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La multinazionale russa Gazprom ha annunciato che, a partire da mercoledì 27 luglio alle ore 7:00, la capacità del gasdotto Nord Stream 1 diretto in Germania scenderà al 20% di quella totale.
Il taglio, stando a quanto riportato dalla stessa compagnia, sarebbe legato alla necessità di fermare un'altra turbina del Nord Stream 1 per dei lavori di manutenzione, portando la capacità produttiva della stazione di Portovaya a 33 milioni di metri cubi al giorno.

Ricordiamo infatti che già il mese scorso la capacità del gasdotto era stata ridotta al 40% del totale per permettere lo svolgimento dei lavori di "normale manutenzione" – cosa che, tra l'altro, ha comportato uno stop totale dei flussi di gas naturale tra l'11 e il 21 luglio.
L'annuncio del taglio al 20% è stato così commentato dal portavoce del ministero dell'Economia tedesco:

Abbiamo preso nota dell’annuncio. Secondo le nostre informazioni, non c’è alcuna ragione tecnica che giustifichi una riduzione delle forniture.

Non è tardata ad arrivare la risposta del portavoce del Cremlino Dimitri Peskov:

[Le dichiarazioni di Scholz] sono in contrasto con la realtà […] Anche nei momenti più difficili, la parte russa continua ad adempiere ai suoi obblighi. Il fatto che il volume delle forniture sia sceso è dovuto a queste sanzioni illegittime che gli europei, e i tedeschi in particolare, hanno imposto a loro stessi”

Nel frattempo la dichiarazione di Gazprom ha causato un rialzo dei prezzi del gas naturale europeo pari al 10% circa, raggiungendo i 176,62 euro al megawattora.
Per far fronte ad un eventuale crisi energetica, domani si riunirà in via straordinaria in Repubblica Ceca il Consiglio Affari Energia per cercare di fare un punto sul regolamento per la riduzione dei consumi

Articolo a cura di
Stefano Gandelli