20 Settembre 2023
18:41

Google Bard, la nuova intelligenza artificiale viene aggiornata con nuove funzionalità

Il nuovo modello di Bard annunciato da Google è ora in grado di integrarsi con gli altri servizi offerti da Google.

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Google Bard, la nuova intelligenza artificiale viene aggiornata con nuove funzionalità
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Lanciato a febbraio e arrivato in Italia a luglio, Bard è un'intelligenza artificiale generativa sviluppata da Google, che si pone come “rivale” di ChatGPT. Il 19 settembre il colosso di Mountain View ha annunciato un aggiornamento di questo chatbot sperimentale che integra nuove funzionalità. In particolare oggi Bard può integrarsi meglio con la nostra vita privata grazie alla connessione con le varie app Google e permettere collaborazioni più avanzate tra vari utenti.

Andiamo a scoprire in questo articolo cosa possiamo fare di nuovo con l'AI di Google.

Cos'è Bard e cosa possiamo farci

Il nome “Bard” suggersice che Google intende la sua intelligenza artificiale come un bardo, cioè un narratore. Bard nasce infatti come un modello linguistico-conversazionale pensato per l'interazione con esseri umani via chat o vocale. Lo strumento promette di rivelarsi utile per creare testi, spiegare in modo semplice argomenti scientifici, suggerire idee creative, aiutarci a risolvere problemi di vario tipo e in generale aiutare a migliorare la creatività e la produttività.

Si tratta quindi di un approccio leggermente differente alla AI generativa conversazionale rispetto a ChatGPT, focalizzato maggiormente sull'uso nella vita personale, quotidiana e non.

Il Large Language Model (LLM) di Bard si chiama PaLM-2: per intenderci, è la “controparte Google” di GPT, il LLM su cui si basa ChatGPT e che di fatto rappresenta l'attuale standard tecnologico. Il focus di PaLM-2 è la capacità multilingua, avendo a disposizione circa 100 lingue.

Già al momento del lancio in Italia, Bard dispone di funzionalità interessanti: può dare suggerimenti di vario tipo, creare e correggere codice di programmazione, generare descrizioni di immagini usando Google Lens e organizzare le conversazioni per proseguirle o estenderle in un secondo momento.

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Le nuove funzionalità di Bard

Vediamo quali novità sono state implementate nel nuovo modello di Bard appena annunciate da Google, sviluppate anche in base ai feedback degli utenti, fondamentali in questa fase sperimentale. Molte di queste funzionalità erano già presenti in lingua inglese e ora sono state estese a più di 40 lingue. I miglioramenti sono stati implementati tramite reinforcement learning (apprendimento per rinforzo).

Integrazione con altre app e servizi Google

Grazie al servizio Estensioni, la AI di Mountain View potrà recuperare informazioni utili dalle altre app dell'ecosistema Google, quali Gmail, Documenti, Drive, Maps, YouTube, Google Voli e Hotel. Per esempio, organizzando una vacanza Bard può cercare voli e alberghi, pianificare gli spostamenti con Maps e fissare le date con Calendar, e integrare tutte queste informazioni.

Per rispetto della privacy degli utenti, i contenuti contenuti su Workspace (la suite che comprende Drive, Maps e Documenti) non verranno condivisi con terzi, né usati per addestrare Bard o per ricevere annunci pubblicitari. Per tutte le interazioni al di fuori di Workspace è possibile stabilire quali impostazioni sulla privacy si preferiscono.

Verifica delle risposte

Bard da oggi può valutare testi o affermazioni, frase per frase, cercando se esistono contenuti che la confermano o la smentiscono. Una funzionalità utile per fact-checking, revisioni critiche o semplicemente per capire se qualcosa è vero o no senza dover fare personalmente le ricerche. Per adesso questa funzionalità è attiva solo in inglese, ma è solo una questione di tempo prima che venga implementata anche nelle altre lingue.

Condivisione delle conversazioni

Tramite link è ora possibile ricevere conversazioni iniziate da altri e proseguirle.

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Bard sostituirà l'assistente vocale di Google?

Difficile predire cosa succederà in futuro, ma è chiaro che Google ha una visione di Bard differente da quella di Assistant. Secondo l'azienda, Bard non è tanto uno strumento che fa cose per noi quanto uno strumento che fa cose con noi, aiutandoci a esplorare diverse possibilità e idee. Insomma, più un collaboratore che un assistente. Detto questo, è ancora presto per capire come Bard e Assistant interagiranno in futuro, ma non c'è dubbio che le potenzialità sono interessanti.

In particolare, Google punta ad “aumentare la memoria” di Bard, in modo che possa gestire conservazioni sempre più lunghe e imparare a integrare informazioni già acquisite per conversazioni future.

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator
Laureato in Astrofisica all’Università di Trieste e ha conseguito un Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA di Trieste. È stato coordinatore della rivista di astronomia «Le Stelle», fondata da Margherita Hack. Insieme a Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio gestisce il progetto di divulgazione astronomica «Chi ha paura del buio?». Vive e lavora a Milano.
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