
Grigliata di Ferragosto finita, barbecue incrostato e brace spenta . E ora? Quella cenere grigia che avanza nel barbecue non va buttata a caso: dove finisce dipende da cosa avete bruciato e dalle regole del vostro Comune. Nella maggior parte dei casi il suo destino è il secco indifferenziato. Sbagliare può costare un incendio in giardino o una sanzione sulla raccolta differenziata. Il primo e fondamentale passo è sempre lo stesso: attendere che sia fredda al cento per cento.
Il raffreddamento della cenere
La prima cosa da tenere a mente è che la cenere, prima di gettarla, deve essere al 100% fredda. La cenere infatti ha un'elevatissima capacità di isolamento termico e può custodire braci vive e invisibili per oltre 24-48 ore, anche quando la superficie sembra del tutto grigia e spenta. Insaccarla o gettarla troppo presto è tra le cause principali di principi d'incendio nei giardini, nei cassonetti e nelle isole ecologiche.
Per assicurarsi che la cenere sia totalmente spenta si possono innanzitutto chiudere le prese d'aria e il coperchio del barbecue (se presenti), dopodiché si possono trasferire le ceneri in un secchio di metallo con coperchio, ben lontano da pareti, erba secca o legno. A quel punto, lasciate riposare il secchio per 24-48 ore. Se anche muovendo la cenere con i dovuti attrezzi non ci sono braci vive, si può raccogliere in un sacco di plastica robusto facendo ben attenzione a sigillarlo bene: questo è fondamentale per evitare la dispersione di polveri volatili durante le operazioni di svuotamento meccanico dei cassonetti.
Dove si butta la carbonella del barbecue
La destinazione standard della cenere di legna in Italia è il secco indifferenziato. Sia le principali municipalizzate d'Italia (come AMSA a Milano, AMA a Roma, HERA in Emilia-Romagna e ALIA in Toscana) sia i regolamenti tecnici del settore vietano di gettare la cenere nel bidone dell'umido. Il motivo è puramente chimico e meccanico: pur essendo un residuo di origine vegetale, la cenere è materia inorganica priva di sostanza degradabile. In grandi quantità infatti rischia di impaccarsi, alterare il processo di compostaggio industriale e intasare i digestori anaerobici. Esistono però delle eccezioni alla regola. Alcuni specifici comuni infatti ne consentono il conferimento nell'organico, anche se solitamente in piccole dosi. Pertanto, la regola d'oro è: secco indifferenziato di default, a meno che il regolamento del vostro Comune non indichi espressamente il contrario.
Cosa fare con la cenere: il compost in giardino
Se avete bruciato solo legna naturale o carbonella non trattata, non è necessario buttare tutto. La cenere è ricca di potassio, calcio, magnesio e fosforo, quindi può diventare un ottimo correttivo naturale per il terreno del vostro giardino anche se è necessario utilizzarla con cautela. Più nello specifico, può essere sparsa a formare un velo sottile su terreni molto acidi per correggerne il pH, oppure mescolato in piccole quantità al terreno di aiuole o attorno a piante orticole. Si può addirittura utilizzare nel compost domestico ma senza mai superare il 2-3% del volume totale.
A causa del suo elevato pH però è assolutamente vietato utilizzare la cenere sulle piante acidofile (come ortensie, azalee, rhododendri, camelie o mirtilli). Provocherebbe un blocco dell'assorbimento del ferro (clorosi ferrica) e il deperimento rapido della pianta. Il discorso cambia totalmente se avete utilizzato bricchette industriali contenenti leganti chimici, accendifuoco petrolchimici o se nel barbecue sono finiti mozziconi di sigaretta. Questi materiali rilasciano residui tossici, metalli pesanti e idrocarburi: ogni tipo di riutilizzo in giardino o nel compost è rigorosamente da escludere. L'unica destinazione corretta è il secco indifferenziato, sempre previa verifica del completo raffreddamento e chiusura in sacco sigillato.