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2 Maggio 2024
19:30

Guglielmo Marconi, l’inventore che ha scoperto la radio: la biografia

Guglielmo Marconi è stato uno degli scienziati e inventori italiani più famosi al mondo. Da semplice appassionato, a venti anni, iniziò a fare esperimenti sull’elettromagnetismo e arrivò a inventare la radio.

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Guglielmo Marconi, l’inventore che ha scoperto la radio: la biografia
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Guglielmo Marconi (Bologna 1874 – Roma 1937) è stato il celebre scienziato che ha inventato le radiocomunicazioni e la radio, ma è stato anche un fisico, un politico e un imprenditore italiano. Alla fine dell’Ottocento effettuò i primi esperimenti e riuscì a costruire strumenti, come il telegrafo senza fili, capaci di ricevere e trasmettere segnali a distanza: la radio era nata. Nel volgere di pochi anni Marconi perfezionò la sua invenzione e riuscì a trasmettere segnali attraverso gli oceani. Le scoperte valsero allo scienziato prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il Nobel e la nomina a senatore. Negli anni del fascismo ottenne incarichi politici e culturali di altissimo profilo e continuò le sue ricerche fino alla morte, sopraggiunta nel 1937.

Chi era Guglielmo Marconi e cosa ha scoperto: l’invenzione della radio

Guglielmo Marconi nacque nel 1874 a Bologna da un proprietario terriero e da una donna irlandese. Trascorse l’infanzia tra Emilia e Toscana, iscrivendosi all’Istituto tecnico di Livorno. Non completò gli studi, ma si appassionò alla radiazione elettromagnetica.

Marconi (seduto, al centro) da giovane con i genitori
Marconi (seduto, al centro) da giovane con i genitori.

A tal proposito va ricordato che nel 1873 il fisico scozzese Maxwell aveva scoperto le onde elettromagnetiche e pochi anni dopo il tedesco Hertz era riuscito a generare onde utilizzando l’energia elettrica. Le scoperte suscitarono l’interesse di vari tecnici e scienziati, tra i quali Alexandr Popov e Nikola Tesla, intenzionati a trovare il modo per trasmettere segnali a distanza.

Marconi, che aveva il medesimo scopo, fece i suoi primi esperimenti nel 1894, quando riuscì a far suonare un campanello premendo un pulsante telegrafico situato a pochi metri di distanza. Costruì quindi un telegrafo senza fili, uno strumento capace di trasmettere segnali acustici, con il quale si poteva usare l’alfabeto Morse, basato su un sistema di suoni brevi e lunghi (era il sistema usato anche nel telegrafo, esistente da alcuni decenni). Nell’estate del 1895 Marconi riuscì a trasmettere un segnale alla distanza di un miglio. L’esperimento è considerato l’atto di nascita della radio e delle radiocomunicazioni.

Il trasferimento nel Regno Unito e il successo

Marconi e la sua famiglia si resero conto che le scoperte avevano un enorme valore scientifico e commerciale. Nel 1896 il giovane inventore si trasferì con la madre nel Regno Unito alla ricerca di migliori opportunità per continuare le ricerche e depositò il primo brevetto per la “telegrafia senza fili”, come veniva chiamata allora la radio. Effettuò alcuni esperimenti alla presenza di esponenti politici e fondò la sua prima società, la Wireless Telegraph Trading Signal Company (poi Marconi Wireless Telegraph Company). Gradualmente, perfezionò la sua invenzione, trasmettendo segnali a distanze sempre maggiori.

Apparecchio trasmettitore del 1902
Apparecchio trasmettitore del 1902.

Non bisogna pensare, naturalmente, alla radio come la intendiamo oggi, che serve per la radiodiffusione circolare (cioè si basa sulle stazioni emittenti e apparecchi riceventi che captano tutti le stesse trasmissioni). All’inizio del Novecento la radio serviva per la comunicazione “uno a uno” e non riusciva a trasmettere la voce, ma solo segnali acustici. Per la prima volta, però, era possibile comunicare a distanza attraverso l’aria: le potenzialità dell’invenzione erano enormi.

Gli esperimenti di Marconi sull’Atlantico e il Premio Nobel

Marconi era convinto che le onde radio potesse attraversare l’Atlantico, seguendo la curvatura terrestre, e il 12 dicembre 1901 riuscì a mandare un messaggio (una S in codice Morse) dall’isola di Terranova, in Canada, a un ricevitore installato in Gran Bretagna, a circa 3000 km di distanza. Fu la prima trasmissione radio transoceanica. L’esperimento fornì ulteriore spinta alla diffusione della radio, che fu installata anche su alcune navi, e fece crescere la fama di Marconi, che nel 1909 fu insignito del Premio Nobel per la fisica insieme al tedesco Karl Braun.

La paternità dell’invenzione della radio era però contestata da Nikola Tesla e la questione fu dibattuta in diversi tribunali inglesi e americani, con esiti alterni.

Antenna della stazione radio di Poldhu (Inghilterra) nel 1914
Antenna della stazione radio di Poldhu (Inghilterra).

La radio nel naufragio del Titanic

Le potenzialità dello strumento inventato da Marconi emersero in occasione del naufragio del Titanic. La nave era dotata di una radio e, dopo il fatale impatto con l’iceberg, poté inviare un messaggio di soccorso alle altre imbarcazioni, il che consentì di salvare circa 700 naufraghi. I superstiti del naufragio resero omaggio a Marconi, donandogli una targa d’oro, e la vicenda contribuì a far conoscere l’utilità della radio in tutto il mondo.

Nello stesso 1912, rientrato in Italia, Marconi fu vittima di un grave incidente automobilistico, nel quale perse l’occhio destro.

Marconi tra guerra e fascismo

Marconi era ormai diventato un personaggio molto popolare. Nel 1914 fu nominato senatore e l’anno successivo si arruolò volontario per combattere nella Prima Guerra Mondiale, prestando servizio in marina. Negli anni tra le due guerre mondiali fu un sostenitore del fascismo e ricevette numerosi riconoscimenti di alto profilo, tra i quali la presidenza del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Accademia d’Italia. Nel 1931, inoltre, il papa Pio XI lo incaricò di inaugurare la prima stazione radio del Vaticano.

Marconi e Pio XI nel 1931
Marconi e Pio XI nel 1931.

Lo scienziato proseguì le sue ricerche e condusse esperimenti per costruire un apparecchio capace di rilevare oggetti metallici in lontananza: un progenitore del radar, che però non sviluppò. Nel 1937, mentre si trovava a Roma, accusò un malore e poco dopo morì.

La memoria di Marconi

Dopo la morte, Marconi ha continuato a essere celebrato in Italia e nel resto del mondo. Basti pensare che nel 1938 il comune di Sasso Bolognese, presso il quale aveva compiuto i primi esperimenti, cambiò nome in Sasso Marconi; negli anni della Repubblica, l’effige dello scienziato compariva sulla moneta da 100 lire emessa nel 1974 e sulla banconota da 2000 lire emessa nel 1990.

Fonti
Radio Rivista – Numero speciale dedicato a Guglielmo Marconi, 1974 Fondazione Guglielmo Marconi
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