterizzata da precipitazioni abbondanti durante tutto l'anno, e la foresta stagionale tropicale, detta anche giungla, nelle quali si alternano periodi piovosi e stagioni più aride e, per questo, caratterizzata in prevalenza da piante caducifoglie, che perdono le foglie durante la stagione secca.
La foresta pluviale
La foresta pluviale è un sottotipo specifico della più ampia foresta tropicale: è soggetta a precipitazioni abbondanti, superiori ai 2000 mm annui e distribuite in modo regolare nel corso di tutto l’anno. Per questo, presenta livelli estremamente elevati di umidità.
Le foreste pluviali tropicali si sviluppano infatti nelle aree prossime all'Equatore, a un'altitudine che non supera i 1000 m s.l.m., dove le precipitazioni sono costanti e le temperature rimangono sempre elevate. In queste condizioni prospera una vegetazione estremamente fitta e stratificata, dominata da latifoglie sempreverdi che possono raggiungere altezze vertiginose. Quello della foresta pluviale è considerato uno degli ecosistemi più complessi e ricchi di biodiversità al mondo.
Le differenze e i punti in comune
Per riassumere: la foresta tropicale fa riferimento più in generale a quel bioma forestale che si sviluppa all’interno della fascia climatica intertropicale, caratterizzata al proprio interno da climi anche molto diversi tra loro. In prossimità dell’Equatore, dove la temperatura è sempre elevata e le precipitazioni sono costanti tutto l’anno, si sviluppa infatti la foresta pluviale tropicale; mentre, spostandoci più a nord e più a sud dell’Equatore, le caratteristiche climatiche assumono una marcata stagionalità (con alternanza tra stagione delle piogge e stagione arida) e cresce la foresta stagionale tropicale.
La foresta pluviale tropicale e la foresta stagionale tropicale possono quindi essere considerate una sottocategoria di foresta tropicale, con la quale condividono le caratteristiche di base. Tra queste ritroviamo l'area di diffusione, la fascia compresa tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, e le temperature alte e costanti tipiche proprio della fascia intertropicale. Le temperature, unite a un'umidità mediamente elevata (tutto l'anno o concentrata solo in alcuni mesi), danno origine a una fitta copertura vegetale.
È bene però ricordare che alcune classificazioni riconoscono anche l'esistenza di foreste pluviali temperate, presenti in regioni non tropicali ma caratterizzate da elevati livelli di precipitazione, come sottocategoria del bioma della foresta pluviale. Per questo motivo i termini "foresta tropicale" e "foresta pluviale" non sempre coincidono e possono assumere significati leggermente diversi a seconda della fonte consultata.