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8 Giugno 2026
11:00

Gli smeraldi scoperti nelle tombe di Panama erano colombiani: esistevano reti commerciali lunghe 700 km

Un nuovo studio su smeraldi rinvenuti nelle tombe di El Caño e Sitio Conte (Panama) ha confermato la loro origine colombiana. La scoperta rivela l’esistenza di reti commerciali a lunga distanza, fino a 700 km, e intensi scambi di beni di prestigio nell’America precolombiana.

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Gli smeraldi scoperti nelle tombe di Panama erano colombiani: esistevano reti commerciali lunghe 700 km
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Alcune delle tombe nel Parco Archeologico di El Caño, a Panama. Credit: By Melissa Wong Zhang – Parque Arqueológico de El Caño, CC BY–SA 2.0

Per secoli, gli smeraldi sono stati uno dei simboli di potere più prestigiosi nell’America precolombiana. Tuttavia, comprendere come queste pietre preziose circolassero tra le diverse società antiche del continente è sempre stato difficile.

Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista Latin American Antiquity ha fornito una risposta a un antico enigma archeologico: alcuni smeraldi rinvenuti in importanti tombe di Panama provenivano effettivamente dalla Colombia, a centinaia di chilometri di distanza, grazie alle reti commerciali lunghe fino a 700 km.

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Uno degli smeraldi colombiani rinvenuti in una delle sepolture della necropoli. Credit: Carlos Mayo Torné

La ricerca, con capofila Carlos Mayo Torné, si è concentrata su un gruppo di pietre verdi traslucide recuperate nei siti archeologici di El Caño e Sitio Conte, due dei più importanti complessi funerari della regione di Coclé, a Panama. Questi luoghi, frequentati tra l’VIII e il X secolo d.C., hanno restituito tombe ricchissime, contenenti manufatti d’oro, ornamenti e oggetti di grande valore associati alle élite locali.

Per determinare la natura delle pietre, gli studiosi hanno impiegato una serie di tecniche non invasive, tra cui la microscopia ottica, la fluorescenza a raggi X, la spettroscopia UV-Vis-NIR, FTIR e fotoluminescenza. I risultati hanno confermato che si trattava realmente di smeraldi e che la loro composizione geochimica corrispondeva a quella degli smeraldi colombiani.

La scoperta è importante perché dimostra l’esistenza di reti commerciali molto più articolate di quanto si pensasse, lunghe anche fino a 700 km. Gli smeraldi non erano infatti disponibili naturalmente a Panama e dovevano essere trasportati attraverso una complessa catena di scambi che collegava diverse popolazioni dell’area istmo-colombiana. Secondo gli autori, le comunità che controllavano i centri di El Caño e Sitio Conte svolsero probabilmente un ruolo centrale nel favorire questi contatti regionali.

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Scavo di una delle sepolture di El Caño. Credit: Ministero della Cultura di Panama.

Lo studio ha inoltre analizzato la lavorazione delle gemme. Confrontando gli smeraldi panamensi con esemplari provenienti da altre regioni dell’America settentrionale del Sud e dell’America Centrale, i ricercatori hanno scoperto che alcuni furono modificati da artigiani locali, mentre altri arrivarono già lavorati o parzialmente rifiniti. Questo suggerisce non solo uno scambio di materie prime, ma anche la circolazione di oggetti finiti e di conoscenze artigianali.

Le conclusioni della ricerca contribuiscono a ridisegnare l’immagine delle società precolombiane dell’area. Lontano dall’essere comunità isolate, i principali centri di Panama erano inseriti in una rete di relazioni che si estendeva per centinaia di chilometri, consentendo il movimento di beni di lusso, tecnologie e simboli di prestigio.

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